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Lungomare di Napoli: cantiere fermo a un mese dalla mareggiata

NapoliCapitale | 28 Gennaio 2021

A un mese esatto dalla terribile mareggiata che devastò le balaustre di contenimento e i locali a ridosso del lungomare partenopeo, i dissuasori pedonali che delimitano il marciapiede continuano a svettare indisturbati, in attesa dei lavori che in un primo momento furono annunciati come urgenti ma che ancora oggi stentano a decollare.

Dopo la burrasca dello scorso 28 dicembre, passeggiare in via Partenope è diventata una vera e propria impresa, tra transenne fluorescenti, marciapiedi interdetti, piste ciclabili invase da pedoni e carreggiate brulicanti di auto e moto, il rischio di farsi male è appena dietro l’angolo. Il tutto mentre le attività di ristorazione del lungomare, dopo le restrizioni pandemiche, i danni subiti a seguito della mareggiata e il maltempo dei giorni scorsi, ritornano timidamente alla vita accogliendo i primissimi clienti tornati ad affacciarsi su via Partenope.

Il progetto

Da Palazzo San Giacomo filtra comunque ottimismo e a giorni – secondo indiscrezioni – dovrebbe essere presentato alla Soprintendenza il progetto per il ripristino della balaustra che dovrebbe riportare allo stato originario il muro di contenimento crollato in più punti lo scorso 28 dicembre. Il Comune di Napoli è convinto di riuscire ad attivare il cantiere di via Partenope entro tre o quattro settimane, con i lavori di recupero e di ripristino dei luoghi che entrerebbero finalmente nel vivo.

“I tempi previsti per la chiusura del cantiere saranno contenuti – fanno sapere dalla I Municipalità -, una volta che il progetto sarà approvato dalla Soprintendenza, che per voce di Luigi La Rocca ha tutto l’interesse di accelerare l’iter, i lavori partiranno immediatamente”.

Sul lungomare pesa la chiusura della Galleria Vittoria

E a pesare come un macigno sulla viabilità del lungomare ci pensa anche – se non soprattutto – quella che è ormai la “questione galleria Vittoria”.

Le intenzioni ed i buoni propositi, del comune,  in base ai quali la galleria avrebbe riaperto entro la fine dell’inverno, per fine marzo 2021, sono state stravolti dalla decisione della procura di negare il dissequestro della galleria.

Per il consulente tecnico –  l’ingegnere e docente della Federico II Andrea Prota – e per il gip,  la documentazione fornita dal comune è insufficiente e va presentata una verifica tecnica più dettagliata.  I tempi, inevitabilmente, si allungano.  Niente dissequestro, niente lavori.

In questi giorni si è anche acceso un dibattito sulle modalità per rendere i lavori straordinari quanto più rapidi e meno impattanti possibili.

Nei giorni scorsi il presidente EAV  Umberto de Gregorio, insieme ad un architetto, ha proposto di realizzare un’impalcatura metallica, una sorta di soppalco, per consentire alle auto di passare sotto di essa in sicurezza ed allo stesso tempo di sostenere i mezzi ed i macchinari necessari per intervenire sui pannelli in cemento della volta della galleria.

In aggiunta, il docente della Federico II Edoardo Cosenza,  ex assessore della giunta Caldoro ed attualmente presidente dell’ordine degli ingegneri della provincia di Napoli, ha proposto che venga dichiarato lo stato di emergenza nazionale per la galleria Vittoria.

La motivazione potrebbe essere legata all’impossibilità di attuare qualsiasi piano di evacuazione senza la galleria Vittoria, lo scopo esplicito è però quello di eliminare i rallentamenti e gli intoppi burocratici tipici dei bandi che si fanno in casi come questo, in modo da agire con tempistiche ridotte come si è fatto per il ponte Morandi di Genova.

Nel dibattito social va evidenziata anche la posizione di Mario Calabrese, anche lui docente della Federico II ed ex assessore del comune di Napoli, che si chiede semplicemente  se la  cosa più efficace e rapida non fosse un momento di incontro fra i tecnici del Comune e quelli della Procura.

Le idee ci sono, i tecnici anche. Bisogna intervenire quanto prima perché la città non può permettersi di restare senza galleria Vittoria, che deve riaprire, in sicurezza, quanto prima.

Antonio Corradini 

Fabrizio Reale

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 28 Gennaio 2021 e modificato l'ultima volta il 28 Gennaio 2021

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