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MONOLOGO DEL VENERDI

De Luca contro tutti. “Campania zona rosè”. Le scuole? “Se non sicure non apro”. E sui giornalisti: “Reato rubare video negli ospedali”

Sanità | 20 Novembre 2020

A cura di Aniello Napolano, Lucilla Parlato

Il punto del venerdì di Vincenzo De Luca, 20 novembre 2020

Voglio fare qualche rapida considerazione su alcuni atteggiamenti che ho rilevato in questa settimana nel dibattito pubblico relativo alla Campania, a Napoli in modo particolare; due cose, rispetto ad alcune espressioni che ho sentito ritornare in alcune trasmissioni televisive: la prima è non litigate. Ci auguriamo che in Campania non si litighi. La seconda è dobbiamo avere collaborazione con il governo, con il livello nazionale.

De Magistris, un imbecille che litiga da solo

Riguardo alla prima considerazione che ho sentito ripetere vorrei che fosse chiaro a tutti che qui in Campania non c’è nessuno che sta litigando, che la regione è tutta concentrata sul lavoro e che ci sta solo a Napoli un imbecille che litiga da solo o che cerca di fare sciacallaggio o aggressioni per farsi pubblicità, per nascondere la propria nullità amministrativa e per nascondere il fatto che non ha mosso un dito nel corso di un anno per dare una mano a contrastare il covid. Dunque non c’è nessuno che litiga, tranne uno. Gli altri sono al lavoro.

 

Quando io sento queste osservazioni, non litigate, faccio questo esempio, il mio stato d’animo è questo: tu magari cammini per strada, te ne vai per i fatti tuoi, ad un certo punto arriva qualcuno che ti tira una coltellata nella schiena, magari ti fa pure una rapina, magari ti frega pure l’orologio, arriva una terza persona e dice “non litigate” e non va bene perché uno poi si innervosisce, bisogna avere il coraggio di dire la verità e di rispettare quelli che pensano a lavorare non a litigare.

Bonafede, Spadafora, Di Maio, ministri improbabili. Ispettori? La Campania non ha saputo risultati indagini

Secondo, l’unità con il governo, il livello di collaborazione: io credo che noi dobbiamo fare tutti gli sforzi possibili in un momento come questo per avere il massimo di collaborazione e solidarietà fra territori e governo nazionale.

Anche qui se non vogliamo che questi appelli siano, come dire, tempo perso, e rimangano delle pure petizioni di principio, bisogna parlare chiaro e dirsi anche in questo caso la verità, abbiamo tutti il dovere di cercare unità e collaborazione, a condizione che vi siano dei presupposti senza i quali la collaborazione diventa difficile, improbabile, impossibile. Il primo presupposto è la buona educazione, la correttezza reciproca – mi riferisco ovviamente al governo e ad alcuni ministri di questo governo. Vi faccio qualche esempio: sono arrivati i cosiddetti ispettori, la settimana scorsa in Campania, o questa settimana non ricordo, un’altra cialtronata tutta propagandistica, che serviva semplicemente come è servita la zona rossa della Campania a cercare di parare l’ondata di sciacallaggio politico mediatico, questo è tutto. Bisognava far finta di mettere qualcosa in piedi.

Ancora oggi la regione non ha avuto conoscenza della relazione fatta dai cosiddetti ispettori che sono venuti in Campania; che hanno visto, che hanno verbalizzato, verificato. La cosa incredibile che quelle relazioni, non so se vere o false, finte, sono arrivate prima sui giornali che in Campania: ad oggi la regione non è informata di nulla. Cosi come le regioni non sono informate su qual è il criterio adottato dal governo per fissare l’indice di rti, indice di contagiosità del singolo cittadino positivo rispetto agli altri. ci sono delle cose che non vanno bene, non sono trasparenti, non sono chiare, e noi pretendiamo chiarezza.

