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MOSTRE

Lascaux al Mann in versione 3.0: un salto virtuale nella Preistoria

Beni Culturali | 2 Febbraio 2020

Inaugura al Museo archeologico di Napoli la mostra “Lascaux 3.0”.

Da dove veniamo? Una domanda che spesso ci facciamo e a cui ancora non troviamo risposte soddisfacenti. È per questo motivo che è d’obbligo fare un salto al MANN dove,  sembrerà strano, grazie alla tecnologia, torniamo indietro nel tempo,   a circa 20 mila anni fa, esattamente a Montignac, per visitare la “Cappella Sistina ” della Preistoria , la Grotta di Lascaux.

La nascita del progetto

 Una storia strana ne  porta a Napoli, esposta per la prima volta in Italia, la sua versione 3.0. Il progetto nasce da un incontro fortuito al festival del cinema archeologico di Rovereto tra il direttore Paolo Giulierini e Dario Di Blasi che fa da ponte con la Dordogne e, dopo un anno dalla visita alla Lascaux II, giunge al MANN la versione itinerante a lanciare l’apertura della sezione permanente della Protostoria e Preistoria che inaugurerà il prossimo 28 febbraio. 

La scoperta della grotta e la sua versione 2.0

La grotta di Lascaux affascina e ispira fin dalla sua scoperta. È il 1940 quando Marcel Ravidat porta a passeggio il suo cane dal nome Robot e scopre casualmente la Grotta. A cominciare dal 1950 si notano i primi problemi riguardanti la conservazione del sito a causa della presenza umana che si affolla a visitarla e che solo respirando altera il microclima creando la cosiddetta “malattia verde” e poi quella “bianca”: delle macchie nere scaturite dalla proliferazione di funghi e batteri, grave minaccia per le pitture della grotta. Così nel 1963 si decide di chiuderla e 10 anni dopo parte il cantiere per  farne una versione che la riproduca identica ma senza il timore di veder scomparire l’originale. Apre nel 1983 “Lascaux II” . Nel 2000, poi, grazie a nuove conoscenze e sofisticate tecnologie si realizza il cosiddetto “velo di pietra” , una sottile parete artificiale che permette di riprodurre fedelmente non solo porzioni delle pitture ma anche la consistenza e l’effetto visivo della pietra. 

Chi lo avrebbe potuto immaginare che il futuro della Preistoria, che già a scriverlo è una contraddizione in termini, fosse una sorta di proiezione,ma concreta, in 3D di un’era difficile anche da immaginare?

Lascaux 3.0: la versione che gira per il mondo

La versione itinerante,  denominata “Lascaux 3.0” che sarà visitabile nella sala del cielo stellato e in quelle attigue al piano terra del MANN fino al 31 maggio, è stata in Germania, Francia e Belgio ma mai in Italia. 

La mostra nelle sale al piano terra del MANN

Una mostra da definire  innanzitutto didattica. Ci si immerge in un tunnel buio anticipato da due rappresentazioni molto realistiche di un uomo e di una donna del Paleolitico superiore , ricostruzioni  dell’artista visuale Elizabeth Daynes specializzata nella rappresentazione dei volti degli uomini primitivi a partire dai crani per coglierne le fattezze, e si scopre, così, che l’uomo di Cro – Magnon non è molto diverso da noi così come la sua donna. Dal tunnel alla grotta è un attimo e ufficialmente il salto nel tempo è compiuto e ci si ritrova al cospetto delle pitture rupestri che rappresentano tori, “la vache noire” , la mucca rossa con la testa nera , cavalli, felini e un animale definito unicorno. Dal sito preistorico si passa alle numerose postazioni interattive dove si approfondiscono i vari aspetti di Lascaux e la sua epoca ma anche il lavoro fatto per raggiungere la versione visitabile attualmente.

