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LO SCEMPIO

Demolito un villaggio del ‘700 a Giugliano, al suo posto sorgeranno villette di lusso

Attualità, Beni Culturali | 11 Luglio 2020

Due giorni fa sono iniziate le operazioni di demolizione di un’antica masseria, cosiddetta Zaccaria in località Varcaturo nel comune di Giugliano in Campania. La notizia ha suscitato sin da subito grande scalpore e si è diffusa a macchia d’olio attraverso il web scatenando un vero e proprio moto d’indignazione tra gli addetti ai lavori di beni culturali e i comuni cittadini.

La demolizione è iniziata alla chetichella, senza nessuna operazione preparatoria se non una pulizia dell’area dalle erbacce risalente a due o tre settimane fa, che nulla in ogni caso lasciava presagire.

Un villaggio Baronale dalle radici molto antiche

Notizie della masseria Zaccaria si hanno già dal catasto onciario del 1753. In realtà la zona dove sorgeva mostra una continuità di occupazione sin dall’epoca romana. Insistevano al di sotto degli edifici settecenteschi infatti, certamente i resti di una villa rustica romana. Successivamente, durante il medioevo, altri edifici si sovrapposero a quelli romani.

La continuità di vita è durata certamente fino al 1700 quando la masseria, che come detto era in realtà un villaggio baronale, iniziò ad essere abbandonato a causa della vicinanza con le paludi che rendeva insalubre l’aria.

Tracce numerose del sistema dei praedia romani

Le tracce romane sul territorio sono numerosissime e anche di una certa importanza: ci basti fare riferimento alla città di Liternum distante poche decine di metri in linea d’aria dalla masseria, che Scipione l’Africano scelse come sua ultima meta.

I romani si trasferiscono in questa zona soprattutto perché quivi organizzano un sistema di praedia ovvero di latifondi, dove la coltivazione dei terreni si affianca spesso anche alla “trasformazione” dei prodotti.

Questo porta alla costruzione di molte ville rustiche, di cui non si perde traccia attraverso i secoli ma a cui, anzi, si sovrappongono nel tempo proprio le masserie.

Il nostro sopralluogo al borgo Zaccaria

Nella mattinata di ieri ci siamo recati sul posto dove i lavori procedono spediti, giusto per sentirci confermare dagli operai impegnati nella demolizione che il committente dei lavori è un privato.

Gli operai hanno aggiunto anche che l’edificio risultava pericolante, e ci hanno confermato quello che ormai un po’ tutti sappiamo: a prendere il posto della vecchia masseria saranno degli appartamenti. Il nuovo complesso si chiamerà appunto: Borgo Zaccaria.

Il sistema della masserie: una risorsa ignorata

Il geografo e cartografo Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, nel 1769, mentre era Parigi perché catturato dai francesi durante la battaglia di Roßbach contro la Prussia, conobbe il segretario dell’ambasciata napoletana che lo convinse a stilare un Atlante del Regno di Napoli.

A questa opera si deve il rilievo delle 119 masserie presenti nel territorio di Giugliano. Certo il cartografo non ne riporta l’effettiva proprietà o la storia nei particolari ma ciò non toglie che siano informazioni preziose su di un sistema di masserie numerose, attive e ben organizzate.

Nel documento di orientamento strategico 2007-2013 del Comune di Giugliano si legge quanto segue:

“Il sistema delle masserie, stratificato nei secoli, evidenzia la costruzione del territorio e del paesaggio fondata sulla destinazione agricola dei suoli, che ancora oggi rappresenta la migliore destinazione d’uso in riferimento alla land evaluation, ovvero al valore intrinseco dei suoli, rappresentando una fondamentale occasione di sviluppo del territorio in termini di sostenibilità ambientale”.

Per farla breve si mette per iscritto che le masserie sono, anzi devono essere, il volano per la riscoperta e la valorizzazione di questa terra, tra mare e campagna, e dalla storia incredibile.

Territorio che se vuole svilupparsi in maniera sostenibile non può rincorrere il cemento, come è già stato fatto con la realizzazione del parco commerciale Auchan di Giugliano e delle troppe costruzioni residenziali, ma deve valorizzare il suo passato contadino.

I tanti interrogativi suscitati da questa operazione

Le domande che suscita questa operazione sono tante: ci chiediamo innanzitutto il perché dell’assenza di vincolo su un bene di incredibile valore storico.

Ci chiediamo come mai in un comune, amministrato al momento da un commissario prefettizio, si dia il via alla realizzazione di opere così importanti che potenzialmente cambiano il volto e le possibilità di sviluppo di un’area vastissima.

Ci chiediamo perché nonostante i documenti programmatici, le masserie simbolo di una cultura contadina che ancora resta nelle mani di molti anziani Giuglianesi, non siano ancora oggetto di un  progetto organico di valorizzazione, un progetto che, per la zona costiera e interna di Varcaturo, Licola e Lago Patria, serve come il pane.

Simona Sieno

Foto Francesco Gianfranco Russo

Un articolo di Simona Sieno pubblicato il 11 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 12 Luglio 2020

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