Non è possibile avere serenità e collaborazione quando hai un consulente del ministro della salute che parla continuamente e dice esattamente il contrario di quello che fa il ministro della salute in sede di governo. Delle due l’una: o se ne va a casa il consulente o se ne va a casa il ministro. Ma non è accettabile in un paese serio questo livello di presappochismo e di confusione. Per quanto riguarda i ministri mi è capitato di parlare credo due settimane fa con il presidente del consiglio, perchè un ministro del suo governo, tale Spadafora, si era permesso di fare osservazioni assolutamente scorrette nei confronti della Campania, un piccolo atto di sciacallaggio per cui ho chiesto al presidente del consiglio di intervenire sui suoi ministri come è dovere fare per il presidente del consiglio, per invitarli a fare le persone corrette e a non fare sciacallaggio. Il presidente del consiglio non sapeva, ha detto vedremo, interverrò, parlerò. Non è successo assolutamente niente. Abbiamo ascoltato altre affermazioni assolutamente idiote da parte di un altro sedicente ministro, tale Bonafede, che è conosciuto nell’ambiente più che come ministro Bonafede, come ministro Bonanotte. Ministro assolutamente improbabile. Poi è intervenuto niente di meno che un nostro illustre concittadino, tale Di Maio, che ha detto tante di quelle bestialità, con una posizione di assoluto sciacallaggio nei confronti della regione, che sono davvero intollerabili.

Allora io ovviamenre rinnovo la mia sfida ad un dibattito pubblico in diretta tv, senza cose registrate, a tutti quelli che vogliono parlare della sanità campana. TUTTI. Rinnovo questa mia sfida, sperando che i miei interlocutori non facciano i conigli e continuino a scappare. Ora, noi dobbiamo collaborare con tutti, ma se un ministro del governo, si permette di fare sciaciallaggio, la collaborazione diventa complicata, in modo particolare Di Maio è fra i principali responsabili di un tentativo fatto un anno fa per mantenere in Campania il commisario esterno. Voi sapete che i cinque stelle hanno fatto una battaglia per non far nominare commissario il presidente della regione. Provate ad immaginare che cosa sarebbe oggi la Campania se avessimo avuto un commissario esterno, cioe provate ad immaginare la regione Campania nelle condizioni della Calabria: tre commissari esterni nominati e scomparsi dopo 48 ore. Io semplicemente per carità di patria evito di commentare quello che ha fatto il governo nei confronti della Calabria ma questo sarebbe stato il destino della Campania se si fosse fatto quello che proponevano i cinque stelle e Di Maio in particolare; quindi questi signori devono semplicemente scusarsi con la Campania e tacere.

L’uscita dal commissariamento e il punto sul personale sanitario

Allora: noi abbiamo fatto in Campania, un triplo miracolo: il primo miracolo l’uscita dal commissariamento. Per uscire dal commissariamento noi abbiamo dovuto approvare, ed è un lavoro che ho dovuto fare io in un anno e mezzo, il piano ospedaliero che non avevamo. La giunta precedente non era riuscita ad approvare il piano ospedaliero e senza il piano ospedaliero non avremmo avuto l’approvazione del piano per il personale. Senza questa approvazione non avremmo potuto fare le prime assunzioni, 800 infermieri a novembre dello scorso anno. Per uscire dal commissariamento abbiamo quasi raddoppiato il punteggio della griglia… eravamo gli ultimi per i livelli essenziali di assistenza, 105 punti. Alla fine dello scorso anno eravamo a 180 punti. Abbiamo realizzato le reti dell’emergenza e tutto quello che i nostri concittadini sanno. Un miracolo… abbiamo portato fuori commisariamento la Campania in un anno e mezzo; un secondo miracolo lo abbiamo fatto nella prima epidemia, non era assolutamente scontato che andasse come è andata, abbiamo salvato la Campania e abbiamo fatto in modo che la Campania mantenesse il livello più basso per epidemia covid, in Italia, pur essendo la regione a maggiore densità abitativa e nell’area metropolitana a più alta densità abitativa d’Europa.

