fbpx
martedì 26 gennaio 2021
Logo Identità Insorgenti

L’OBLIO

La stradina medievale di San Nicola a Nilo ridotta a discarica dopo la scoperta di luglio

Beni Culturali | 25 Novembre 2020

Appena 4 mesi fa, durante i lavori di rifacimento stradale di vico San Nicola a Nilo, nel cuore del centro storico di Napoli, riaffiorò un tratto di strada medievale che suscitò subito grande interesse in città, tanto che la notizia fu riportata da tutti gli organi di informazione locale. Esaurita l’eco della scoperta, con la pandemia che è ritornata a stravolgere la nostra quotidianità, il sito archeologico è scivolato rapidamente nell’oblio, incartato da un panneggio protettivo (se così può essere definito) e ricoperto da rifiuti urbani di ogni sorta.

La strada medievale

Il tratto di pavimentazione rinascimentale riaffiorò appena al di sotto del basolato moderno, un’opera spigata in mattoni mesi in posa di taglio, molto utilizzata nel centro cittadino tra il ‘400 e il ‘500 prima della generale ripavimentazione basaltica. Appena sotto a questa distesa di mattoncini, attraverso una crepa della pavimentazione, si intravede finanche un frammento della Neapolis greco-romana, con una porzione di parete in opus reticulatum che fa capolino tra le macerie.

Dopo la scoperta dello scorso luglio la stradina che costeggia la chiesa di San Nicola a Nilo – proprio a ridosso di Spaccanapoli – è stata dapprima transennata e poi abbandonata a sé stessa al punto da diventare uno sversatoio a cielo aperto capace di contenere sacchi dell’immondizia, grossi barili di plastica, escrementi di animali e persino un borsello vacante, testimone di uno scippo consumato tra i vicoli della città. Oltretutto, se si comparano le foto recenti con quelle coeve alla scoperta (come mostriamo in foto), sembra che alcuni mattoncini di opus spicatum siano stati trafugati o divelti, soprattutto sul tratto che affaccia su San Biagio dei Librai.

Un futuro incerto

A oggi non si conosce il destino che attende la stradina medievale di via San Nicola a Nilo. Sullo scavo, fermo ormai da tempo, campeggia il cartello di cantiere relativo al Grande Progetto Unesco Centro Storico, sul quale tuttavia manca sia la data di inizio che quella di fine lavori.

“Una preziosa testimonianza della Napoli medievale che non sembra destare troppo interesse – commenta Giuseppe Serroni, presidente dell’Associazione I Sedili di Napoli. Si potrebbe pensare di rivestire il sito con una piattaforma trasparente allo scopo di preservarne l’integrità e allo stesso tempo valorizzare l’intero vicolo, il quale, lo ricordiamo, accoglie anche il Presepe Volante di Riccardo Dalisi, una serie di lampade/sculture ormai dimenticate ma dal forte valore simbolico che furono realizzate nel 2009 nelle botteghe di Rua Catalana.”

Antonio Corradini

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 25 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 25 Novembre 2020

Articoli correlati

Beni Culturali | 25 Gennaio 2021

Pompei, inaugurato il nuovo Antiquarium

Beni Culturali | 25 Gennaio 2021

Bacoli, partono i lavori per il recupero di un nuovo bene confiscato a Bellavista

Beni Culturali | 20 Gennaio 2021

Pompei, i dieci candidati alla direzione