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MARADONA

Vivremo sempre nel tuo nome Diego, “Il Barba” capirà

Identità | 29 Novembre 2020

Non avrei mai immaginato che questo giorno sarebbe arrivato, inconsciamente ti credevo immortale.

Per uno come me nato negli anni 80, da bambino quella di Diego Armando Maradona è stata un’immagine dorata che si vedeva in TV o che ci raccontavano a casa. Era la gioia dopo un gol in strada quando gridavamo: “Gooooooooooooool Diegoooo!!” fingendoci campioni di serie A oppure quando qualcuno esagerava  “wà ma chi sì Maradona?!”. Era un Dio e ce lo ricordavano ogni giorno. Non guardavamo tanti cartoni animati ma replay dei gol. I nostri idoli non erano dragonball o i cavalieri dello zodiaco, era Maradona, punto.

All’epoca quasi tutti avevamo l’orecchino, non per moda, manco sapevamo che era la moda, ma perchè ce l’aveva Maradona e i genitori difficilmente si opponevano alla scelta.

Negli anni 90 in molte puteche c’era il volto santo, in tutte c’era la foto di Diego. Molti bar avevano la sciarpa del Napoli e il poster della squadra, tutti la foto di Diego. In molte case c’era il crocefisso appeso in cucina, in tutte c’era la foto di Maradona.

Era l’anima che parlava, nell’anima di ogni napoletano c’era Diego e Diego era napoletano nell’anima.

Ognuno di noi ricorda il preciso istante in cui è stato più vicino a lui, il momento in cui l’ha potuto avvicinare o solo vedere dal vivo. Io mi avvicinai a Diego una sola volta. Appena sapemmo che all’addio al calcio di Ciro Ferrara c’erano i calciatori dello scudetto, facemmo una corsa all’Azzurro Service:”magari ven’ pur Diego, nun s pò mai sapè”.

Poi, non ricordo il momento esatto, ma arrivò la notizia:”probabilmente ci sarà anche Diego”. Uà! addiventai a festa soj! ci tremavano letteralmente le gambe.

Era come l’apparizione della Madonna e noi avevamo il biglietto! Maradona passò fugace sotto la curva, era tra 30 stuart, guardie del corpo e staff ma si vedeva chiaramente, la sua sagoma brillava, riuscivo a vedere chiaramente il suo sorriso.

Piangevo a dirotto ma non ricordo il perché. Avevo visto Maradona, potevo raccontarlo ai miei figli come ha fatto mio padre con me.

Ma Diego Armando Maradona non è stato solo il più grande calciatore di tutti i tempi e un vero e proprio Santo per Napoli, è stato un grande uomo per tutto il mondo anche se non tutti l’hanno capito.

Ha sempre lottato per i più deboli e non ha mai avuto paura delle sfide, da Cuba al Venezuela, dalla Palestina alla Bolivia sempre con la sua Napoli e la sua Argentina nel cuore. Più parlavano male di lui più li sfidava, più il mondo correva verso il capitalismo più lui tornava verso le origini.

Palleggiava – letteralmente – col –  mondo.

Mi piace pensare che la notte del 26 Novembre Diego ha visto i riflettori del San Paolo accesi, ha chiesto al “Barba” di poter scendere un attimo per salutare un amico e ha ripreso a palleggiare col mondo come quel 5 luglio di 37 anni fa. Quel mondo che in fondo non è riuscito mai ad amarlo e che adesso riempie pagine di giornali e programmi tv con il suo nome per alimentare quel “capitalismo mediatico” da sempre ripudiato da Diego.

Noi invece l’abbiamo sempre accettato e lui ha accettato noi sin dall’inizio. Questo dolore deve essere solo nostro.

Adesso, per favore, lasciateci soli.

R.i.p. D10s

Antonino Del Giudice

Un articolo di Antonino Del Giudice pubblicato il 29 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 29 Novembre 2020

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