Poi come sapete in estate abbiamo rimescolato l’Italia, abbiamo aperto la mobilità in tutte le direzioni, abbiamo uniformato la situazione del nostro paese dal nord al sud. Bene, in queste condizioni stiamo facendo il terzo miracolo per salvare la Campania, perchè in queste condizioni la Campania diventa la regione più fragile, più esposta al rischio. Abbiamo,  lo ricordo per la millesima volta, 17.000 dipendenti in meno rispetto al Veneto che ha 1.000.000 di abitanti in meno della Campania, 15.000 in meno rispetto all’Emilia e al Piemonte che hanno 1.500.000 di abitanti in meno, 60.000 dipendenti in meno rispetto alla Lombardia: sono i dati istat del 2018. Abbiamo cominciato a fare prime assunzioni, ma abbiamo ancora un livello talmente squilibrato nella dotazione di personale che davvero è un miracolo quello che abbiamo fatto in queste settimane.

Questo miracolo è testimonato dai dati, non dall’operazione di sciacallaggio mediatico ma dai dati che noi proponiamo. I dati della Campania ad oggi sono questi: per i decessi a causa del covid rimaniamo, non solo calcolando i deceduti da gennaio a settembre ma anche rispetto ai decessi settembre novembre, la regione piu tutelata d’Italia. Per quanto riguarda le TI, oggi la regione Campania con uno sforzo immane da agosto ad oggi è una regione che ha un tasso di occupazione delle TI, che è del 29% , dati di ieri. Sotto il 30% che è la media fissata a livello nazionale, il dato di ieri era questo, 194 ricoveri in TI, su 656 disponibli. Il tasso di occupazione per ricoveri ordinari è invece del 48%: sono dati straordinari.

Abbiamo avuto ovviamente un appesantimento dei pronti soccorsi perché avevamo centinaia di persone che arrivavano senza precauzioni in maniera anche autonoma e così via: in quella circostanza abbiamo subito un altro atto di sciacallaggio… ricordate, l’ospedale militare, l’esercito, non chiesto da nessuno, servivano solo a drammatizzare la situazione. Questi sono i nostri numeri, disponibili per ogni cittadino italiano, se vedete sui siti nazionali, c’è la tabella che riporta ogni giorno i contagi, deceduti, terapie intensive. Quando c’è stato l’appesantimento dei pronti soccorsi con le macchine in attesa qualcuno ha cercato di fare un altro sciacallaggio, arriva l’esercito, arriva l’esercito… quale ospedale da campo? Per fare cosa, se il problema era il personale che mancava? Ci vengo fra un attimo. ma l’esercito potrebbe dare le tende… doppia idiozia perchè se dobbiamo mettere le tende, abbiamo quelle della protezione civile regionale e non abbiamo bisogno dell’esercito, e poi le tende non servono a mettere quelli che stanno in auto, perché se devi utilizzare le tende devi ospitare sui letti i cittadini e quindi hai bisogno di altro personale da mettere nelle tende… non ne parliamo.

I dati della Campania su ricoveri e terapie intensive

Oggi i dati delle TI sono questi, vi do un raffronto che potete trovare sulla tabella della protezione civile pubblicata ogni giorno. In Campania il dato è di ieri, abbiamo 194 persone ricoverate in TI, Lombardia 915, Piemonte 390, Veneto 279 (ricordo il Veneto perché è una regione virtuosa ma che ha un milione di abitanti in meno della Campania), Emilia 244, Campania 194, Lazio 329, Toscana 287, Sicilia 240 e cosi via. Questo dato è significativo non solo per chiarire che abbiamo fatto un miracolo a realizzare 646 posti di TI in 3 mesi, lavorando d’estate ma perchè questo dato fa comprendere ai nostri concittadini come bisogna leggere i dati e con quale attenzione. Ci sono regioni che in questo momento presentano un dato di positivi, ma anche un dato di RT chè è molto basso. Per me c’è una cosa che non quadra, perché se abbiamo un tasso più basso di contagiosità come mai abbiamo questo livello di ricoveri in TI? Perchè le TI sono rapportate in proporzione alla contagiosità e al numero dei positivi: i dati sostanziali corrispondono. Per dire che ci sono ancora tante cose che devono essere chiarite nel paese. La Campania è stata, è, rimarrà su una linea di assoluta trasparenza, per i dati e per le cose di cui parliamo. La Campania è una casa di vetro.

