In un post sulla sua pagina Fb il musicista Maurizio Capone ha proposto uno “sciopero” dei musicisti.
“Il Primo Maggio non parteciperò a nessun concerto, sono in sciopero ed invito tutti i musicisti ad aderire per sottolineare la totale mancanza di rispetto verso il settore della musica moderna qui in Italia. C’è l’abitudine di chiederci sempre adesioni solidali che con generosità onoriamo, ma ora che è a rischio la sopravvivenza di migliaia di persone e sarebbe il caso di sostenerci nessuno ha fatto un gesto concreto per il nostro settore. Naturalmente mi riferisco a tutta la grande famiglia di chi lavora nel comparto dello spettacolo che in questo momento è senza reddito e senza prospettive. Le persone, tutte indistintamente, non possono fare a meno quotidianamente di ascoltare musica, ma quando si tratta di riconoscerne la sfera professionale si scopre che qui in Italia regna il concetto che siamo degli hobbisti e che possiamo lavorare gratis perchè “tanto lo facciamo per passione”, come se amare il proprio lavoro fosse una colpa!
A distanza di quarant’anni dal mio ingresso in questo settore nulla è cambiato ed ancora, per chi non raggiunge una enorme popolarità, il pensiero comune è che con la musica non si campa. La colpa è soprattutto delle istituzioni che non si sono mai interessate nel dare regole alla giungla in cui viviamo. Nessuno si è mai preoccupato di fare una legge a tutela della musica moderna, quella classica qualche paracadute lo ha. Eppure di tutti i segmenti musicali quello della musica moderna è l’unico che sopravvive di forza propria, nessun ente lirico o teatro come La Scala o il San Carlo sopravviverebbero senza finanziamenti pubblici. Invece noi portiamo avanti un settore esclusivamente con le nostre forze, creando cultura che è l’equivalente contemporaneo di quella nata secoli fa dalle mani di Mozart, Beethoven o Bach. La musica vive nel suo tempo, e ne è l’espressione più vera e profonda, motivo per il quale anche senza sostegno, leggi e rispetto sarà sempre viva con grandi apici di eccellenza. Ma questo non può essere una scusa per le istituzioni e sfruttare i musicisti per la loro propensione alla creatività è un tradimento sociale, anzi io lo chiamerei “sfruttamento culturale” e mai come in questo momento è evidente la contraddizione. Perfino i sindacati, ci chiamano da sempre per suonare gratis anche il Primo Maggio, nella festa dei lavoratori, non pagano il nostro lavoro, fanno il loro sfavillante spettacolo sulle nostre spalle e quando scoppia la pandemia ci ignorano completamente continuando però allegramente ad ascoltare le nostre canzoni.
Nella speranza di unirci tutti in questa battaglia lancio questa call a chi ritiene giusto questo ragionamento e che in qualche modo vuole dare un segnale di discontinuità stimolando il cambiamento.
Cominciamo a farci rispettare come lavoratori che producono cibo per lo spirito di tutti gli esseri umani”.
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