domenica 16 giugno 2019
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LO ZORRO DI PIAZZA DUOMO

“Io sui tetti di Milano. Dietro quella maschera ci sono tutti gli sfruttati”

Battaglie | 20 Maggio 2019

E’ salito alla ribalta delle cronache nazionali per avere vestito i panni di zorro, con tanto di cappello e spadino, ed avere appeso e poi srotolato uno striscione con la scritta “stay uman”, “restiamo umani”, mentre il leader del carroccio e i “sovranisti” erano assiepati in Piazza Duomo a Milano. Morale: ha rubato la scena al ministro, sabato, quando in pochissimi si sono dati appuntamento sotto la Madonnina per il comizio di Matteo Salvini. Mentre moltissimi, tanti altri, hanno tappezzato Milano di striscioni antisalviniani dando vita a un corteo pacifico e coloratissimo. Morale: anche il Nord più profondo reagisce in modo forte e goliardico alle politiche repressive e razziste del governo.

Lui si chiama Riccardo Germani. Dopo Jasmine Cristallo, la ragazza di Catanzaro, che ha dimostrato che la Calabria si è veramente “arrevutata” e non è terra di indifferenze, abbiamo deciso di intervistarlo per farci raccontare come è nata la mobilitazione e l’idea che ha tenuto banco sui giornali e i tg di tutto lo Stivale in questi due giorni.

Riccardo, lo zorro di Milano

Riccardo è un personaggio abbastanza noto a Milano. Emigrato 30 anni fa da Roma, è tra i fondatori del comitato a difesa dell’ospedale San Leopoldo Mandic e dirigente dell’Unione Sindacale di Base in Lombardia. Giornali locali lombardi raccontano che ha presenziato alla riunione che ha sancito la nascita del sodalizio, formato da cittadini e dipendenti del presidio, che si è prefisso di monitorare l’andamento delle situazioni interne all’ospedale di Merate, in materia di tagli, riduzioni, ridimensionamenti e farsi portavoce presso le istituzioni, in particolare i sindaci, di istanze tese alla difesa e al rafforzamento dei servizi socio-sanitari per il cittadino. Ha poi preso parte ai successivi incontri non mancando appunto di dirsi disponibile a qualsiasi tipo di protesta. E a giudicare dall’iniziativa di sabato, c’è da credere che nulla possa intimorirlo.

L’idea di Zorro al balcone è un’azione “collettiva”

“La mia idea è un’idea collettiva, concepita con le persone che hanno dato vita alle tante azioni del corteo di Milano” ci racconta al telefono, Riccardo, amatissimo anche nella sua città, Roma, dove chi lo conosce racconta che anche lì ha dato vita alle più genuine e radicali lotte sociali romane articolatesi nei vari decenni. “La manifestazione di sabato – aggiunge – è stata costruita dalle Reti Antifasciste e Antirazziste di Milano, da NonUnaDiMeno e da altre realtà movimentiste. Abbiamo fatto tante riunioni preparatorie, con sottocomissioni che si sono occupate dei vari aspetti del corteo. E’ stato lì che si è deciso di srotolare lo striscione dal balcone…”.

“Dietro la maschera di Zorro tutti gli ultimi”

Ma cosa voleva rappresentare quest’azione? Diciamo che Zorro è diventato un po’ il simbolo degli antisalviniani in questi giorni. “Dietro la maschera ci sono gli sfruttati, i più fragili, i ragazzi che arrivano coi gommoni, i lavoratori della logistica, i vigili del fuoco che non vogliono rimuovere gli striscioni, i transgender, le lesbiche, gli ultimi… io credo che la conseguenza positiva di questa vicenda di sabato sia stata quella di aver oscurato Salvini”. La visibilità personale? Non è assolutamente un argomento che interessa a Riccardo, un lottatore: “Io in realtà volevo rimanere anonimo, perché appunto questa azione non è personale ma collettiva… però mi hanno riconosciuto e dunque nel giro di poche ore mi sono ritrovato oltre 1000 richieste di amicizia su fb, interviste, telefonate… la cosa importante però è renderci conto che il singolare conta relativamente… dobbiamo parlare alla “moltitudine” e lavorare con la moltitudine… non so se mi sono spiegato”.

Ogni forma di lotta ha la sua dignità

Inevitabile un passaggio, nella nostra conversazione, sulle forme di lotta in atto in questa fase storica del Paese. “Io credo che tutte le forme di lotta devono essere utilizzate e che tutte abbiano dignità. Bisogna capire quando usare cosa e come… Milano con 20mila in piazza e tanti azioni credo si sia fatta sentire.  Un bel segnale, come succede anche in altre città… nessuna forma di lotta deve escludere l’altra. E nel portarle avanti ognuno si assume le proprie responsabilità. Ogni forma di lotta contro il fascismo è  leggittima. Non condanniamo le pratiche ma coloro che vogliono attraverso il decreto salvini bis impedire le libertà democratiche ed i diritti di tutti”.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 20 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 20 Maggio 2019

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