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LOCKDOWN CALABRIA

Il Commissario Cotticelli a Titolo V «Non sapevo spettasse a me fare il piano Covid»

Calabria | 7 Novembre 2020

È stata un’intervista tragicomica quella che è andata in onda ieri sera sulla trasmissione di Rai 3, Titolo Quinto, che ha avuto come protagonista Saverio Cotticelli, il commissario della sanità calabrese nominato dal primo governo Conte.

Cotticelli “si scopre” responsabile del piano Covid

Il giornalista Walter Molino chiede al Commissario perché la Calabria sia zona rossa, il Commissario risponde: «Non lo so, i numeri non dicono questo». Molino ricorda a Cotticelli che lui è responsabile del piano Covid, Cotticelli nega. Molino chiede al Commissario di mostrargli il carteggio con il Ministero della Salute nel quale vengono fornite istruzioni su chi debba attuare il piano Covid. Qui il Commissario sembra scoprire, proprio di fronte alla telecamera, di essere proprio lui il responsabile. «Domani mattina sarò cacciato da qui» dice poco dopo.

Conte dichiara “via subito Cotticelli”

Sono arrivate puntuali le dichiarazioni di Conte: “Il commissario per la sanità in Calabria Saverio Cotticelli va sostituito con effetto immediato. Anche se il processo di nomina del nuovo commissario prevede un percorso molto articolato – ha aggiunto il premier – voglio firmare il decreto già nelle prossime ore: i calabresi meritano subito un nuovo commissario pienamente capace di affrontare la complessa e impegnativa sfida della sanità”.
In tarda mattinata Cotticelli ha presentato le sue dimissioni.
Intanto ci si chiede come mai una situazione del genere possa essere sfuggita all’attenzione delle istituzioni.

La Calabria da lockdown a lockdown

A Marzo, nonostante il Comitato Scientifico avesse suggerito misure differenziate regione per regione in base ai dati epidemiologici, Conte chiude tutto il paese, compreso il Meridione, dove si attestavano bassissimi dati di contagio. Ma dei verbali del Comitato si viene a sapere solo 5 mesi dopo. Quel fatidico 10 marzo, giorno in cui entrò in vigore il DPCM con il quale si istituì il lockdown generalizzato, la Calabria contava 13 positivi. Certo, la decisione è stata presa in via preventiva, per il bene del Sud. Un bene che il governo Conte tiene talmente a cuore che il 3 giugno viene decisa la riapertura indiscriminata dei confini tra regioni, senza alcuna distinzione sulla base dei dati epidemiologici. Quel giorno, la Lombardia contava +237 positivi, la Calabria zero.
Passa l’estate e viene allentata la maggior parte delle chiusure e delle misure restrittive. Nel frattempo, un’onda di oblio colpisce le istituzioni, che dimenticano di vigilare sull’attuazione del piano Covid in Calabria.
A causa di una concomitanza di fattori, tra un Rt elevato e la carenza rilevata nelle strutture sanitarie, come ha spiegato in conferenza stampa il direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza, la Calabria è stata dichiarata zona rossa nonostante i numeri bassissimi del contagio. Ad oggi è in lockdown con 264 nuovi positivi contro i 9.934 della Lombardia, i 4.878 del Piemonte, regioni con le quali condivide, a causa di un insieme di eventi incomprensibili, il destino di zona rossa.

Teresa Apicella

Un articolo di Teresa Apicella pubblicato il 7 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 7 Novembre 2020

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