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MUSICA E IDENTITA’

Intervista con Sciamano, tarantino rivoluzionario prestato alla musica

Altri Sud, Attualità, Identità, Musica, Senza categoria | 7 Settembre 2015

sciamano

Gianluca Fonzino, in arte Sciamano, nasce a Taranto nel 1976 e si avvicina alla musica fin da giovanissimo: dagli inizi degli anni ’90 viene notato nei centri sociali per i suoi freestyle, dedicandosi a tempo pieno, nel corso degli anni, alla vita politica e sociale della città di Taranto e contribuendo alla partecipazione di eventi musicali e manifestazioni insieme ai comitati di quartiere e i collettivi. I suoi versi dal flow molto veloce alternano tarantino e italiano e sono impreziositi dai cori della sorella Viviana. Il primo cd con cui si è fatto conoscere si intitola “Equilibrio”, fuori nel 2005, con la collaborazione di Robertotto, cantante e dj hip-hop tarantino.  Esce poi ”Fall’u tu” con più di 500 copie vendute e composto da 10 brani che spaziano dal rap al funky. Le tematiche del disco affrontano i problemi della nostra società e di Taranto in particolare: dallo sfruttamento alla disoccupazione, dall’emarginazione ai politici corrotti, fino ad arrivare all’inquinamento ambientale. L’artista attraverso i suoi brani incita tutti a non abbassare mai la guardia contro i potenti e i guerrafondai. Il cd è stato registrato nel 2006 allo studio della Zuingo Comunication di Paolo VI-Taranto e masterizzato da Mr Digital dei Sisma Sound. Le musiche sono invece di Capitan Stedi (Rozza Sound), i cori di Viviana Fonzino, gli scratch dj I.P.VI. Infine il suo terzo cd: “Sopra Vivere” è quello della maturazione artistica di Sciamano che vedrà partecipazioni importanti e un sound ancora più ricercato. Il cantante non ha mai abbandonato la strada da cui proviene. Infatti, si ha modo di incontrarlo spesso a Taranto: dalle serate al locale reggae Jamaica o in spiaggia alle serate pubbliche contro il degrado urbano. Lo sguardo di Sciamano durante i suoi live coinvolge il pubblico ed esprime quanto il rapper creda davvero in ciò che sta cantando. Quello sguardo fa capire che i testi non sono scritti esclusivamente per attirare l’attenzione delle gente, ma per racchiudere una serie di ideali e pensieri. Inoltre utilizza lo slang tarantino in maniera talmente rapida da sembrare una macchina in velocità molto difficile da fermare.”Aria pesante” è l’ultimo lavoro che uscirà tra qualche mese e verrà presentato alla Biblioteca popolare, luogo occupato e di aggregazione situato nella città vecchia a Taranto. Questo progetto composto da dodici tracce di musica elettronica e registrato a Faggiano (Ta) presso Liquidenote, studio del fonico Vincenzo De Lucia, si aprirà con una canzone militante con il contributo di Francesco Aversa, suo nipote di soli tre anni, figlio della stessa sorella Viviana che ritroveremo sempre ai cori. La copertina a cura di Fabrizio Esposito e di forte impatto visivo vedrà una donna girata di spalle con il pugno alzato al cielo. Ma diamo voce a Gianluca e chiediamogli di più.

Come nasce Sciamano?

Il personaggio Sciamano nasce dopo essere stato arrestato per i fatti di Genova. Essendo da sempre impegnato politicamente avevo bisogno di gridare i mei pensieri attraverso una forma che potesse arrivare in maniera molto più forte di un semplice volantino. Quindi la musica e la mia voce erano lo strumento perfetto per creare un connubio tra rivoluzione ed arte.

Quanto la tua musica si connette all’impegno verso il nostro martoriato territorio?

La mia musica nasce grazie al legame col mio territorio. Provengo da un quartiere di Taranto che potremmo definire a rischio e pericoloso. Gli amici di infanzia con cui un tempo giocavano insieme, crescendo si sono trasformati in membri di clan e bande criminali. Così ho composto il brano “Far west” in collaborazione con Fido Guido e Robertotto. I primi due dischi “Equilibrio” e” Fallu u tu” sono una sintesi della situazione presente sul mio territorio e nella mia regione, la Puglia. Perciò ho affrontato i temi della criminalità organizzata, dell’inquinamento, della disoccupazione, delle guerre e dell’immigrazione.

Quanto sei legato alla tua identità?

