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MEMORIA STORICA

Martiri di Pietrarsa, inizia un nuovo percorso per ricordarli

Cultura, DueSicilieOggi, NapoliCapitale | 22 Settembre 2013

Dopo anni di oblìo, ed a seguito del crescente successo dell’evento dedicato ai “martiri di Pietrarsa”, anche la politica, sembra interessarsi a quello che fu il primo eccidio di lavoratori dell’Italia unita. L’attuale museo ferroviario ha sede nello storico opificio borbonico di Pietrarsa, pietrarsa statuastruttura concepita da Ferdinando II di Borbone nel 1840 come industria siderurgica e dal 1845 come fabbrica di locomotive a vapore.

Le Officine sorgevano nella località detta Pietra Bianca (dopo l’eruzione del Vesuvio del 1631 in cui la lava giunse fino alla costa, fu denominata Pietrarsa) su un’area adiacente alla prima ferrovia del Paese, la Napoli-Portici, lunga 7 chilometri, inaugurata il 3 ottobre 1839.

Lo stesso Ferdinando II emanò un editto nel quale tra l’altro riportava: «È volere di Sua maestà che lo stabilimento di Pietrarsa si occupi della costruzione delle locomotive, nonché delle riparazioni e dei bisogni per le locomotive stesse degli accessori dei carri e dei wagons che percorreranno la nuova strada ferrata Napoli-Capua».

Costituito da 7 padiglioni per un’estensione complessiva di circa 36.000 metri quadrati, ospita locomotive a vapore, locomotive elettriche trifase, locomotive a corrente continua, locomotori diesel, elettromotrici, automotrici e carrozze passeggeri.

Da qualche anno a questa parte, il 06 Agosto, si commemorano gli eventi del 06 Agosto 1863, quando un gruppo di 7 lavoratori dell’opificio vennero fucilati a seguito delle proteste operaie, che tendevano a scongiurare il ridimensionamento produttivo.

Il consigliere comunale di San Giorgio a Cremano, Pietro De Martino, in una sua richiesta al sindaco Domenico Giorgiano, richiede l’individuazione di una strada da dedicare a questi che furono i primi lavoratori, vittime del lavoro nell’Italia unita. Lo stesso De Martino, in questa sua “richiesta”, prende ad esempio, quelli che furono gli scontri di Chicago (USA), avvenuti 24 anni dopo Pietrarsa, e richiede un atto di giustizia, verso i nostri conterranei, come si legge nel documento indirizzato al sindaco, per “rendere giustizia, a quell’atto infame perpetrato dalla tracotanza del potere dell’epoca che aveva come unico obbiettivo, spogliare gli abitanti del sud di ogni ricchezza, morale, materiale, culturale”.

Di qui, la proposta di intitolare, al termine dei lavori di rifacimento, quella che attualmente prende il nome di “Via Cupa mare”, ai martiri di Pietrarsa.

Alberto Guarino

Un articolo di Alberto Guarino pubblicato il 22 Settembre 2013 e modificato l'ultima volta il 11 Novembre 2020

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