domenica 16 giugno 2019
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L’ULTIMA FOLLIA

Il Viminale vuole “deportare” i migranti da Riace. Il documento

Integrazione, Italia | 14 Ottobre 2018

Dopo l’arresto del sindaco Domenico Lucano, il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, con una nota del 9 ottobre scorso, ha deciso il trasferimento dei migranti ancora ospiti nello Sprar gestito dal Comune di Riace.

“Chi sbaglia, paga. Non si possono tollerare irregolarità nell’uso di fondi pubblici, nemmeno se c’é la scusa di spenderli per gli immigrati” afferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Non è in discussione questo naturalmente, ma un’azione che ha la puzza di una deportazione di massa, la distruzione dello stesso modello Riace, studiato in tutto il mondo come quello di un’integrazione che ha funzionato. Perché adesso disintegrare quelle vite e quelle storie, che non danno fastidio a nessuno e che non fanno nulla di male? Per dare l’esempio? E’ questo l’esempio da distruggere? E la ndrangheta? La malavita organizzata che uccide il Paese a tutte le latitudini? Le mafie? La camorra? Niente, non sono una priorità per il Viminale.

Pubblichiamo il documento integrale del ministero che contesta al Comune reggino 34 penalità e dove si chiede quindi di trasferire gli ospiti e di rendicontare ogni spesa sostenuta.

“Vogliono soltanto distruggerci. Nei nostri confronti é in atto ormai un vero e proprio tiro incrociato. I nostri legali, comunque, stanno già predisponendo un ricorso al Tar contro la decisione del Viminale” è la reazione del sindaco di Riace, Domenico Lucano, ancora ai domiciliari, tramite il suo legale. “Io mi chiedo – aggiunge Lucano – come sia possibile pensare di distruggere in questo modo il ‘modello Riace’, descritto da innumerevoli personalità, politici, intellettuali, artisti, come un’esperienza straordinaria. Non si può cancellare una storia semplicemente straordinaria e che ha suscitato l’interesse e l’apprezzamento di tutto il mondo. Lo Stato  continua incredibilmente a darci addosso. La mia amarezza è immensa. La persecuzione nei nostri confronti è cominciata già da qualche anno. Ci sono state due relazioni della Prefettura di Reggio Calabria che si sono contraddette l’una con l’altra, una positiva ed un’altra negativa. Prima ci hanno elogiati e poi criticato. Tutto questo è assurdo”.

Il documento integrale:  Circolare del Viminale su Riace

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 14 Ottobre 2018 e modificato l'ultima volta il 14 Ottobre 2018

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