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I killer: “Non era un camorrista, ucciso per sbaglio”. Finalmente la verità su Genny Cesarano, la sua famiglia e la sua memoria

Attualità, Battaglie, Giustizia | 20 Gennaio 2017

Lo abbiamo urlato sin dal primo istante, unendoci al grido di dolore di suo padre Antonio: Genny Cesarano non ha mai avuto nulla a che fare con la Camorra.

Finalmente arriva la conferma direttamente dai presunti killers: Antonio Buono, Ciro Perfetto, Mariano Torre e Luigi Cutarelli.

Genny, 17 anni, fu freddato il 6 settembre 2015 in piazza San Vincenzo nel Rione Sanità, andando ad aggiungersi alla lunga lista di vittime innocenti di quella “montagna di merda” che è la Camorra e che spadroneggia indisturbata in tutta la Regione. Ma la montagna di merda che investì la memoria del povero Genny, da subito indicato come affiliato al “sistema”, dovrebbe spingere alcuni organi d’informazione ad una seria riflessione.

E’ a dir poco vergognoso che una vittima come Genny, dopo essere stato privato della sua giovane vita, debba essere anche privato della sua dignità, da parte di “professionisti” interessati solo a titoli sensazionalistici.

Non pensano, questi signori, che le famiglie delle vittime innocenti debbano portare già una croce troppo pesante per chiunque? Non si rendono conto che nascere e vivere in realtà difficili, per quei giovani che vanno avanti a gran fatica senza cadere nella rete della criminalità organizzata, meriti di per sé rispetto e soprattutto SILENZIO?

Non ci stancheremo mai di evidenziare la VERGOGNA di un certo modo di fare informazione o presunta tale.

Ricordiamolo, per la stampa “distratta” o per i soloni anticamorra professionisti, che in tutti questi mesi il Rione Sanità non ha mai smesso di manifestare contro la Camorra e di chiedere allo Stato maggiore sorveglianza e tutela di un territorio sempre più autogestito. E, in prima linea, non ha mai fatto mancare la sua presenza Antonio, padre di Genny, che porta avanti la sua personale battaglia, col sostegno dell’intero Rione, affinché l’assurda morte di suo figlio non sia del tutto vana.

Genny, come tutte le vittime innocenti di Camorra, non sarà morto invano se Napoli tutta, anche e soprattutto quella della “magnifica gente”, si unirà, nel quotidiano, contro il cancro di questa città.

Perché, ricordiamolo ancora una volta, la Camorra non è altro che “una montagna di merda”.

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 20 Gennaio 2017 e modificato l'ultima volta il 20 Gennaio 2017

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