Sconcertante Zaia sui tamponi

In questo periodo ci capita di assistere ad alcune iniziative che lasciano sconcertati, in Veneto mi è capitato di vedere un’iniziativa di un collega ed amico, che ha pubblicizzato l’esistenza di un tampone rapido con il quale verificare se si è positivi in meno in tre minuti. Ho visto la dimostrazione che ha fatto il collega Zaia, ci avviciniamo a Natale quindi devo essere buono…ora questa è un altra delle cose che non si spiegano, la validità dei tamponi la deve fissare l’iss e il ministero della salute: la mia domanda esistono i tamponi affidabili che nel giro di un minuto e mezzo, due, ti dicono se sei positivo o negativo, si o no? Siccome i tamponi li distribuisce la protezione civile, Arcuri, fateci capire se ci sono o no. Perché se ci sono avete il dovere di consegnarli alle regioni, se non ci sono o non sono affidabili o non sono certificati, avete ministero della salute, Iss, il dovere di chiarire che non esistono i tamponi cosidetti rapidi a risultato cronometrico. Poi per quello che mi riguarda, suggerisco di non seguire l’esempio del mio collega e amico presidente del Veneto, perché se ti inzeppi il cotton fioc nelle narici rischi di perforare la membrana…sono cose delicate da fare in maniera seria, non in maniera dilettantesca, quindi per l’amore di dio, chiariamo tutto ed evitiamo ogni mese un annuncio a sorpresa… queste sono le cose su cui ISS e ministero della salute dovrebbero parlare chiaro e per tempo.

Giornalisti sciacalli, girare negli ospedali è reato

Infine credo che stiamo facendo un miracolo anche per un’altra ragione, perché come abbiamo avuto modo di vedere in questo mese e mezzo abbiamo dovuto far fronte ad una valanga di sciacallaggio di trasmissioni inimmaginabile. Mi è capitato di vedere ieri sera, non mi fermo in genere, stavo passando per i canali, un’ennesima immagine di un ospedale di Napoli, ospedale del Mare: ovviamente immagini appannate, offuscate, dove non si capisce niente… quella trasmissione è una denuncia di un reato: nei reparti degli ospedali, nei reparti dei pronti soccorsi, non si possono andare a girare i filmini, è un reato, mi auguro che la procura della repubblica si attivi. Ovviamente da quelle immagini non si capiva niente, chi parlava era mascherato come quelli che vanno a fare le rapine in banca, un’altra ignobile speculazione totalmente falsa, poi dopo quelle immagini non si è parlato più, mica si è parlato dei dati, si è parlato di tutt’altro, però andava mandata l’immagine dell’ospedale dal mare. Sono settimane complicate, già dopo la zona rossa, noterete che si sono rasserenati, con l’azzuro nel cielo, i venti si sono placati, come per miracolo. C’è ancora l’ultimo, qualche giapponese perduto nelle foreste ma insomma adesso siamo tutti soddisfatti.

Bene, io vi invito ad immaginare in che stato d’animo devono lavorare i migliaia di medici, infermieri, dirigenti tecnici in questo clima di aggressione continua, falsificazione continua: siamo in paese nel quale il degrado della vita pubblica è arrivata ad un punto tale che si può arrivare a sentire di tutto senza che lo stato, le istituzioni di controllo diano una prova di esistenza. Siamo diventati un paese nel quale si scambia la violenza privata per giornalismo d’assalto: unico paese al mondo nel quale ti può capitare di trovarti sotto il portone di casa in condizioni di dare fastidio alle famiglie, gente che viene a dare fastidio. Queste cose non hanno nulla a che vedere con il giornalismo che è un’attività professionale difficile, questi sono atti di violenza privata. Ma in Italia può succedere oramai di tutto, tale è il degrado della vita pubblica e cosi diffusa è l’abitudine alla irresponsabilità che siamo diventati un paese nel quale nessuno risponde più di nulla.

