lunedì 21 giugno 2021
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L’ONOREFICENZA

A Ciro Corona, alla mamma di Livia Barbato e a Serena Piccolo i riconoscimenti della Presidenza della Repubblica

Battaglie | 29 Dicembre 2020

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trentasei onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.

Il Presidente Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. Tra questi c’è Ciro Corona, che qui a Napoli combatte da anni contro la camorra e recuperando spazi nel territorio di Scampia-Chiaiano e che è stato ostacolato in più occasioni dalla stessa amministrazione comunale. Un riconoscimento nazionale mentre qui il suo lavoro viene calpestato. C’è poi la mamma di Livia Barbato (morta in un incidente d’auto causato dal fidanzato che guidava contromano) e la 18enne Serena Piccolo, di cui vi abbiamo raccontato spesso su Identità Insorgenti tramite il suo combattivo papà.

Ciro Corona, 40 anni (Napoli – Scampia), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo quotidiano e instancabile impegno nella promozione della legalità e nel contrasto al degrado sociale e culturale”

Laureato in filosofia, dal 1998 lavora come operatore sociale nel ruolo di educatore di strada e di comunità. Socio fondatore, nel 2008, dell’associazione (R)esistenza Anticamorra (di cui è Presidente) e, nel 2012, della Cooperativa sociale (R)esistenza (di cui è legale rappresentante). Così descrive il suo impegno: “(R)esistenza ha sempre avuto una idea di sociale differente, un sociale non assistenziale ma responsabile. Pensiamo che sia dal basso che si producano gli anticorpi per contrastare malapolitica e camorra. Mostrando alla gente nuovi modelli di sviluppo e generando una possibilità di scelta. Quella possibilità di scelta che per tanti anni è mancata. È solo vivendo il territorio che si fa antimafia”. Attraverso l’associazione gestisce anche il Fondo Rustico Amato Lamberti, il primo bene agricolo confiscato di Napoli sul quale vengono ora prodotti vino, miele, confetture e birra artigianale secondo la logica dell’agricoltura sociale (in particolare, ad esempio, con percorsi lavorativi individualizzati per detenuti). È diventato un punto di riferimento per quanti resistono alla criminalità organizzata, ha creato uno sportello anti-camorra ed è coordinatore del polo socio-culturale intitolato a Gelsomina Verde, giovane ventiduenne vittima della camorra. Così inizia il suo libro “(R)esistere a Scampia (edito nel 2019)”: “sono nato e cresciuto a Scampia e spero anche di morirci, di morte naturale e il più tardi possibile”. È un libro che denuncia le difficili condizioni di vita di quella periferia napoletana ma che vuole anche mostrare che esiste un’altra faccia della medaglia. Racconta in tal senso: “la camorra non è mai entrata in casa mia, nonostante l’avessi così vicina, nel mio stesso palazzo e in famiglia. (..) non è stato facile da ragazzo sfuggire alle maglie della criminalità organizzata, alle lusinghe di un guadagno facile e a una strada lastricata di droga e morte. Io ho scelto un’altra strada e come me tanti altri a Scampia. Non ho scelto la strada della camorra e neppure quella della fuga. Ne ho scelto una terza: quella di restare, di resistere ed esistere”.

 

Angela Buanne, 54 anni (Napoli), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo contributo alla causa della sensibilizzazione presso i giovani sul tema della sicurezza stradale e del contrasto all’alcolismo e alle stragi del sabato sera”

È la madre di Livia Barbato, deceduta poco più che ventenne nel luglio 2015 per le ferite riportate in un incidente stradale causato dal fidanzato, che in stato di ebrezza, guidò contromano per diversi chilometri. Nello stesso incidente perse la vita il conducente dell’auto proveniente dal verso giusto di marcia. La vicenda della figlia è stata raccontata nel libro “Viaggio al centro della notte” del giornalista Luca Maurelli che affronta più in generale la piaga delle stragi del sabato sera, dell’alcolismo giovanile e degli sballi facili. Grazie al sostegno della Fondazione Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici) e della fondazione Exodus di Don Antonio Mazzi, Angela, accompagnata da Luca Maurelli, gira le scuole per incontrare gli studenti e sensibilizzarli sul tema della sicurezza stradale.

Serena Piccolo, 18 anni (Pomigliano d’Arco – Na), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo esempio di forza d’animo e determinazione”

Affetta da una rara malattia (aplasia midollare). Da gennaio 2020, su iniziativa della famiglia di Serena e con il sostegno dell’Avis di Sant’Anastasia e dell’Associazione Admo, si sono susseguiti diversi appelli via social per trovare un donatore esterno compatibile. A giugno scorso, quando era ricoverata presso l’ospedale Bambin Gesù di Roma, in attesa del trapianto, in occasione del suo esame di maturità, Serena ha scelto di lasciare l’ospedale per sostenere l’esame in presenza presso il Liceo “Vittorio Imbriani” di Pomigliano d’Arco (che frequentava prima dell’insorgere della patologia) e ha preso 100/100. Avrebbe potuto sostenere l’esame a distanza, dall’ospedale, così come consigliato dai medici e dai docenti, ma ha fortemente voluto farlo di persona. Il padre ha commentato: “Serena ha voluto la soddisfazione di confrontarsi, mettersi in gioco, avere paura e gioire come una qualsiasi ragazza di 18 anni”. In agosto è giunta la notizia che è stato trovato un donatore grazie al registro europeo, un ragazzo tedesco di 25 anni. Il 21 agosto è stato effettuato il trapianto.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 29 Dicembre 2020 e modificato l'ultima volta il 29 Dicembre 2020

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