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MARADONA

Alberto Angela: l’abbraccio greco di Napoli per Diego

Attualità | 29 Novembre 2020

Alla lunga lista di chi ricorda Diego Armando Maradona, si è aggiunto Alberto Angela.

Ospite della trasmissione di Massimo Gramellini, “Le parole della settimana”, per presentare il suo ultimo libro, esprime il suo pensiero su Diego e su Napoli.

Alberto Angela: Maradona giocatore insuperabile

 “Napoli ha un grande istinto, la capacità di riconoscere le persone vere e le abbraccia, e subito le fa proprie.

Se voi mi chiedete qual è stato il miglior giocatore della storia … Pelé è stato bravissimo ma secondo me Maradona è stato insuperabile perché ha giocato in un’epoca molto complicata e difficile per un attaccante. Con lui sono stati molto cattivi. Oggi si è detto che con il Var avrebbe fatto più gol, probabile, ma all’epoca non era facile fare il suo mestiere eppure è riuscito a fare tutto quello” – dice Angela

 Dopo aver enunciato queste prime frasi, il conduttore lo  ringrazia per fermarlo ma Angela ci tiene a continuare per esprimere un concetto essenziale sul quale nessuno si è soffermato a riflettere: ciò che è la città di Napoli e i napoletani.

In queste ultime ore abbiamo tutti decontestualizzato Diego. L’uomo e il calciatore fuori dalla storia, quella dei suoi anni a Napoli e quella delle radici di un popolo.  E così i giudizi sono piovuti contro un uomo e contro una città , contro le esagerazioni di risposta al dolore di una perdita e giudicando le sproporzioni di un genio del pallone.

Come frasi fuori luogo, ma soprattutto fuori testo, e completamente fuori traccia, ho letto apostrofi di odio e superficialità, accuse, condanne, finanche la colpa di sentire e mostrare troppo dolore.

Napoli ha accolto Maradona da città greca quale è

Se non si comprende che cosa significa Maradona per Napoli, probabilmente non si conosce cosa è successo a Napoli negli anni prima che lui arrivasse in città e il tempo che la visse. E se non si comprende la reazione dei napoletani alla notizia “Diego è morto” è perché non si conoscono (o si finge di non conoscere) le radici della Storia di Napoli: “ In tutte le cose che sono state dette in questi giorni, cose meravigliose – continua Alberto Angela – ho sentito frasi diciamo esempi di poesia pura e poi mi sono detto che forse non si è messo abbastanza l’accento sulla città di Napoli… Perché?… Perché Napoli è una città greca, di origine greca. Il suo impianto, la sua urbanistica, tutta greca, anche la socialità, il modo di vivere greco. Quindi anche quando accoglie una persona così lo fa, in un modo greco. In pratica Napoli ha accolto Maradona come se fosse una divinità greca. Ha messo un posto in più nel Pantheon. Ecco perché è stato accolto e abbracciato in quel modo. Ma anche lui ha ricevuto tanto, e ha dato tanto, e ritengo che ogni goal che lui ha fatto quando era a Napoli, in quel goal ci sono tutti i napoletani perché sono stati loro a permettergli anche di trovarsi in questa situazione. Questo è molto importante sottolinearlo”.

Forse la distanza che intercorre tra una sentenza senza appello, come quelle lette e sentite in questi giorni, e la comprensione di testi e persone, sta semplicemente nella mancanza di riflessione. Nella poca consapevolezza che da dove vieni, dove vai e dove ti trovi meritano una lettura un po’ (ma giusto un poco)  più approfondita della Storia, quella con la lettera maiuscola, ma anche quella “storia” che rappresenta la vita di un uomo che comunque dalla sua “s” minuscola si è guadagnato un pezzo di eternità.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 29 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 30 Novembre 2020

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