La vita pubblica si è imbarbarita

In queste condizioni avremo ancora di più nei prossimi anni la fuga dalla politica e dalle istituzioni: le persone normali, un professionista normale, un docente, un imprenditore non avrà piu voglia di assumere un impegno politico perché sei costretto a fare i conti con l’imbarbarimento della vita pubblica. Noi avremmo dovuto utilizzare questi mesi drammatici di epidemia, per fare una grande operazione di crescita civile dell’Italia, di crescita nella dignità politica, di cancellazione degli elementi di propagandismo, di aggressività, avremmo dovuto riportare in primo piano i valori fondamentali, avremmo dovuto fare un’operazione di educazione delle giovani generazioni,  spiegare per esempio che non possiamo tornare a vivere come prima anche dopo il contagio, spiegare che vivere la movida come abbiamo preso l’abitudine a viverla non come momento di incontro, socializzazione, di gioia, ma come diffusione di pasticche, di alcolici, di bullisimo, aggressività permanente, come notti passate a dare fastidio agli altri, questa non è la gioia, non è la socialità, non è incontro fra ragazzi e ragazze, questo è altro elemento del declino delle nostre società in qualche caso dell’imbarbarimento… avremmo dovuto fare questo lavoro ma per fare questo lavoro bisogna avere uomini che hanno coraggio di parlare senza fare calcoli opportunistici e queste risorse in Italia non ci sono.

In Campania non c’è zona rossa ma zona rosè

Oggi stiamo lavorando, per venire ai dati: nell’ultima settimana abbiamo abbassato il tasso di positivi dal 16 al 15%, la curva discende… ovviamente il governo non c’entra niente, c’entrano le misure che abbiamo preso nelle scorse settimane. Anche qui non vorrei dire cose, avete visto che hanno istituito la zona rossa diciamo, ora a parte qualche chiusura di negozi insomma, ma qualcuno può dire in Italia seriamente che qui abbiamo la zona rossa? Ma quale zona rossa? In zona rossa si dovrebbe controllare addirittura la mobilità fra comuni…diciamola cosi, abbiamo istitutito in Campania non la zona rossa, la zona rosè, ecco. Una zona fiorin fiorello l’amore è bello vicino a te.

Il personale medico in arrivo

Dobbiamo avere carità cristiana in questo periodo, avevamo una criticità in Campania, che era legata al personale. Abbiamo chiesto noi alla protezione civile che aveva fatto un bando nazionale di fare un bando dedicato alla Campania per i medici disponibili, ma specializzati: anestetisti, infettivolgi, pneumologi. Abbiamo avuto finalmente questo bando riservato alla Campania quindi chi ha dato una disponibilità lo ha fatto sapendo di dover venire a lavorare in Campania… cè stata solo una cosa un po’ sgradevole… la protezione civile ha fatto uno spot che sembrava lo spot di emergency, save the children, passava sui rulli delle emittenti televisive nazionali… ovviamente lo ha fatto per pubblicizzare ma insomma è stato un po’ sgradevole e ha finito per drammatizzare un situazione normale ben conosciuta.

Hanno risposto 157 medici, stiamo facendo le verifiche, 27 anestetisti, 77 medici nella medicina d’urgenza, 35 pneuomologi, 19 infettivologi. C’e sempre una percentuale che poi non risponde alla fine ma se i dati all’80% vengono confermati questo è un bel passo in avanti che facciamo, una cosa significativa, nel senso che cominciamo ad avere la possibilità di rendere operativi altri posti di TI. Ripeto siamo già ad un tasso di occupazione basso, ma quando parliamo di TI disponibli, poi per attivarle concretamente non basta avere tutte le attrezzature pronte, ci vuole il personale. Bene, facendo un lavoro tenace, certosino, per settimane siamo riusciti ad avere, toccando ferro, una prima disponibilità vera dei medici che ci servono …se abbiamo l’80% di conferma dei medici che hanno partecipato al bando abbiamo risolto l’80% dei problemi del personale.