Spesso i miei pensieri sono il pensiero del popolo. Il malessere deve essere condiviso attraverso le lotte sociali e politiche. Ognuno sceglie se stare fuori o dentro la barricata. Personalmente credo di aver scelto un bel po’ di anni fa di stare a fianco di tutti i popoli sottomessi da governi imperialisti. Non abbassare mai la guardia e non sentirsi sconfitti è il lavoro principale dell’artista per resistere a Taranto. Credo che un musicista debba mantenersi sempre con i piedi per terra, la modestia è fondamentale. Abbiamo un compito preciso ovvero combattere per un mondo migliore come hanno fatto tanti altri prima di rimettendoci la vita stessa.

Raccontaci come si resiste e si vive a Taranto.

Vivere a Taranto è già un atto di resistenza. La gente difficilmente reagisce a ciò che è abituato a fare da sempre. Il popolo tarantino tende a sopravvivere più che a vivere come specifico nei testi del mio terzo lavoro “Sopra vivere”. Un omaggio alla nostra città, ma più in particolare al Sud e ai Sud del mondo in cui hanno provato o sono riusciti a ribellarsi come nei casi emblematici del Messico, del Perù e degli altri paesi dell’America Latina. Per quanto riguarda Taranto ritengo che raggiungere attraverso la rivoluzione il riscatto sociale, politico e umano sia un traguardo ancora un po’ troppo lontano da raggiungere. Ricordo un episodio di quando lavoravo col regista settentrionale Daniele Gaglianone per le riprese del film “Ruggine”. A fine film mi chiese: “Sciamano da noi la crisi al Nord si fa sentire e comincia ad essere un dramma. Si perdono i posti di lavoro, la gente non arriva a fine mese ed è sempre più in condizioni di precarietà. Da voi invece?” Ed io risposi: “La nostra gente e’abituata all’arte di arrangiarsi da sempre”. Notai che la crisi che oggi è scoppiata nel suo massimo grado ci faceva ritrovare tutti sulla stessa barca, almeno al Sud. Al Nord esiste ma è sicuramente inferiore rispetto a noi e allora conclusi dicendo “Signor regista se le fa piacere saperlo qui al Sud sono secoli che siamo in crisi e sottomessi. Voi vi dovete ancora abituare”. Il regista mi guardava in silenzio, poi mi disse: “Facciamo un film insieme in bianco e nero. Il copione me lo hai appena scritturato”.

Credi che la musica possa salvarci?

La musica è un bene del popolo. Solo il popolo può autosalvarsi, ma sicuramente la musica contribuisce. Non c’è popolo senza musica e non c’è musica senza popolo.

Parlaci del nuovo album “Aria pesante” e del motivo per il quale hai scelto di restare con un’etichetta indipendente.

Il nuovo album “Aria pesante” non nasce dall’oggi al domani. E’ semplicemente una naturale continuazione dei primi tre lavori. E’ come quando tu cominci un discorso complesso in cui decidi di spiegare tanti argomenti e chiaramente è impossibile esaurirlo in soli cinque minuti. Sento sempre il bisogno di capire cose nuove e poi di spiegare e gridare le mie idee. Un duro ma soddisfacente lavoro quello che stiamo effettuando presso lo studio di registrazione Liquide note di Vincenzo De Lucia, ottimo produttore con cui sono entrato subito in sintonia. Le basi del dj Brusca sposano in pieno i miei pensieri in quanto sono una carica esplosiva che non vi deluderà. Nel nuovo disco troverete i due rap militanti “Cuba cabal” nella traccia “Pescaresi” e Acero Moretti, milanese di Rozzano nel brano “Acciaio inox 18/10”. E ancora ci sarà l’intervento del rapper tarantino Mr Blanco nel brano “Controinformazione”. I cori dell’immancabile Viviana Fonzino e la voce del piccolo Francesco Aversa ovvero mia sorella e mio nipote potrete ascoltarli nel brano “Triangle” e di conseguenza assistere al primo approccio musicale del bambino di soli tre anni che ha già cominciato a suonare diversi strumenti. La copertina sara’ curata interamente da Fabrizio Esposito. Non sono legato a nessuna etichetta musicale per principio, anche se ammetto che è molto complicato far uscire un disco senza avere nessuno che ti aiuti. Ma anche questa volta ce l’abbiamo fatta. Comunque nascendo con il rock non vi nascondo che ho gia’ scritte 10 tracce di puro rock, ma questa è un’altra storia che magai riaffronteremo in futuro.

Saluta i lettori di identità insorgenti nel tuo stile

“Io sarò libero se potrò contar su di te, insieme morire fino a vincere”… Un saluto a tutti da Sciamano.

Stefania Galluzzo

Un articolo di Eugenia Conti pubblicato il 7 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 7 Settembre 2015

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