fbpx
venerdì 27 novembre 2020
Logo Identità Insorgenti

MONOLOGO DEL VENERDI

De Luca: “Sulla Campania sciacallaggio politico e mediatico. E’ la regione con mortalità più bassa”

Attualità | 13 Novembre 2020

A cura di Aniello Napolano, Fabrizio Reale, Lucilla Parlato

Discorso di De Luca 13 novembre 2020

Cari amici abbiamo alle spalle una settimana di grande confusione, l’unica cosa che non sono mancati in questi sette giorni sono gli attacchi, gli atti di sciacallaggio nei confronti della Campania e di Napoli, le strumentalizzazioni veramenente indegne. Quello che non è mancato è anche il contributo di qualche irresponsabile che parla della Campania pur di farsi un poco di pubblicità e continua a sporcare l’immagine di Napoli e della regione.

Dobbiamo avere la forza di continuare a lavorare senza farci distrarre. Oggi i dati della Campania per quanto riguarda l’aspetto sanitario sono questi: 3900 nuovi contagi, con una percentuale di positivi su 25.000 tamponi che è del 16,05%.

Da tre\quatto giorni la percentuale di positivi sui tamponi scende leggermente. Speriamo che sia una tendenza, ma il dato oggi è questo. Abbiamo per quanto riguarda le Terapie Intensive 190 ricoverati su 650 posti di Terapie Intensive disponibili, cioè il 27% di occupazione delle Terapie Intensive. Abbiamo posti letto sufficienti: oltre 500 posti letto disponibili per pazienti covid.

Stiamo quasi completando il lavoro informatico per quanto riguarda i tamponi e i risultati dei tamponi: credo che oramai il 70% delle persone tamponate ricevono automaticamente sul proprio cellulare entro le 24 ore il risultato del tampone. La regione Campania rimane ad oggi la regione con il tasso più basso di mortalità covid: non solo la mortalità covid da febbraio ad oggi, ma anche il dato della mortalità che riguarda settembre-novembre.

Ora, vediamo di fare un attimo chiarezza: noi abbiamo avuto in questi due mesi, uno scontro di linea e di scelta politica in relazione al contagio. Noi, regione Campania, eravamo per chiudere tutto ad ottobre, la posizione della Campania era questa, semplice, chiara, non facile da assumere: la Campania ha sempre dichiarato che era meglio chiudere tutto per un mese per avere un operazione di freno del contagio, per poter arrivare a natale in condizione di sostenibilità.

Il governo ha fatto un’altra scelta, ha deciso di fare iniziative progressive, di prendere provvedimenti sminuzzati, facendo la scelta cosidetta proporzionale: piu aumenta il contagio più prendiamo provvedimenti, una scelta totalmente sbgliata, perchè il contagio non aumenta in maniera lineare, uno più uno più uno, ma in maniera esponenziale. Questa scelta fatta dal governo ha fatto perdere almeno due mesi preziosi nel corso dei quali abbiamo avuto un incremento drammatico dei contagi e dei decessi ma devo anche dirvi che l’unico esponente istituzionale che ha avuto il coraggio di assumere quella posizione è stato il presidente della regione Campania. Il governo invece ha deciso altra cosa, ha deciso che bisogna tenere aperte le scuole date le dichiarazione della Azzolina, supportate dal presidente del consiglio: adesso le hanno chiuse, cioè hanno fatto quello che la Campania ha fatto un mese fa e nessuno ha chiesto scusa.

Perchè nel frattempo abbiamo avuto migliaia di contagi in più nelle scuole. Abbiamo avuto un Italia divisa in zone, una scelta scriteriata, abbiamo avuto la moltiplicazione di confilitti fra i territori e le categorie economiche, una situazione caotica, derivante dalla scelta fatta dal governo che noi non abbiamo condiviso. Abbiamo fatto una richiesta formale di invio di forze dell’ordine e del doppio dei membri dell’esercito anche perché avevamo messo Arzano in zona rossa. Il 20 ottobre abbiamo verificato che c’era ancora una difficoltà ad Arzano. Il 22 ottobre abbiamo fatto un’ordinanza importante di rigore e chiusura, abbiamo deciso il divieto di spostamento fra provincia e provincia, la chiusura delle attività alle 23 ed il divieto delle mobilità delle persone. Il venerdì sera c’è stata a Napoli la guerriglia, anche perché avevamo preso questa misura preventiva mentre nel resto d’Italia e il governo perdevano tempo. Abbiamo da sempre avuto una linea di rigore più degli altri, da soli.
·
Il 25 ottobre abbiamo messo in zona rossa Marcianise ed Orta d’Atella. Non avendo le forze di polizia per controllare il territorio, non abbiamo messo in zona rossa altre città. Noi avevamo una linea di rigore ed abbiamo proposto noi di chiudere tutto ad ottobre, sarebbe stata una misura difficile a chiara e semplice che ci avrebbe fatto stare tranquilli a Natale.