La situazione sui tamponi

Stiamo lavorando… avete visto ieri che abbiamo raggiunto quasi 25000 tamponi, nelle prime ore della mattinata arriviamo quasi a 27000… stiamo forse pure esagerando. Ci eravamo impegnati a fare uno sforzo per comunicare i risultati entro 24 ore: nel 70% dei casi arriva un sms entro le 24 ore, lavoro eccezionale che hanno fatti i nostri uffici per attivare la piattaforma Sinfonia cui inviare tutti i dati, stiamo completando questo lavoro. Per quanto consta a me siamo l’unica regione d’Italia che ha messo in piedi questa comunicazione via sms ai cittadini.

Le scuole? Se non c’è sicurezza non riaprono

Stiamo lavorando sulle scuole: voi sapete che abbiamo approvato l’ordinanza che prevede la possibilità di riapertura degli asili delle prime, elementari ma abbiamo subordinato questa eventuale apertura ad un accertamento epidemiologico. Qui potrei farvi sorridere perché voi sapere che quando abbiamo chiuso le scuole, apriti cielo, c’è stata una rete tv nazionale che praticamente ha sponsorizzato le manifestazione delle mamme, poi andavamo a vedere e le mamme non c’erano. Dieci persone dipsonibili a fare casino, a mettere un cartello le troviamo sempre.

In questo momento abbiamo un’ondata di richieste per non aprire cioè i genitori sono sinceramente preoccupati: allora la riapertura mi pare per il 24 era una previsione ma non apriremo nulla se non con la sicurezza dal punto epidemiologico, mica abbiamo voluto scherzare in questo mese. Abbiamo scelto una linea di rigore e di tutela della vita dei bambini, delle loro famiglie, dei loro compagni di scuola, manterremo una linea di rigore. Quindi non voglio anticiparvi nulla ma sarà possibile forse probabile che non si riapra quando abbiamo previsto di aprire e comunque non riapriremo nulla se non abbiamo certezze sanitarie. Probabilmente andremo con questo screening anche oltre la data prefissata come data di riapertura… tranquillizzo tutti quanti, non apriremo nulla se non abbiamo condizioni tranquille, punto.

Perché la mancata decisione come governatore per zona rossa in Campania

Ora, parlavamo prima della zona rossa, della zona rosè in Campania: come avete visto la Campania esercita anche una funzione terapeutica in questo periodo drammatico, c’era mezza Italia che se non si faceva la zona rossa in Campania non dormiva la notte. Ecco come vedete adesso dormono tutti quanti. Pensiamo a noi, lasciamo perdere le cose che sanno di politica politicante piu che di valutazione dei dati epidemiologici, abbiamo noi la necessità di essere rigorosi. Voglio chiarire rispetto ad altra considerazione che mi è sembrato di cogliere: ma le regioni potevano decidere per le zone rosse? Avevano la facoltà di farlo, sicuramente, la Campania ha anticipato tutte le misure immaginabili, anticipato tamponi obbligatori. Siamo stati l’unica regione a rendere obbligatori i test sierologici per il personale scolastico, la mascherina all’esterno delle abitazioni o dei negozi, divieto di mobilità interprovinciale, divieto di mobilità dopo le 22 di sera, con una ordinanza del 22 ottobre… la guerriglia a Napoli, l’ira di Dio… abbiamo anticipato tutto quello che era possibile, e non siamo andati oltre per due ragioni: la prima perché non era chiaro se il ristoro economico per le attività che si chiudono vengono garantiti di fronte a misure regionali. Ieri in un incontro coi ministri per la prima volta hanno detto come noi chiedevamo che il ristoro fosse garantito anche alle attività bloccate da ordinanze regionali. Un mese fa questo non era chiaro, lo hanno detto ieri.

