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Monte Echia, quell’ascensore è uno scempio: anche Italia Nostra si aggiunge al coro di proteste

Battaglie | 23 Marzo 2021

Monte Echia deturpato dalla costruzione del box terminale degli ascensori: anche la voce di Italia Nostra si aggiunge a quella di numerose associazioni che denunciano da mesi quanto sta avvenendo nell’area dei lavori per l’ascensore di Pizzofalcone, con il parallelepipedo in cemento armato che occulta il panorama che si godeva dal belvedere di via Egiziaca, dove un tempo la vista spaziava liberamente dal Vesuvio a Capri. “Intervento progettato e realizzato senza alcuna forma di partecipazione e di coinvolgimento della popolazione” sottolineano dalla sezione napoletana dell’associazione che si occupa di beni culturali.

Foto Lucilla Parlato

L’ascensore di Monte Echia è un ecomostro

“Sul sito del Comune di Napoli si legge che, grazie al progetto di riqualificazione, l’area del belvedere di Monte Echia sarà munita di opportune barriere. Capita che la realtà superi la fantasia – si legge in un comunicato – non sarebbe stato facile immaginare che tali barriere assumessero le sembianze di un piccolo ecomostro in grado di rovinare irrimediabilmente il luogo in cui sorse l’antica acropoli della città e dunque il paesaggio napoletano”.

“Un ascensore doppio: esisteva già quello a fianco alla Nunziatella”

Ma non è tutto. Per Italia Nostra, “non si comprende che bisogno ci fosse di spendere 1,5 milioni di euro (fondi stanziati nell’ambito dell’intervento “La città verticale”, inserito nel “Patto per Napoli”) per costruire un ‘doppione’. Poco distante dagli ascensori di Monte Echia esiste un altro ascensore, accanto alla Nunziatella, inutilizzato”.

Monte Echia è un bene vincolato dal 1958

“La questione, evidentemente, non si pone soltanto in termini di mancata tutela di un luogo di pregio paesaggistico, archeologico e storico-artistico, di cui si è parlato nei giorni scorsi. A riguardo, va ricordato che il Monte Echia fu vincolato con decreto del 6 novembre 1958 per il suo «notevole interesse pubblico» e perché costituiva «un quadro naturale di non comune bellezza panoramica avente anche valore estetico e tradizionale»”. si spiega ancora. “Questo scenario è stato deturpato dalla costruzione del box terminale degli ascensori (una nostra denuncia che ha quasi un anno, ndr) ritenuto necessario per consentire una più facile risalita al sito: un parallelepipedo in cemento armato che occulta il panorama che si godeva dal belvedere di via Egiziaca a Pizzofalcone, dove un tempo la vista spaziava liberamente dal Vesuvio a Capri. Intervento progettato e realizzato senza alcuna forma di partecipazione e di coinvolgimento della popolazione”.

Si chiede l’intervento della soprintendenza

“Per ironia della sorte è stato cancellato proprio ciò che l’opera avrebbe dovuto rendere maggiormente fruibile per gli abitanti e i turisti – spiegano ancora da Italia Nostra sezione Napoli – Pur volendo trascurare le responsabilità individuali, si può ancora sperare che l’organo massimo garante della tutela paesaggistica, archeologica e storico-artistica voglia constatare sui luoghi una evidente realtà e conseguentemente rimediare un guasto al patrimonio culturale della città, destinato, diversamente, a restare irreversibile, perenne monumento dedicato a una incultura decisamente inaccettabile per Napoli”.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 23 Marzo 2021 e modificato l'ultima volta il 23 Marzo 2021

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