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Chikù: nasce a Scampia il primo ristorante Italo-Rom

Integrazione, Mondo, NapoliCapitale | 17 Ottobre 2015

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Dai  quartieri periferici nasce la vera integrazione. Eempio pratico è  Chikù (gastronomia, cultura  e tempo libero), il primo ristorante Italo-Rom esistente  in Italia che nasce a Scampia. Un progetto nato grazie a  “Chi rom e…chi no” , un’associazione di promozione sociale che è stata fondata proprio nella periferia nord di Napoli, nel 2002.

La storia dell’associazione inizia dalla autocostruzione di una baracca con gli abitanti del campo rom di Scampia, che è diventata spazio pubblico e culturale della città, con l’obiettivo di combattere le discriminazioni, gli stereotipi, favorire la partecipazione attiva e critica degli abitanti, delle associazioni, delle istituzioni.

Il ristorante  ” Chikù” diventa così parte integrante dello spazio comunale affidato all’associazione in comodato d’uso gratuito per sei anni, nel polifunzionale di Scampia, Comparto 12, Viale della Resistenza, sovrastante l’Auditorium, dove oltre la ristorazione ci sono tantissime altre attività che vanno dal doposcuola per i bambini ai vari laboratori.

Affiancando  al processo culturale, un processo di autosostenibilità e di innovazione sociale attraverso l’attivazione di una cucina interculturale e l’apertura di uno spazio di ristorazione diurno e serale gestito dalla Kumpania Impresa Sociale, la prima in Italia che coinvolge dieci donne rom e italiane.

“A Scampia, i primi Rom si sono insidiati negli anni 70′, sono arrivati qui insieme ai primi napoletani. Sono una comunità antica, sono quasi alla terza generazione, noi non parliamo piu’  d’integrazione ma di convivenza. Ogni tanto strumentalmente vengono fatti scoppiare conflitti, alimentate da politici. Siamo noi testimoni che in un territorio dove la vita non è semplicissima, la convivenza è un fatto automatico. Abbiamo iniziato anni fa, semplicemente con baracche all’ interno del campo Rom non autorizzato a Scampia, dove facevamo attività. Abbiamo incontrato e iniziato a relazionarci con le donne Rom e ad assaggiare i loro dolci che erano buonissimi. Quindi, perché no? Loro cucinano benissimo  – ci racconta  Emma Ferulano, una delle fondatrici del progetto – Siamo riusciti , ad assumere nella nostra cucina 5 cuoche Rom, con contratto  tempo determinato. Qui le culture convivino insieme. Chi viene a mangiare da noi può trovare nel Menù sia un piatto tipico napoletano che una della cultura Balcanica. Con tre euro si può mangiare un primo: abbiamo cercato di mantenere prezzi popolari,  ovviamente senza mai perdere di qualità e senza svenderci. Per noi resta fondamentale, anche non usare posate o bicchieri di carta, perché inquinano. Cerchiamo di portare avanti un progetto che sia totale. Ovviamente, occupandoci anche di catering possiamo far  fronte anche a richiesta più elevate a prezzi diversi, ma resta per noi essenziale la qualità con la quale presentiamo il nostro servizio”

Un progetto ambizioso che mira all’abbattimento dei pregiudizi e dimostra in modo pratico che si può convivere benissimo insieme , nel rispetto ognuno della propria cultura. A Scampia, dove la rete associativa è veramente forte, con la quale c’è una fortissima condivisione degli obiettivi, tutto questo fa parte della realtà di un territorio che continua a voler alzare la testa e che si apre oltre al quartiere anche a tutta la città di Napoli.

Ada Palma

 

 

 

 

 

 

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 17 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 17 Ottobre 2015

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