Abbiamo avuto una settimana di particolare impegno nello sciacallaggio politico-mediatico contro la Campania. Da due mesi non c’è un giorno senza un attacco mediatico, con interviste fatte a capocchia… non ne parliamo. Hanno cominciato con le file davanti alla Napoli 1 per i tamponi, senza dire che arrivavano senza prenotazione. La cosa veramente intollerabile è che quelli che hanno banalizzato il problema, che hanno perduto mesi preziosi che non hanno mosso un dito per contrastare contagio, sembra che oggi siano tutti diventati rigoristi.

La settimana scorsa è iniziata con un episodio: il lungomare di Napoli affollato di migliaia di persone, la gran parte senza mascherine. Al resto d’Italia arrivava questa immagine di Napoli in cui si passeggiava allegramente senza alcun controllo. Quello era un assembramento vietato dalla legge, che va contrastato da forze dell’ordine e polizia locale, non c’era nessuno. Quell’immagine ha determinato una svolta nell’opinione pubblica. Quelle immagini motivano una zona non rossa ma strarossa. Sapete chi avrebbe dovuto decidere ma era impegnato nel giro delle trasmissioni per fare pubblicità. Tre quattro giorni prima avevo chiesto ai sindaci di intervenire. Giugliano, Pozzuoli, Aversa, Castellammare, Salerno sono intervenuti e sono state prese decisioni per bloccare mobilità e contagio dai sindaci. Altri erano impegnati a fare i turisti in giro per le televisioni per farsi un po’ di pubblicità… non ci sono parole.

Allora ricordiamo quello che abbiamo fatto noi, come regione campania su una linea coerente di rigore. A maggio dello scorso anno, 29 maggio, io ho approvato un’ordinanza, che vietava la vendita di alcolici dopo le 22 di sera, non solo perchè avevamo notizie di bambini di 13 anni che arrivavano il sabato notte in coma etilico al cardarelli ma perchè volevamo bloccare e controllare la movida e evitare la diffusione del contagio per tutta l’estate. Abbiamo preso una decisione difficile, il Comune di Napoli ha preso un provvedimento contrario all’ordinanza regionale con il quale autorizzava la vendita di alcolici fino alle 3.30 di notte, poi fortunatamente il tar lo ha annullato spiegando che le ordinanze regionali sono vincolanti per i comuni. Se non avessimo fatto quell’ordinanza per tutta l’estate avremmo avuto una movida con la vendita di alcolici fino alle 4 di mattina. Noi lo abbiamo deciso, il Comune di Napoli ha fatto tutto il contrario, non il controllo, non il contrasto, ai fenomeni piu pericolosi della movida, ma la nullità assoluta.

Il 12 agosto unica regione d’italia, abbiamo reso obbligatorio il tampone per chi veniva dall’estero per tutti i nostri concittadini, qualcuno mi diceva il 12 agosto, non fare questa ordinanza perché abbiamo le elezioni regionali il 20 e 21, ho risposto a tutti quanti che io non ragiono sulla base delle convenzienze ma sulla base del dovere che ho di tutelare la vita dei nostri concittadini e quindi, unica regione in Italia, abbiamo fatto i controlli obbligatori per chi ritornava in Campania dall’estero. Il 23 settembre abbiamo reso obbligatorio l’uso della mascherina anche all’esterno, unica regione d’Italia. Il governo nazionale come al solito è arrivato dopo due settimane. E ho chiesto anche nell’occasione di quella mia ordinanza il rafforzamento delle forze di polizia per esercitare i controlli perchè se fai ordinanze e nessuno controlla, e lo ricordo sempre, i controlli sono in capo alle forze dell’ordine e alle polizie municipali non in capo alle regioni.

Il 24 settembre abbiamo riaperto l’anno scolastico avendo fatto nei 10 giorni precedenti un lavoro di screening sul personale scolastico fino al 92% e avendo approvato ordinanza che rendeva obbligatorio in Campania i test scolastici facendo anche una forzatura perchè da altre parti i test erano volontari, abbiamo fatto il 92% di test, con una media nazionale del 62%

Abbiamo cominciato le vaccinazioni il primo ottobre, fra le prime quattro regioni d’Italia per evitare sovrapposizione fra influenza e covid, il 4 ottobre sono stato a Roma a parlare col ministro dell’interno per chiedere, ancora, il rafforzamento delle forze di polizia e dei controlli sui territori, il 15 ottobre abbiamo deciso la chiusura delle scuole, ricevendo polemiche, offese da parte del ministro, da parte del presidente del consiglio, da parte del governo, perchè giudicavano quelle misure esagerate, perchè bisognava tenere aperte le scuole ma noi abbiamo chiuso perchè i nostri esperti ci avevano detto che nelle due settimane all’apertura delle scuole avevamo avuto un aumento di 9 volte del contagio nelle scuole.