Ma c’è una ragione più di sostanza per non fare altri passi verso la zona rossa, pure essendo io convinto che fosse necessaria: perchè mancavano i controlli. Quando abbiamo stabilito il divieto di mobilità interprovinciale, voi pensate che qualcuno abbia messo in piedi i controlli? Abbiamo fatto la zona rossa ad Arzano e non c’era nessuno, abbiamo sudato per avere dopo 48 ore un minimo di presenza, a Marcianise non ne parliamo… dunque non c’era la possibilità di controllare nulla. Chiarisco la mia posizione, dovevamo fare la zona rossa ad ottobre ma in tutta italia. In questo modo avremmo evitato il caos che abbiamo avuto per un mese, ordinanze, contro ordinanze, decreti ministeriali, ira di dio, avremmo preso una misura semplice, chiara ed efficace, dal punto di vista del freno al contagio… bastava chiudere quel mese e oggi sarebbe tutto sotto controllo. Quindi abbiamo anticipato tutto quello che potevamo anticipare. Poi abbiamo avuto istituzioni di zone rosse, tricolori e pippe varie, oggi abbiamo l’Italia che è quasi tutta sotto tutela. Tornando a noi preoccupiamoci ad essere noi rigorosi, la zona rossa come detto è molto virtuale, abbiamo noi il dovere di essere responsabili e attenti più che in tutte le altre regioni.

Non possiamo rilassarci per il periodo natalizio, si rischia nuova ondata a gennaio

Allora, cerchiamo di non rilassarci per le prossime settimane: il periodo delle feste… si sta facendo a livello nazionale una discussione che francamente è allucinante… se ci rilassiamo nel periodo natalizio avremo a gennaio un un’ondata nuova di contagi e una fiammata di decessi per covid. Ognuno faccia un esame di coscienza, oramai lo sappiamo tutti quale sia il comportamento piu corretto da mantenere, nel frattempo non ci stiamo distraendo procediamo su altro piano, noi dobbiamo realizzare il nuovo ospedale della costiera sorrentina, Giugliano, altri ospedali a Salerno, il raddoppio di Nola, stiamo andando avanti con le gare per le progettazioni esecutive. Non ci faremo distrarre, quindi appena abbiamo selezionato le società di progetto partono i tempi per avere progetti esecutivi ed utilizzare il miliardo e 300 milioni che abbiamo stanziato grazie a De Luca e non grazie a qualche cinque stelle.

Stiamo lavorando per la nuova programmazione europea, abbiamo domani mattina riunione coi direttori generali per mettere a punto come ad agosto per gli ospedali un piano quasi militare per le vaccinazione covid, siamo quasi ad un milione di vaccinati contro l’influenza, e quindi ci stiamo preparando anche per questa scadenza. Ma non stiamo perdendo di vista obiettivi per i fondi europei, per la progettazione da elaborare e le grandi opere da finanziare coi fondi europei, sperando che arrivino. Stiamo lavorando su idee interessanti vi ho accennato credo qualche settimana fa che abbiamo gruppi di imprendtori che sono al lavoro per produrre un aereo con motore elettrico, stiamo lavorando sui trasporti, credo nel giro di pochi giorni ci sarà fallimento anche formale del CTP, l’azienda della provincia di Napoli, della città metropolitana. Ovviamente questo è l’ultimo dei problemi per quelli che vanno facendo i turisti nelle tv nazionali.

Ctp fallisce, credo che destino analogo attenda l’Anm, l’azienda del trasporto della città di Napoli, abbiamo problemi che rigurdano gli Lsu, abbiamo chiesto da quasi un mese un incontro al governo per un piano socio economico della Campania, non abbiamo avuto risposte, cioè noi lavoriamo sulle grandi questioni del lavoro, sociali, sulle quali c’è totale distrazione.

 

Lavoreremo nelle prossime settimane con serenità, evitate di perdere tempo con tv e le operazioni di sciacallaggio contro la Campania, predisponetevi a leggere i dati in maniera critica. Continueremo ad andare avanti così con grande rigore e lavorando sull’obiettivo di salvarci ancora una volta, la nostra regione, i nostri anziani, i nostri figli. Dateci una mano con comportamenti rigorosi più che altrove. Per il resto, massima tranquillità e massima fiducia, ne usciremo prima degli altri e meglio degli altri.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 20 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 21 Novembre 2020

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