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NAPOLI EST

Aria irrespirabile per incendi e rifiuti: Barra e San Giovanni si ribellano tra striscioni e presidi

Ambiente, Periferie | 23 Ottobre 2019

Non bastavano gli incendi appiccati nell’area abbandonata tra via Emanuele Gianturco e via Caramanico che hanno reso l’aria irrespirabile tanto di giorno quanto di notte nell’area di Napoli Est già da un paio di settimane.

Miasmi nauseabondi ormai si sprigionano dai cumuli di rifiuti accatastati anche nella discarica temporanea della limitrofa via Brecce identificata come sito stoccaggio rifiuti nel corso della manutenzione programmata all’inceneritore di Acerra ultimata lo scorso 5 ottobre. Tre giorni fa lo stesso governatore Campano, Vincenzo De Luca, lo ha confermato con un post su fb: “I lavori di manutenzione programmata del termovalorizzatore di Acerra sono terminati. L’impianto è operativo con qualche giorno di anticipo rispetto al previsto. Ma questo non l’avete trovate scritto e riportato da nessuna parte”.

E allora perché a via Brecce si continua a sversare? Perché quello che doveva essere un deposito temporaneo di rifiuti a parte diventare una discarica a cielo aperto maleodorante e pericolosa per la salute dei cittadini, non chiude? Anzitutto va detto che era previsto (ma non erano previsti il puzzo e l’aria irrespirabile purtroppo): secondo la delibera comunale di luglio scorso firmata dal sindaco de Magistris, si prevedeva un utilizzo della discarica di via Brecce fino al 31 dicembre. Dunque la discarica provvisoria resterà in piedi fino ad allora. Anche se Acerra ha riacceso l’inceneritore. E anche se sta appestando e avvelenando l’aria degli scamazzati cittadini di Napoli Est. Almeno fino a contrordine (che ci aspettiamo, ovviamente!).

Da ieri gli abitanti di via Brecce hanno dunque deciso di iniziare una protesta fuori la discarica, dove è comparso anche uno striscione: “C’è chi discarica la sua onestà avvelenando la propria città”.

Oggi continueranno il presidio permanente. Due giorni fa l’assessore comunale all’Ambiente Raffaele Del Giudice ha deciso di intervenire: “Entro venti giorni quella piattaforma sarà azzerata. Si è trattato di una soluzione temporanea adottata in vista della chiusura del termovalorizzatore di Acerra e così sarà”.

Circola la voce, non confermata, invece, che si vuole trasformare quella di via Brecce in discarica definitiva. Ma i cittadini già così sono allo stremo. E invocano l’intervento del ministro dell’ambiente Sergio Costa.

In attesa di risposte istituzionali serie, intanto, preparano azioni clamorose.

Lucilla Parlato

A seguire il live di Alberto Guarino ieri sera dal presidio, dove oggi torneremo.

 

 

 

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 23 Ottobre 2019 e modificato l'ultima volta il 23 Ottobre 2019

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