fbpx
lunedì 23 novembre 2020
Logo Identità Insorgenti

MESSAGGI DISCUTIBILI

Il murale di Ugo Russo? Sarebbe stato meglio un “Mai più”

Attualità | 8 Novembre 2020

E’ un murale oggettivamente discutibile quello di Letizia Mandragora in piazza Parrocchiella S. Maria Ognibene ai Quartieri Spagnoli e dedicato a Ugo Russo, il ragazzo ucciso durante una rapina a mano armata, nei mesi scorsi, in zona Santa Lucia.

A parte il giudizio estetico, che è soggettivo ovviamente, è un’operazione riuscita malissimo, un pugno nell’occhio e nello stomaco della città, che non sortisce alcun effetto corretto, soprattutto per la scelta delle parole usate: verità e giustizia.

Se murale doveva essere – e anche questa è una scelta ovviamente discutibile – si sarebbe dovuto scrivere “Mai più”.

Non c’è da cercare una verità: e la giustizia ad una vita spezzata non si dà valorizzando gli errori di una società indifferente a certi destini. Bisogna dare istruzione e lavoro, un’alternativa ai quartieri popolari che ora sono lasciati da soli.

Qualcuno ci ricorda, per giustificare questa operazione, che Ugo ha fatto l’inserviente a un bar vicino piazza Mazzini per 50 euro a settimana più le mance, poi il guaglione del fruttivendolo dietro le Chianche e che a 15 anni il suo non era certo il cursus honorum del baby boss.

E ci ricorda, ancora, che ragazzi come Ugo ce ne sono tanti, controversi, disorientati, frustrati da lavori di merda e soprattutto mal pagati. Che faticano e poi fanno uno o due scippi col miraggio di avere un pò di soldi facili, magari rovinandosi la vita. Ragazzi, sospesi tra vite possibili, che dipendono dalle opportunità che trovano sulla propria strada: ragazzi che continuano a sbattere come mosche vicino a un vetro invisibile.

E proprio per questo crediamo che un mai più, se murale doveva essere, avrebbe avuto il doppio significato del non percorrere la strada dell’illegalità e del non avere poliziotti impreparati al gestire situazioni di rischio e che, di conseguenza, hanno il grilletto facile, troppo facile.

Così come è facile vedere in quest’opera una mitizzazione dell’ Ugo delinquente (anche se occasionale, in questo caso conta poco) per cui va chiesta giustizia e non un monito al quartiere al non ripercorrere gli errori di entrambi i ragazzi (ladro e poliziotto).

Non ha torto certo Don Franco, cappellano di Poggioreale, quando dice che “l’immagine da cancellare deve essere quella di una società che partorisce giovani disagiati, abbandonati a se stessi, alla mercé della criminalità organizzata, giovani che non trovano spazi nella scuola spesso troppo selettiva ed emarginante, che non trovano spazio nel mondo del lavoro, nei gruppi giovanili delle parrocchie, quasi sempre autoreferenziali…” ma questo murale non raggiunge l’obiettivo che si era prefissato, di essere monito ed esempio. E stravolge proprio il senso di quelle due parole scelte: verità e giustizia.

Mai più, mai più, mai più: che diventi questo il nostro obiettivo, il nostro messaggio collettivo.  Mai più perché questa città ha bisogno di spezzare certi meccanismi di emarginazione che provocano solo male. Troppo male. Troppe vittime.

Napoli ha bisogno di narrazioni non politicizzate, oneste.  E di simboli che non siano faccioni sulle mura con messaggi controversi. Se bilancia deve essere – come quelle che si vedono sullo sfondo – che penda dalla parte di un futuro diverso per ragazzi come Ugo o Luigi. Con azioni vere, non di facciata o in punta di pennello, per cui alla fine il dibattito in corso a Napoli in questi giorni è quello su un’immagine e non sui destini dei nostri 15enni smarriti.

(Ci sembra necessario, infine, e ancora una volta, spezzare il paragone con Davide Bifolco, che non ha mai impugnato una pistola, non è stato ucciso mentre faceva una rapina, non ha provato nemmeno il “guadagno facile” con lo scippo estemporaneo. Come tanti altri, Davide merità, per noi, tutti i mai più dell’universo).

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 8 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 9 Novembre 2020

Articoli correlati

Attualità | 21 Novembre 2020

LA TESTIMONIANZA

Federico, indagato per gli scontri di Napoli: “Manifestavo pacificamente e mi hanno messo alla gogna”

Attualità | 19 Novembre 2020

SI CERCANO ADESIONI

Per il quinto anno torna il “Giocattolo sospeso”, per donare ai bimbi meno fortunati un gioco

Attualità | 19 Novembre 2020

FAKE NEWS

Scanzi si indigna per la fila a Napoli fuori all’R-Store. Ma è uno scatto vecchio, quando si era in zona gialla

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi