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LUTTO A NAPOLI

Addio a Alfonso Gallotti, patron chef della “Taverna dell’arte” e grande partenopeo

Agroalimentare, Identità, NapoliCapitale | 18 Settembre 2015

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I paccheri con alici fresche, i maccheroni allo scarpariello, la zuppa di lenticchie e castagne, la zuppa di fagioli alla maruzzara con pomodorini e origano, il baccalà alla cantiniera con olive nere, capperi e pomodoro, il fritto di pesce azzurro con ortaggi, le granatine di vitella con funghi porcini…

Dal 1990 Alfonso Gallotti alla Taverna dell’Arte cucinava queste prelibatezze della tradizione culinari partenopea, senza dimenticare servizio e accoglienza. Per questo la città piange la sua scomparsa, avvenuta la notte scorsa.

San Giovanni Maggiore è una chiesa del centro antico di Napoli e fa da sfondo alle rampe omonime. Il locale è proprio sopra le rampe e prende accesso da un portoncino disposto sull’ultimo pianerottolo. È un quadretto della Napoli antica, carico di vita e di vestigia del passato. E in questi anni Gallotti, da patron chef, è sempre stato anche un appassionato cultore della Napoli del Sette-Ottocento, simpatico e discreto anfitrione per i suoi avventori.

Don Alfonso, come lo chiamavano tutti, era capace di declinare in chiave gastronomica il suo concetto di cultura del territorio, espresso anche nei tanti rimandi storico-documentali al Regno delle Due Sicilie che popolavano il suo locale. Sul valore culturale della mensa e sulla ricchezza che questa esercita sulla civiltà  – diceva – non possono sorgere dubbi. Come ogni forma d’arte anche il buon mangiare esprime storicamente tutta l’energia creativa degli uomini e donne. L’industrializzazione e la globalizzazione minacciano tutto questo, per cui i nostri figli già oggi ignorano parte di questa cultura, in futuro non potranno mai più gustare i piatti prestigiosi della nostra infanzia. Chi saprà più preparare piatti come Fagioli alla maruzzara, Totani con patate, Ziti “allardiati”, Paccheri alle alici…?”.

Un grande napoletano, legato all’identità. Come ricorda anche Nino Daniele, assessore alla cultura del comune di Napoli: “E’ morto Alfonso Gallotti  fondatore della “Taverna dell’Arte”. Avrebbe compiuto 72 anni il 3 dicembre. Il 1 settembre 1990 crea il Ristorante che, per un quarto di secolo, rappresenterà l’essenza della sua vita. Essere accolti in Taverna da Alfonso era un privilegio: ci si rendeva immediatamente conto del magistero dell’ospitalità unito alla coscienziosa, sapiente, oculata scelta dei cibi. Un grande napoletano che ha mostrato, in concreto, come dovrebbero essere sfruttate le straordinarie risorse della nostra martoriata città. A Lui un grazie di cuore da tutti noi”

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 18 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 24 Settembre 2015

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