Una mostra – spot: la tecnologia che “vende” la preistoria

Sorprende molto questa inusuale esposizione:  è uno spot per andare a vedere l’originale (non originale) di Lascaux, un’idea brillante per “vendere” un prodotto “Made in Dordogne”, ma anche uno spot in questo caso per lanciare una sezione dimenticata del Museo archeologico di Napoli e chiusa da tanto: quella della Protostoria e della Preistoria. È inoltre un nuovo modo di fruizione e di conservazione dei nostri beni culturali. È infine anche un modo per dirci che malgrado siano passati 20 mila anni gli uomini e le donne non erano poi così diversi da noi. Scordatevi gli uomini che tiravano i capelli alle donne trascinandole con la clava in mano come è nel nostro immaginario collettivo. Non li immaginate spettinati ma con una attenzione al look tutta da scoprire. Nelle teche colpisce, ad esempio, l’ago con la cruna che risale proprio a quell’epoca, riprodotto identico oggi, e stupisce scoprire che avevano anche i bottoni. Insomma un pezzo della nostra preistoria che si affaccia da schermi e aggeggi di ultima generazione. Un cortocircuito, lo ha definito il direttore Giulierini. 

Si aspetta la versione di Lascaux 4.0 , che, siamo certi, grazie alle ultime invenzioni inerenti alla realtà aumentata accrescerà la curiosità dei visitatori che già ne hanno amato le versioni precedenti e ne inviterà di nuovi a visitarla. 

I laboratori didattici per famiglie e bambini

Intanto ci godiamo la versione 3.0 e le tante attività didattiche per famiglie e bambini correlate alla mostra:

Gli incontri, intitolati “Nella Grotta di Lascaux. Laboratorio di decorazione murale”, si svolgeranno sabato 22 febbraio, 21 marzo, 18 aprile e domenica 17 maggio (sempre alle 10.30, con prenotazione obbligatoria ai Servizi Educativi del Museo: tel.: 0814422328, dal lunedì al venerdì, ore 9-13).

All’inizio di ciascun laboratorio didattico, ai bambini saranno mostrate le pitture rupestri presenti nella Grotta di Lascaux; in un secondo momento, le decorazioni murali saranno riprodotte, utilizzando strumenti e materiali rudimentali. 

L’obiettivo sarà ricreare un ambiente simile a quello in cui hanno agito i nostri antenati durante la realizzazione delle pitture nel sito di Lascaux.

Per l’esecuzione dei “dipinti rupestri” sarà usato un supporto che simula la pietra, su cui i piccoli visitatori interverranno usando pigmenti di colori terrigni contenuti da conchiglie.

Gli strumenti di lavoro saranno: tamponi di tessuto simile a quello della pelle di animale e pennelli realizzati con bastoncini di legno e peli di pennello, tenuti insieme con fibre naturali.

Previste, infine, altre proposte di itinerari e laboratori a cura di Coopculture: “Lascaux 3.0- il percorso generale”, che spiegherà al pubblico l’affascinante storia del sito francese e le vicissitudini legate alla sua riproposizione; “La tua Lascaux. Laboratorio ludico-ricreativo per famiglie” (in programma il venerdì alle 17.30, il sabato e la domenica alle 16.30): accanto al tradizionale percorso di visita della mostra, i partecipanti realizzeranno un diorama preistorico ispirato alla Grotta. Il modellino sarà costruito con materiali da riciclo (scarpe, carta crespa e carta pacchi) ed i visitatori ne decoreranno le pareti, simulando le pitture rupestri; 3) “Lascaux- l’uomo e il suo ambiente”: rivolto alle scuole primarie, l’incontro sarà strutturato in un primo momento di visita guidata ed in una seconda fase dedicata all’approfondimento dei contenuti storici e didattici.

Soltanto nel mese di febbraio, speciale offerta OpenMann Family: un abbonamento riservato a due adulti over 25 anni avrà il prezzo speciale di 25 euro (in luogo di 40), consentendo la partecipazione ad uno dei tre laboratori organizzati da Coopculture (per informazioni, rivolgersi al call center 848.800.288-da cellulare: 0639967050)

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 2 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 2 Febbraio 2020

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