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MUSEI

L’ultimo Dpcm chiude tutti i luoghi della cultura

Beni Culturali | 5 Novembre 2020

Da domani e fino al prossimo 3 dicembre, stop all’accesso a tutti i musei e luoghi della cultura. Lo stabilisce il Dpcm del 3 novembre, l’ultimo in ordine di arrivo che ha suddiviso l’Italia in tre zone – gialla, arancione o rossa – a seconda dell’andamento della curva epidemiologica. Dopo cinema e teatri, anche l’ultimo baluardo culturale del Paese cade.

L’annuncio del Ministero

La chiusura è stata annunciata dal Mibact sul proprio sito web ufficiale.

“In ottemperanza alle nuove misure di contrasto e contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 previste dal Dpcm del 3 novembre 2020 (art. 1, lettera r), il Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo comunica che, dal 6 novembre al 3 dicembre 2020, sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei, degli archivi, delle biblioteche, delle aree archeologiche e dei complessi monumentali di cui all’articolo 101 del codice dei beni  culturali e del paesaggio”.

Gli fanno eco i siti web dei musei e dei siti archeologici. Alcuni si limitano a una stringata comunicazione di servizio, come il Parco archeologico di Pompei, dove il neo direttore dei musei italiani nonché direttore ad interim del Parco, Massimo Osanna, preferisce non fare alcuna dichiarazione in merito. Altri, invece, come Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta, e Paolo Giulierini, direttore del Mann, sentono di dover rassicurare il pubblico del proprio museo sulla continuità del lavoro che l’istituto che dirigono continuerà a svolgere, seppur a porte chiuse.

La Reggia di Caserta visitabile via social

“Siamo chiamati a un grande senso di responsabilità collettiva – dichiara il direttore Tiziana Maffei – Il patrimonio culturale è una risorsa della nostra umanità. ​Questa privazione colpisce tutti noi nel profondo perché aumenta il senso d’incertezza di fronte ad una situazione emergenziale incontrollabile, che richiede a tutti  il rispetto delle norme e a noi l’impegno per contribuire a sostenere il ruolo culturale assegnato”.

La Reggia, però, non si ferma. Il complesso vanvitelliano sarà visitabile attraverso i canali social, attraverso cui sarà possibile tenere vicini e collegati i tantissimi amanti del suo patrimonio. Il web sarà anche il veicolo per mostrare ciò che all’interno dell’Istituto andrà avanti, come il lavoro nei cantieri di restauro, la riorganizzazione degli spazi, gli importanti allestimenti previsti: “Le attività di cura, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio – si legge – proseguiranno senza indugi e con solerzia, diligenza e desiderio di restituire al più presto occasioni di piacere culturale​”.

Il palinsesto digitale del MANN

“Dietro il portone chiuso del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la nostra comunità è a lavoro per quegli obiettivi annunciati pochi giorni fa nel Piano Strategico 2020/2023.  Sentiamo fortissima la  responsabilità del momento. Sappiamo che tutti noi possiamo fare la differenza, con i nostri comportamenti e il nostro impegno, onorando così lo sforzo dei sanitari e delle istituzioni. ‘MANN at work‘ quindi, con sempre più passione. Proseguono importanti attività di restauro, i cantieri, l’allestimento di due mostre, la progettazione. Con nuovi prodotti digitali manterremo vivo il dialogo con il pubblico, le scuole, le istituzioni di tutto il mondo  per promuovere il nostro patrimonio”.

Queste le parole del Direttore del MANN, Paolo Giulierini, che ha ricordato l’appuntamento coi visitatori al prossimo 4 dicembre, quando il Museo riaprirà nuovamente le porte ai suoi affezionati.​ Come per la Reggia, anche il MANN proseguirà le sue attività via web o via social. Restano confermati, ogni giovedì alle 16.00, gli incontri di archeologia su youtube e sulla pagina facebook ufficiale. Online si potranno seguire le mostre e le anticipazioni sui nuovi allestimenti delle collezioni permanenti. Gli abbonati “OpenMann”, inoltre, non solo recupereranno i giorni perduti ma saranno anche avvisati e aggiornati sui vari eventi social. Grazie alle fotografie di Luigi Spina si potrà fare capolino tra i depositi del MANN in attesa della mostra “Sing Sing. Il corpo di Pompei”.

Sui canali social, sarà possibile sfogliare il fumetto “Missione Magna Grecia”, una dedica speciale per i giovani followers del museo realizzato dalla Scuola Italiana di Comix per raccontare la collezione del MANN. Sempre grazie ai profili ufficiali del museo, si potranno conoscere in anteprima alcuni contenuti dedicati ai Gladiatori, protagonisti della grande esposizione a loro dedicata nella primavera 2021.