A me questa cosa delle zone gialle, arancioni, rosse, non fa né caldo né freddo e mi pare un’idiozia. Ma c’è stato lo sciacallaggio: i dati della Campania non possono essere veri. Per mezza Italia dovevamo diventa zona rossa a prescindere, per una scelta del governo, il criterio numerico, idiozia che fa nascondere il governo dietro i numeri per non assumersi la responsabilità di chiudere tutto, come andava fatto a ottobre… oggi serve meno.

Arrivano gli ispettori, poi la notizia di un’indagine della procura della Repubblica sui dati della Campania, ma in Campania il procuratore capo smentisce che ci siano indagini: non serve a nulla… la Campania non poteva non essere zona rossa già da giugno. La battaglia della Campania è stata oggetto di dibattito per una settimana anche per responsabilità del governo che non ha chiarito che la classificazione delle zone derivava dal calcolo dei dati, non da noi. Poi è arrivata la notiiza dell’esercito: arriva l’ospedale da campo. Arriva un fax del presidente del Consiglio, arriva l’esercito. Ma chi ha fatto questa richiesta? L’ospedale da campo è una grande idiozia perché ci vuole spazio grande ma il nostro problema è il personale, gli anestesisti che mancano ed a noi ne hanno mandati 7.

L’episodio del Cardarelli, poi… è drammatico, ho espresso alla famiglia il cordoglio per la persona anziana di 84 anni. Il direttore generale ha fatto esposto alla magistratura. E apprendiamo che un tale di 30 anni, all’ospedale arrivato con una macchina – c’è troppa generosità nell’accogliere tutti –  che ha avuto lo stomaco animalesco che con una persona deceduta a terra, mentre gli infermieri andavano a prendere la lettiga, si è messo a girare un video. Tranquillo, ha trovato il tempo di metterlo sui social, occasione per un’altra campagna di sciacallaggio. I titoli: negli ospedali della Campania si muore nei bagni. E’ una vergogna senza fine e non ci sono parole per quello che hanno scatenato contro di noi. Napoli e la Campania non possono non essere il peggio del peggio e se non è così c’è gente che sta male.

Abbiamo deciso misure di ulteriore contenimento, strette, zone rosse. Ho chiesto al prefetto che si prendano misure rigorose sul lungomare di Napoli, nei luoghi della movida. NOI, non quelli che si sono svegliati dopo due mesi. E se il governo prende misure di rigore il mio commento è… meglio tardi che mai.

Voglio correggere un’informazione arrivata dal governo. Abbiamo attinto ad una graduatoria prendendo medici non specialistici mentre noi abbiamo bisogno di anestesisti ed altri specialisti.

Siamo quasi vicini all’obiettivo di 820-830 terapie intensive. Ovviamente dobbiamo avere il personale per attivarle. Ho letto un titolo di giornale, non ricordo quale porcheria di giornale, che dalle altre parti si fanno le zone rosse mentre da noi si muore: voglio ricordare che ancora oggi la Campania ha il tasso di mortalità covid più basso in Italia, non solo il dato generale da febbraio ad oggi ma il dato dal 1 settembre a oggi: 481 unità, in Lombardia di 2043 unità. 6,5 decessi al giorno in Campania, 28,4 in Lombardia.

Alla lista degli sciacalli si è aggiunto ieri il nome illustre di un eminente esponente politico: Luigi di Maio. Era fra quelli che contestava alla regione Campania in campagna elettorale il delitto di aver fatto le terapie intensive fuori all’ospdale del mare sprecando denaro pubblico. Voleva commissariare la Campania, figuratevi, saremmo stati peggio della Calabria dove stanno facendo cose da pazzi. Mi voglio fermare perché il solo nome di questo soggetto mi procura reazioni d’istinto che vorrei controllare.

