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MOSTRE DEL 2019

Dal Mann a Capodimonte cosa vedremo quest’anno nei musei di Napoli

Beni Culturali | 3 Gennaio 2019

La fine del 2018 ha visto nei due musei principali autonomi della città due grandi mostre: a Capodimonte la mostra sui “Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere”, seconda di una trilogia iniziata con “Carta Bianca. Capodimonte Imaginaire” che vuole raccontare la storia dei depositi e delle opere “mai viste” , sculture e dipinti che in molti casi hanno un passato sconosciuto, frutto di collezionismo e gusto dell’epoca. Sarà aperta al pubblico fino al prossimo 15 maggio.

Al MANN, invece, Paolo Giulierini, ha inaugurato una mostra che racconta il territorio di Sichuan con le sue maschere singolari e i rituali misteriosi dedicati al sole. Un nuovo sguardo al Paese del Dragone a cui si guarda per i nuovi flussi turistici e commerciali. Un legame già stretto a settembre 2017 a Chengdu per la mostra itinerante “Pompeii the infinite Life” e che continuerà con la mostra dell’artista cinese Cai Guoqiang il prossimo febbraio.

Ma entrambe le istituzioni museali ci sorprenderanno nel 2019 con veri e propri colpi di teatro.

Mostre a Capodimonte nel 2019

Bellenger a Capodimonte promette dal prossimo aprile una mostra – evento su Caravaggio. La Flagellazione, vera star del Museo, è stata dotata di una splendida cornice coeva, e questa nuova mostra porrà l’accento sul periodo napoletano dell’artista e sull’ influenza che avrà sui pittori napoletani dopo la sua permanenza in città. “Non servirà per fare visitatori – dice Sylvain Bellenger – ma per studiare 18 mesi di Caravaggio a Napoli e il suo effetto sulla scuola pittorica napoletana. Seguirà un percorso caravaggesco attraverso la città: i luoghi dove è vissuto e che ha frequentato, quello del suo studio, quello che l’ha accolto quando è arrivato come un rifugiato in un paese nuovo con leggi diverse”

Il 15 giugno invece sarà presentata un’altra interessante mostra: “C’era una volta Napoli: storia di una grande bellezza” che celebrerà il legame tra arte e musica: “I visitatori saranno immersi nella musica con delle cuffie e ad esempio ci saranno i personaggi dell’idolo cinese di Paisiello con le chinoiseries della Real Fabbrica di Capodimonte conservate al museo” , conclude Bellenger.

Altre mostre vedranno protagonisti Luca Giordano e Vincenzo Gemito mentre nel 2020 sarà la volta della mostra su Calatrava.

Mostre al Mann

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che durante la gestione autonoma ci ha abituati a continue sorprese, si inizia con la mostra su Antonio Canova a marzo. “Canova e l’antico” vedrà l’arrivo a Napoli di sei opere dell’artista che hanno dimora solitamente all’Ermitage di  San Pietroburgo, frutto di un accordo storico tra tre grandi istituzioni: il Parco Archeologico di Pompei, l’Ermitage e il Mann. Nel museo russo quasi contemporaneamente sarà inaugurata una mostra su Pompei con in prestito opere del museo napoletano e dei depositi del Parco archeologico.

Il 30 maggio sarà un’altra data da appuntare in agenda:  apriranno le collezioni di Preistoria e Protostoria e quella della Magna Grecia, e sempre il 30 maggio inaugurerà la mostra “ Gli Etruschi al Mann”, visitabile fino al 4 novembre.

Il 6 giugno e fino al 10 settembre sarà la volta de “gli Assiri all’ombra del Vesuvio” con quindici calchi in gesso di rilievi neo assiri dal IX al VII secolo avanti Cristo che fanno parte delle collezioni permanenti del Mann ma da tempo nei depositi, i cui originali sono al British Museum. Le lastre si trovavano sui palazzi dei monarchi assiri dei siti di Ninive e Nimrud.

La mostra sarà una risposta alla distruzione da parte dell’ Isis del Palazzo reale di Nimrud e sarà contestualizzata meglio grazie alle tecniche di video – mapping , touch screen e diffusori di fragranze e odori che renderanno il tutto il più vicino possibile al sito da dove le lastre provengono.

L’anno si chiuderà con la mostra che contrassegnerà anche la fine del mandato di Paolo Giulierini, figlio della riforma Franceschini: “Thalassa. Il  mare, il mito, la storia, l’archeologia”, in collaborazione con il Parco archeologico dei Campi Flegrei e l’assessorato ai Beni culturali della Regione Sicilia e la Soprintendenza del mare.

Anche questa mostra sarà supportata dalla tecnologia 4.0 e dalla realtà aumentata, ormai imprescindibili se si vuole dare al visitatore la percezione dell’interazione e della partecipazione.

Non ci resta che suggerirvi di contrassegnare in rosso sulla vostra agenda il fitto e interessante programma dei nostri musei nazionali,  due treni in corsa il cui mandato dei rispettivi direttori termina ad ottobre del 2019.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 3 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 4 Gennaio 2019

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