Da segnalare la preparazione della mostra in ricordo di un evento impresso nella memoria dei campani, il terremoto del 1980, di cui quest’anno ricorre il quarantennale. La mostra, che avrà come titolo “19.34 – Quaranta anni dopo/ La Storia in presa diretta”, si inserisce nel filone ” il Mann e la memoria”  e punta a rafforzare il legame tra il museo e le sue comunità, esponendo foto inedite della regista Antonietta De Lillo che, all’epoca, muoveva i suoi primi passi da fotoreporter.

Infine, nella sezione Preistoria e Protostoria, nell’ambito del progetto Obvia sarà visitabile la mostra “Lucy. Sogno di una evoluzione”, a cura di Comicon, con cui poter compier un salto indietro al tempo degli australopitechi, fino all’origine della specie umana.

Pompei ed Ercolano

Con lo stop, i musei e i parchi archeologici puntano sul virtuale. Si tratta di un processo sperimentato durante il difficile lockdown che l’intera nazione ha vissuto davanti allo schermo di computer, tablet e cellulari. In questo modo, mostre già allestite sono state visitate con l’ausilio della tecnologia moderna, contenuti di approfondimento sono stati elargiti quotidianamente e gratuitamente a chiunque volesse goderne in mancanza della possibilità di una fruizione dal vivo.

Al Parco archeologico di Ercolano sono nati i “Lapilli”, appuntamento fisso del mercoledì in cui il direttore Francesco Sirano, in brevi video, guida alla scoperta della città e delle curiosità su ogni edificio degli scavi, i restauri e su ciò che non è visibile normalmente al pubblico pagante.

In una Pompei deserta, i funzionari del sito archeologico più famoso al mondo ci hanno raccontato di recente dei lavori di restauro e della prossima apertura della più grande conceria della colonia romana, lasciando intendere che, seppur in stand-by a causa dell’attesa del nuovo direttore, i lavori continuano. Così come continuano gli scavi a villa San Marco a Stabia, sulla collina di Varano, di cui ci arrivano testimonianze fotografiche dal profilo Instagram di Massimo Osanna.

Il Rapporto Federculture: solo i musei in crescita

Il rapporto annuale Federculture, titolato “Dal tempo della cura a quello del rilancio”, fotografa il settore della cultura in caduta libera da circa un decennio, già prima della pandemia. Teatri, cinema, musica e libri hanno chiuso il 2019 con il segno meno, mentre gli italiani sceglievano sempre più i musei, gli unici a far registrare un incremento del 21,5% in vent’anni e del 7% dal 2010. I siti archeologici e monumenti registrano addirittura un +36,8% tra 2001 e 2019, nonché un +19,7% dal 2010.

Durante il lockdown, sempre secondo il rapporto, c’è stata una spinta da parte dei musei alla produzione di visite virtuali, dirette live o programmi ad hoc accessibili on demand che è andata oltre il 50% delle proposte culturali fruibili a distanza. E, a tal proposito, il 96% dei fruitori hanno espresso la volontà che questi servizi continuino anche quando l’emergenza Covid sarà terminata.

Segno di una nuova nicchia di pubblico da coltivare o di semplice appiattimento da contenuti da “divorare” per internauti che, comunque, non avrebbero scelto una visita in presenza? Fatto sta che l’uso dei social per veicolare contenuti culturali è ormai un must imprescindibile del nuovo corso dei musei.

Adesso, però, la pandemia li colpisce duramente con un secondo stop, dopo aver fatto ricorso in questi mesi di apertura a delle misure accurate che sono state attuate proprio per mantenere in piena sicurezza l’istituto museale o il sito archeologico. Pertanto risulta incomprensibile la decisione di chiuderli al pubblico, oramai sparuto, degli ultimi mesi.

Solo il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger, sembra comprendere tale scelta: “Al Governo hanno i dati per decidere. Chi è alla guida del Paese ha più informazioni di me. Se decide che il museo può stare aperto, sono contento. Altrimenti, mi fido e chiudo”. E stupisce il suo consiglio di tenere aperte le librerie: “Un libro è più importante del museo, del cinema, del teatro e della sala da musica”.

Franceschini: “La gente avrà di nuovo voglia di vivere la bellezza”

Che la cultura giochi un ruolo importante nella nostra vita ancor più che in passato, lo dimostrano le file davanti ai bookstore in Francia e in Belgio prima del loro ultimo lockdown, oltre al coro “No alla chiusura dei musei” alzatosi da quando il Ministro Dario Franceschini aveva anticipato la decisione, qualche giorno fa, ospite nella trasmissione di Fabio Fazio.

Ora non resta che attendere tempi migliori. Quei tempi di cui lo stesso Franceschini parla: “Ora dobbiamo aiutare tutte le imprese e i lavoratori del settore ad attraversare questo deserto. Ma sono convinto che poi ci sarà una ripartenza molto forte. La gente avrà voglia di vivere la bellezza, di consumare cultura, di venire a vedere l’Italia”.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 5 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 5 Novembre 2020

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