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MOSTRE

Il teatro di Roberto Herlitzka nelle fotografie di Tommaso Le Pera

Fotografia | 19 Luglio 2020

Sarà possibile visitare fino al 31 luglio, presso Palazzo Fondi, la mostra fotografica “Roberto Herlitzka – Volevo fare l’attore”, con scatti di Tommaso Le Pera, uno dei più grandi fotografi di scena al mondo. L’evento gratuito si inserisce tra le iniziative collaterali organizzate nell’ambito del Napoli teatro festival, rassegna inaugurata lo scorso 1 luglio.

Il genio e la versatilità di Roberto Herlitzka

La mostra, visitabile dal giovedì alla domenica dalle ore 17 alle 20, è un prezioso reportage documentario attraverso cui, in ventitré fotografie, si riconosce il genio e la versatilità dell’attore Roberto Herlitzka, le cui caratteristiche sono ancor più accentuate dagli intensissimi scatti di Tommaso Le Pera. Dagli eterni poeti tragici greci a Shakespeare, da Molière a Pirandello, i grandi testi del teatro di tutti i tempi sono stati interpretati dagli anni Sessanta in poi dallo straordinario Roberto Herlitzka, attore torinese formatosi alla grande Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico a Roma. Conosciuto soprattutto per le sue interpretazioni teatrali, Helitzka ha lavorato anche per il cinema e per la televisione, come attore e come doppiatore, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti (un David di Donatello, due Nastri d’argento e il Premio Pasinetti al Festival di Venezia).

Degna di menzione è anche una sua breve apparizione nel film “La grande bellezza” del regista napoletano Paolo Sorrentino, pellicola premiato agli oscar nel 2014. Scritturato per recitare nei panni di un cardinale poco incline alla spiritualità – testimone della decadenza di valori in una Roma ormai considerata come la nuova Babilonia–, Herlitzka fu invitato da Sorrentino a lavorare in quasi totale autonomia al suo personaggio, avendo tutte le capacità e la maturità di “autogestirsi” in un film capolavoro soprattutto per il fil rouge che lega ciascun personaggio al tema centrale.

Il teatro di Roberto Helitzka attraverso gli occhi di Tommaso Le Pera

Questo “immenso Artista e grande Uomo”, come è stato definito da Tommaso Le Pera, emerge in tutta la sua grandezza in ciascuno degli scatti in bianco e nero esposti a Palazzo Fondi; in ogni piega del suo viso (che non è una ruga, come specificato dal fotografo) c’è una storia da raccontare, fatta di sacrificio, di impegno e di dedizione al mondo teatrale.

Le Pera ha avuto la fortuna di assistere a circa trenta spettacoli dell’attore torinese, restando ammaliato dalla bravura di questo insigne attore, orgoglio italiano.

Come per Herlitzka, anche l’inizio della carriera del fotografo di scena si è svolto principalmente a Roma. Nato a Sersale (CZ), Le Pera si è formato inizialmente presso gli studi fotografici di suo padre e suo zio, per poi trasferirsi nella città eterna dove iniziò a lavorare per il cinema, scattando fotografie per i famosi spaghetti western, e per la tv, occupandosi di sceneggiati. La vera svolta è avvenuta verso la fine degli anni Sessanta quando, in concomitanza con la nascita del teatro d’avanguardia, Le Pera sviluppò un nuovo modo di fare fotografia di scena: la fotografia dinamica e in movimento, che non interrompe la scena e risulta impercettibile anche agli attori, riducendo al minimo il rischio di distrarli dalla recitazione. Da questa novità nel modo di intendere la fotografia di scena, ha avuto inizio una strada tutta in salita per il fotografo originario della Calabria.

La potenza delle fotografie di scena presenti anche nella mostra napoletana consiste proprio nell’estremo realismo, nell’assenza di ritocchi, nell’intensità dei primi piani, nella centralità data al singolo attore e non alla scena in sé, non volendo comprendere nell’obiettivo fotografico l’intero atto che si sta recitando. Certamente è questo il modo di fare che meglio riesce ad avvicinare anche il visitatore alla mostra: l’estrema capacità di introspezione che ci rende parte di quelle tragedie e commedie recitate nei più bei teatri d’Italia.

Uno degli scopi di Tommaso Le Pera è quello di creare un archivio di scena che, insieme ai supporti video, possa essere documento storico di quanto svoltosi nei teatri italiani nel corso degli ultimi sessant’anni. Attualmente l’archivio romano del fotografo, che a Roma vive dalla giovinezza, conta più di quattromila fotografie che, inoltre, segnano anche il passaggio dall’analogico al digitale, in un primo momento vissuto traumaticamente dal fotografo stesso e successivamente accettato come estremamente potenziale e adattabile alle nuove esigenze di documentazione della scena.

La mostra è consigliata a tutti coloro i quali amano il teatro e le sue innumerevoli sfaccettature, ma anche a chi ama semplicemente la fotografia e vuole vivere un’esperienza completamente immersiva in atmosfere sospese e capaci di suscitare forti emozioni. Il percorso di visita si conclude in una sala provvista di proiettore, dove è possibile rivedere alcuni spezzoni di pièce teatrali recitate dall’attore protagonista di tutti gli scatti presenti in mostra.

Martina Di Domenico

Un articolo di Martina Di Domenico pubblicato il 19 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 19 Luglio 2020

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