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L’Utopia di Felice Pignataro sui muri del Cimitero degli Inglesi

News | 14 Febbraio 2018

Sono tante, ormai, le volte in cui abbiamo trattato, tra le pagine telematiche del nostro quotidiano online, delle origini di uno dei più incantevoli siti monumentali di Napoli, nonché uno dei luoghi che più ci sta a cuore, ovvero l’ex Cimitero acattolico di Santa Maria della Fede, noto come il Cimitero degli Inglesi. Ne abbiamo illustrato la storia, abbiamo realizzato visite promuovendone la visibilità, occupandoci di interventi volti alla riqualificazione e alla valorizzazione e abbiamo denunciato il costante stato di vergognoso abbandono in cui versa questo romantico giardino che nasce nel 1826 grazie al Consolato Britannico per accogliere i monumenti sepolcrali dei più illustri esponenti della comunità straniera residente a Napoli.

Questa volta, tuttavia, non è della storia del Cimitero degli Inglesi di cui vogliamo trattare, né tantomeno dei monumenti ospitati al suo interno o degli artisti che vi lavorarono, non è nostra intenzione ribadire che è da troppi anni, ormai, che il parco vive in uno stato di totale incuria o che urgono azioni di riqualificazione dell’intera area da parte del Comune (che ne è proprietario), né sollecitare l’impegno dei cittadini del quartiere, sensibilizzando i ragazzi (e forse anche gli adulti) al rispetto dei monumenti e del giardino.
Stavolta la protagonista della nostra pagina sarà interpretata dalla geniale e lungimirante mente del maestro Felice Pignataro che – vedremo – fu messa anche al servizio del Cimitero di Santa Maria della Fede. Partenopeo di cultura ma non di origine, Felice nasce a Roma nel 1940, cresce a Mola di Bari (BA) e si trasferisce a Napoli nel 1958 per studiare prima presso la Facoltà di Architettura, poi di Teologia. Nel 1967 fonda insieme alla sua compagna di vita, Mirella, una “controscuola” per i bambini delle baracche al Campo A.R.A.R. di Poggioreale e all’I.S.E.S di Secondigliano; nel 1972, dopo il matrimonio, i coniugi si trasferiscono a Scampia. Ed è soprattutto nel fin troppo bistrattato quartiere della periferia nord di Napoli che Felice inizia a lavorare come artista, artigiano ed educatore, perseguendo il suo fine ultimo: trasmettere quei fondamentali valori sociali e civili mediante l’educazione artistica. In questo ambito si collocano le azioni del GRIDAS (Gruppo risveglio dal sonno), associazione culturale fondata nel 1981 insieme alla moglie Mirella con lo scopo di adoperare la creatività, mettendola al servizio di un riscatto sociale, per risvegliare in questo modo le coscienze assopite. Uno dei suoi più grandi meriti è stato certamente aver istituito nel 1983, proprio attraverso l’operato del Gruppo GRIDAS, il Carnevale di Scampia, divenuto quest’anno bene comune immateriale e patrimonio della città.

Felice Pignataro ha realizzato opere pittoriche su ogni tipo di supporto, ma il suo nome è celebre soprattutto per i suoi splendidi murales, spesso eseguiti “a più mani” con i ragazzi delle diverse scuole di Napoli: lui si occupava dei contorni in nero e i ragazzi stendevano i colori procedendo per ampie campiture. Ne consegue una magnifica produzione artistica e sociale caratterizzata da colori vivacissimi, da messaggi di pace, dalla forte volontà di cambiare il mondo. La sua è l’Utopia sui muri che è l’utopia di un mondo migliore cui ispirarsi costantemente, non dimenticando mai di vivere in quello reale.

Ebbene durante gli anni ’80 quell’utopico e coloratissimo mondo approda nell’ex Cimitero di Santa Maria della Fede. Felice si rese immediatamente conto dell’inestimabile valore artistico e sociale di quel piccolo spazio verde, che intanto nel 1980 fu ceduto dal Consolato Britannico al Comune di Napoli e poi adibito a parco pubblico.
Intuì subito che esso costituiva l’unico polmone verde nel corpo di uno dei quartieri più caotici e, purtroppo, fin troppo cementificati della città. Dunque dal 16 al 25 marzo 1987 lavorò alla realizzazione del murale sulla recinzione dell’ex cimitero con l’ausilio di alcune classi dell’Istituto Magistrale ‘Pasquale Villari’.

Nasce così l’opera “La memoria dell’acqua e gli usi del giardino pubblico da recuperare” , il cui titolo eloquente ci spiega il messaggio di cui essa si fa portavoce: “la memoria dell’acqua presente un tempo nella zona dei mulini, il simbolico abbattimento del muro e gli usi del giardino pubblico da recuperare; un luogo di pace, riposo per anziani, luogo fiabesco per i bambini, rappresentati su una carretta tirata dalle giraffe, ma anche su un trenino caracollante sui dossi, il bambino che vola con le ali di farfalla, la mongolfiera, gli animali feroci cavalcati pacificamente, il piccolo punk e l’albero albino, le armi arrugginite perché obsolete grazie alla cultura della pace”. Purtroppo, com’è avvenuto per l’ex Cimitero degli Inglesi, anche per “La memoria dell’acqua e gli usi del giardino pubblico da recuperare” il destino non è stato così benevolo, gli agenti atmosferici, infatti, ne hanno cancellato totalmente la memoria.

Felice Pignataro non era un semplice artista napoletano, era un uomo follemente innamorato di Napoli, delle sue periferie, della sua gente, per lui l’arte apparteneva al popolo ed era la forma di comunicazione, socializzazione e di riappropriazione degli spazi per eccellenza. Ne “La memoria dell’acqua e gli usi del giardino pubblico da recuperare”, sprofondando con la sua pittura i confini del parco di Santa Maria della Fede, riuscì ad abbattere il muro che delimitava e delimita ancora l’ex cimitero, facendoci così ammirare un altro mondo, un mondo migliore. Oggi quel mondo dipinto da Felice purtroppo è scomparso (in seguito alla sua morte avvenuta nel 2004), ma le idee di questo grande artista, la sua voglia di fare e di combattere costituiranno sempre un intramontabile modello per tutti coloro che continuano a voler ardentemente abbattere quel muro e sperare in un mondo migliore.
A noi non resta che auspicare nell’abbattimento di quel muro fatto di criminalità, omertà e inciviltà che delimita questo magnifico sito culturale e tutte le zone limitrofe, per poter cambiare. Al più presto.

Fonte foto: http://sentierievisionisunapoli.blogspot.it/2015/02/felice-carnevale-popolare-napoli.html?m=1

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 14 Febbraio 2018 e modificato l'ultima volta il 14 Febbraio 2018

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