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MOZZARELLE TEDESCHE

La strana “filosofia” aziendale di Zappalà SPA: latte “esclusivamente siciliano” prodotto in Germania

DueSicilieOggi, Economia, Rubriche | 17 Febbraio 2014

Circa due settimane fa abbiamo denunciato su questa pagina il caso Zappalà e delle sue mozzarelle prodotte in Germania:  fatto segnalatoci da una fan di Compro a Sud, Barbara Alongi, che aveva acquistato in Sicilia un loro prodotto ma, leggendone l’etichetta, si era accorta che come indicazione dello stabilimento di produzione era riportata la sigla DE:  Deuchtland, Germania per l’appunto.

Ciò le aveva provocato non poca indignazione: “Non ho voglia di mangiare mozzarelle tedesche, credo che prodotti come burro e mozzarella possono essere commissionati a caseifici del sud, che fanno prodotti ottimi, ma tedeschi no. Una mozzarella prodotta in Germania per definizione non è più tale”, ci aveva scritto.

Ricordiamo che Zappalà SPA è un’azienda siciliana con sede a Zafferana Etnea, in provincia di Catania. Sul loro sito web, alla voce “filosofia aziendale”, scrivono a caratteri cubitali:  “Zappalà ha sempre lavorato a favore della custodia della ricchezza dei sapori e della loro tipicità, con la consapevolezza che le tradizioni alimentari sono un bene prezioso da salvaguardare. Il latte della produzione Zappalà, infatti, proviene esclusivamente da allevamenti siciliani”.

E’ tornato per noi sul caso Pier Giuseppe Meo, ideatore dell’app Check Sud, che ha chiesto conto della questione direttamente alla Zappalà SPA, con il seguente e ironico post pubblicato sulla pagina face book dell’azienda: “E’ un peccato che un’azienda siciliana si riduca a vendere prodotti tedeschi. Così fa solo un danno enorme a chi veramente produce buoni prodotti delle nostre terre. Perché non dite chiaramente che il Sikanino lo fate in Germania e voi vi limitate a metterci il cellophane attorno?

La questione di fondo infatti è semplice: “Sfruttare il nome dei prodotti tipici della terra siciliana, ed invece di dare lavoro ai propri conterranei farseli fare in Bavaria, non è un po’ prendersi in giro?” aveva sottolineato Meo in un precedente intervento.
La risposta degli amministratori della pagina Fb di Zappalà c’è stata ma, se la definissimo un’ arrampicata sugli specchi degna di un campione olimpico, faremmo loro un complimento. Perché a ben guardare c’è del peggio.

In un primo momento l’amministrazione blatera qualcosa circa le  “esigenze delle economie di scala” e le “logiche industriali tipiche del settore”, cose che a loro dire comporterebbero la necessità di  “esternalizzare un parte del processo ad aziende specializzate, le quali ci cedono il prodotto caseario che noi pensiamo in una seconda fase a impacchettare e commercializzare”.  Si tratterebbe di  “logiche tipiche di tutte le aziende del settore (…) per poter sopravvivere alla concorrenza” .

Al di là del linguaggio da “economichese globalizzante”, con cui hanno disperatamente tentato di “impapocchiare” gli interlocutori nelle chiacchiere, verrebbe immediatamente da chiedere loro: vi siete accorti che nella vostra risposta c’è qualcosa che grida vendetta al cielo? Quando parlate di esternalizzare ad aziende specializzate, ci spiegate  per quale insondabile cortocircuito neurologico le andate a cercare in Germania, e non nelle terre di origine di produzione della mozzarella?

D’altro canto siamo sicuri che la Germania a sua volta pulluli di imprese che esternalizzano la produzione di birra ad aziende specializzate – per dire – cinesi: così, tanto per meglio custodire tradizione, ricchezza e tipicità dei sapori.

Incalzato dai commenti, tuttavia, l’amministratore della pagina riesce anche a far di peggio, quando scrive che “per Zappalà S.p.A. crescere, affermarsi e competere sul mercato, significa anche saper cambiare le proprie caratteristiche originarie. Non pensiamo, però, di essere meno “siciliani” solo perché abbiamo decentrato una parte della nostra produzione, quella con redditività insufficiente per gli alti prezzi del latte.

Facciamo a capirci, altro che esternalizzazioni, economie di scala e altre astruserie da economichese globalizzante, qui la questione è semplice: farsi produrre le mozzarelle là dove il latte costa meno, per poi spacciarle come prodotto tipicamente siciliano, mentre sul loro sito continua a campeggiare la dicitura “latte esclusivamente siciliano”.

Le incongruenze – per così dire – di queste risposte sono desolanti.
Primo: quando la Zappalà SPA parla sul proprio sito di custodia della ricchezza dei sapori e della loro tipicità, e di tradizioni come bene prezioso da salvaguardare, sta dichiarando la propria linea di marketing. Se io consumatore scopro che le cose non stanno così come dichiarato, non ho più ragioni specifiche per preferire i loro prodotti ad altri. Un prodotto “globalizzato” vale l’altro: è semplice.

Secondo: scrivere sul proprio sito che “il latte della produzione Zappalà proviene esclusivamente da allevamenti siciliani” per poi uscirsene amenamente – ma solo dopo essere stati scoperti e incalzati da consumatori attenti – col fatto che lo si va a prendere in Germania perché costa meno è un “pezzotto”, altro che logiche di mercato. Ancora più semplice.

Per queste ragioni condividiamo in pieno e riportiamo il pensiero di Meo, che proprio sulla questione delle presunte ragioni di “marketing” ridicolizza la posizione dell’azienda: ”A molti, come me, dispiace comprare un prodotto con marchio del caldo sole siciliano per poi scoprire che è fatto nelle fredde lande tedesche. Personalmente il risultato sarà che ora non prenderò più nulla della “stragrande maggioranza” dei prodotti Zappalà. Secondo me questo non significa “sopravvivere alle logiche di mercato”, al contrario vuol dire non aver capito il proprio mercato.”

E a proposito di quel “saper cambiare le proprie caratteristiche originarie senza, però, essere meno “siciliani” di cui va blaterando l’amministratore della pagina? Un autogol ancora più clamoroso, come testimoniato dal limpido e devastante commento di Patty Cappu: “Sono palermitana e ho potuto appurare personalmente la differenza di gusto di prodotti come la ricotta e la panna. Ma il gusto dei prodotti siciliani dipende dal latte. Il nostro sole e la nostra terra sono ingredienti salienti per mantenerlo. (…) Voi vi attenete alle logiche di mercato…ma è il consumatore finale ad aver la peggio!!!

Per la Zappalà vale nella sostanza lo stesso appello che tempo addietro rivolgemmo, per ragioni in quel caso legate alla sede legale,  a Eccellenze Campane: quando per vendere i vostri prodotti parlate di tradizione e identità state facendo appello al territorio, alla sua storia e soprattutto alla sua gente.
Ragion per cui decidetevi: o fate rete col territorio fino in fondo, oppure percorrete le infinite vie della globalizzazione ma, in quest’ultimo caso, almeno evitate di prenderci per i fondelli. Tanto prima o poi le carte truccate vengono scoperte.

Sul tema del marketing aziendale, con cui tanto vi siete riempiti la bocca, non possiamo far altro che bocciarvi su tutta la linea e, nel frattempo, le mozzarelle “globalizzate”, che rubano lavoro ai nostri maestri dell’arte casearia per regalarlo ai tedeschi, mangiatele voi.
Noi continuiamo a preferire quelle vere.

Lorenzo Piccolo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 17 Febbraio 2014 e modificato l'ultima volta il 5 Marzo 2019

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