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MANDOLINI E DINTORNI

Quando a cantarsela e suonarsela non siamo noi

Attualità | 21 Aprile 2020

Sole, pizza e mandolino.

Quell’atavica tendenza da crani lombrosiani di starsene tutto il giorno, pancia all’aria, a suonare l’amato strumento. Quell’ abitudine che, tra un accordo e un altro, spinge ogni anno milioni di meridionali a lasciare la propria casa per non andare a fare niente altrove.

E sempre sulle note del mandolino che, come diceva Massimo Troisi in un famoso sketch, è l’unico strumento consentito a Napoli, si pensa a come non far ripartire le fabbriche e le aziende che qui non esistono.

Non ne abbiamo bisogno: viviamo di pizza, di sole e di mare. Di mandolini che risuonano in ogni strada, in ogni piazza, a ogni ora, nell’ammuina generale…

Sarà per questo che il COVID-19 ha attaccato il Sud in maniera più blanda rispetto al Nord. Qui nessuno fa niente, tutti a suonare dalla mattina alla sera.

Povero virus, avrà pensato “ma qui lavoro solo io?”.

Tanto più che ci sarebbe un clima ostile, secondo gli scienziati laureati all’università della strada.

Anche nell’ospedale infettivologico più grande del Sud Italia, il Cotugno, hanno preferito dedicarsi all’ Arte musicale piuttosto che lavorare. Sarà per questo che non risulta un solo medico infettato in quell’ospedale.

Sì, dev’essere per forza così. Lo dice Feltri. Lo dice la TV.

Probabilmente, per ammazzare il tempo – suonare tutto il giorno il mandolino pure stanca – al Pascale si saranno messi a giocare al piccolo chimico e, giocando giocando, si sono imbattuti nel Tocilizumab che comunque era già stato scartato dai lumbard perché inefficace. Ah, no.

Quei lumbard che si sono fatti scudo umano per impedire al virus di venire ad infettare gli amati fratelli meridionali. Quei lumbard che hanno pensato tutto il tempo a non diffondere il virus nel resto del paese, immolandosi sull’altare della Patria, come ci fa sapere Gallera.

Purtroppo, però, va anche detto che il Sud ha come sempre deluso le aspettative di tanti. La povera Bortone, con la sua inviata appollaiata, in agguato, ehm volevo dire in attesa di mandolinari vaganti per le vie desolate del Vomero.

O il piccolo Chicco Mentana che mai si sarebbe aspettato, come la sua collega Merlino, di ricevere notizie positive proprio da Napoli! Ma che, scherziamo? Ci sono anche eccellenze qui?

Ah, no. Qui suoniamo. Non sappiamo fare altro.

(E poco importa se loro – politica e mainstream made in Nord – se la cantano e suonano da sempre. Stavolta sono stati smascherati da tutti…).

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 21 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 21 Aprile 2020

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