Ho avuto modo di dire a qualche esponente del Pd che se bisogna stare al governo con questi personaggi, per quel che mi riguarda sarebbe meglio andare a casa perché non è tollerabile che ci siano ministri alla Spadafora, che ha raccontato bestialità una settimana fa, o questo personaggio. Rinnovo il mio invito a questo soggetto a fare un dibattito pubblico dove come e quando vuole purché in diretta televisiva. Spero non faccia il coniglio come ha fatto nei tre/quattro anni precedenti. Stesso invito a qualche “camorrologo” di professione oramai milionario che continua a vestirsi come un carrettiere perché fa tendenza e continua a non capire nulla. Lo invito a un dibattito sui tempi della sanità campana. Vedete, siamo chiamati a lavorare in una condizione infame, per quanto mi riguarda, fatti salvi 3 o 4 ministri questo non è un governo, non vi dico cosa è.

Ma per quello che mi rigurda sarebbe 100 volte meglio anzichè avere dilettanti allo sbaraglio, un governo di unità nazionale con persone competenti per bene, un governo del presidente, che non produca il caos prodotto in Italia dall’opportunismo politico e dalle scelte sbagliate. Quindi ho voluto chiarire ad altri esponenti politici che per quanto mi riguarda la volgarità, lo sciacallaggio e la cafoneria, sono incompatibili con rapporti di collaborazione di governo. In queste condizioni è meglio mandare a casa il governo.

Cari concittadini vi chiedo scusa se vi annoio ma penso che abbiate potuto verificare che veramente è una cosa mai vista questa campagna di aggressione messa in piedi, da quando – ricordate – si facevano le interviste ai parcheggiatori abusivi, guardamacchine sfrantummati che si trovavano per strada, o quando si chiedeva a qualche genitore “è stata chiusa la scuola, lei che dice” e che devo dire, è chiaro che è un problema, è un problema anche per me, nessuno che abbiamo mai fatto la domanda che andava fatta, premesso che in quel plesso scolastico l’asl ha individuato 400 contagi positivi, lei genitore pensa di mandare a scuola la sua bambina\o o pensa che sia doveroso prendere un provvedimento di protezione dei bambini e delle famiglie? Ma questa domanda onesta, corretta, seria non la faranno mai.

Vi prego ancora di scusarmi, ne farei volentieri  a meno ma vi invito solo a fare uno sforzo per non ascoltare e non sentire, oramai si parla da settimane per sentito dire, pare, si dice, si vede… vi pregherei di avere una settimana di pazienza: se mi ascoltate vi do un quadro di informazione che è quello reale. Un altro titolo “la guerra della Campania”, un altro che fa il consulente del ministro della salute, un altro personaggio in cerca d’autore, vede la guerra…ma perchè non lo mandate a casa questo signore? Manteniamo la calma, manteniamo tutto il nostro orgoglio e dignità, le cose a cui stiamo assistendo sono in larga misura una forma moderna di un anti meridionalismo, anti napoletanismo che rimane sempre sotto traccia, e di fronte ad ogni emergenza viene a galla esplode e si manifesta in tante forme diverse. In questa circostanza si manifesta nella forma di campagna di sciacallaggio politico e mediatico contro la Campania cioè contro i cittadini, le migliaia e migliaia di medici e infermieri che stanno dando prova, eroica, di responsabilità ed attaccamento al dovere.

Noi continuamo a lavorare senza farci distrarre: stiamo lavorando per consolidare i dati delle terapie intensive, credo che sarò approvato nella giornata di oggi il bando della protezione civile dedicato alla Campania per selezionare sopratutto anestetisti in tutta Italia, dobbiamo fare attenzione a mantenere sempre liberi i posti negli ospedali e ringrazio anche il comparto della medicina privata che ci sta dando una grande mano…  per il resto vi chiedo di avere grande fiducia e pazienza, di avere senso di responsabilità, la mascherina, l’igiene personale, la non sottovaluzione dei problemi. Noi continuneremo a fare fino in fondo il nostro dovere, abbiamo ancora le forze morali inanzittutto ma anche se Dio vuole fisiche, per reggere, e per reggere anche con forza, l’onda d’urto che hanno cercato di scaricarci addosso. Andremo avanti comunque. Un caro affettuoso saluto a tutti quanti voi e alle vostre famiglie”

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 13 Novembre 2020

Articoli correlati

Attualità | 27 Novembre 2020

MONOLOGO DEL VENERDI

De Luca: “Scuole, il governo vuole riaprire il 9 gennaio”

Attualità | 26 Novembre 2020

L’ULTIMO SALUTO

L’addio dei napoletani al loro D10S: i live e le foto di Identità Insorgenti

Attualità | 26 Novembre 2020

IL PRESIDENTE FRANCESE

Macron: “Condoglianze ai napoletani che hanno disegnato affreschi degni di Diego Rivera nella sua effige”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi