lunedì 14 ottobre 2019
Logo Identità Insorgenti

IL COMUNICATO

Napoli-Genoa, gli Ultras azzurri rompono il gemellaggio: cala il sipario sull’amicizia più longeva del calcio italiano

Sport | 9 Aprile 2019

Si trattava del gemellaggio più lungo e longevo della storia del calcio italiano. Trentasette anni dopo, il legame di amicizia tra le tifoserie di Napoli e Genoa giunge al termine. E lo fa proprio all’indomani della sfida di campionato tra le due squadre, andata in scena domenica sera al San Paolo.

Il comunicato

A far trapelare la notizia sono stati gli Ultras partenopei della Curva A e della Curva B attraverso un comunicato redatto a sigle unite. Una prima versione, circolata nella serata di ieri, aveva letteralmente spopolato sui social network, prima di essere disconosciuta dalle due Curve all’interno di una seconda versione che trovate integralmente alla fine dell’articolo.

“Affidiamo a questo comunicato la volontà di interrompere il rapporto di amicizia che ci ha visti legati al popolo genoano per circa 40 anni, ribadendo che questo è l’unico modo di comunicare universalmente riconosciuto nel nostro mondo e rappresenta, insindacabilmente, la sola voce delle nostre gradinate, prendendo in modo irrevocabile le distanze da precedenti comunicati o dichiarazioni virtuali di singoli che non rappresenteranno mai il nostro pensiero.

40 anni non si cancellano con un colpo di spugna ma, consapevoli delle reciproche manchevolezze, in ultima la scelta di esporre striscioni per nemici deceduti ma che tuttavia stavano tendendo un vile agguato (mal riuscito) a dei loro gemellati”

L’esplicito riferimento è allo striscione che i tifosi del Genoa hanno esposto mercoledì sera, a Marassi, per ricordare e omaggiare Daniele Belardinelli, ultras del Varese morto durante l’assalto perpetuato lo scorso 26 dicembre ai tifosi del Napoli poche ore prima della gara di San Siro contro l’Inter.

La decisione – si legge nel comunicato – riguarda esclusivamente i rapporti tra le due tifoserie organizzate, senza con ciò ricadere o incidere sui singoli e personali legami di amicizia che un gemellaggio così lungo, nel tempo, ha inevitabilmente portato a costruire e rinforzare.

Alle origini della rottura

Può essere bastato un solo striscione, per quanto compromettente, per porre fine al gemellaggio tra Napoli e Genoa?

Ovviamente no. La gara d’andata in Liguria dello scorso novembre, ad esempio, fu caratterizzata da un’insolita indifferenza, tradottasi nella totale assenza del benché minimo omaggio ad un legame e ad un’amicizia così lunga e duratura. La stessa gelida atmosfera si è respirata domenica sera, a Fuorigrotta: nessun giro di bandiere, nessun coro dedicato al “fratello genoano” o a quello “napoletano” da parte di una delle due tifoserie.

Sintomi e dimostrazioni concrete di un rapporto giunto al capolinea, ma gradualmente affievolitosi nel corso degli anni. Non bisogna andare troppo lontano per scovarne i motivi che, come quasi sempre accade, risiedono negli incroci di amicizie stretti con tifoserie terze e considerati “pericolosi” e incoerenti.

Abbiamo citato l’omaggio riservato meno di una settimana fa dalla curva rossoblu al Balardinelli. Le cause del divorzio tra le tifoserie di Napoli e Genoa, però, sono da ricercare anche nella crescente amicizia tra i supporter del Grifone e quelli dell’Udinese, rivali storici del tifo organizzato partenopeo e, soprattutto, molto vicini ai movimenti Ultras della Roma, i cui rapporti con le sigle azzurre è a dir poco pessimo dopo l’agguato mortale del 3 maggio 2014, nella Capitale, in cui perse la vita il povero Ciro Esposito.

C’eravamo tanto amati

Iniziò tutto trentasette anni fa, nel 1982, con quel goffo rinvio di Luciano Castellini da cui nacque il calcio d’angolo che portò al pareggio del Genoa al San Paolo. I tifosi azzurri sugli spalti esultarono insieme a quelli rossoblu, festeggiando con loro la salvezza della squadra ligure e la conseguente retrocessione in cadetteria dell’odiato Milan.

Alla freddezza e al distacco intervenuti negli ultimi anni, ha fatto però da contrappeso un rapporto costantemente forte, vivo e acceso, la cui istantanea più bella e rappresentativa risiede senz’altro nella promozione “a braccetto” in Serie A conquistata dai due club, a Genova, il 10 giugno 2007.

La battaglia in campo, le occasioni da gol da una parte e dall’altra. Poi il boato del pubblico sugli spalti alla notizia del pareggio della Triestina sul campo del Piacenza e quegli interminabili minuti finali trascorsi con l’orecchio attaccato alle radioline in attesa di quel fischio finale che avrebbe spedito in Paradiso il Grifone e il Ciuccio dopo, rispettivamente, dodici e sei anni di Purgatorio tra Serie B e Serie C.

Il rettangolo di gioco del “Ferraris” si ritrovò invaso di tifosi azzurri e genoani. Vessilli, sciarpe e bandiere del Napoli e del Genoa invasero il capoluogo ligure, in una festa collettiva tra le più pazze e colorate che il calcio italiano abbia memoria negli ultimi anni.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 9 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 9 Aprile 2019

Articoli correlati

Sport | 6 Ottobre 2019

NAPOLI AL BIVIO

Azzurri spenti e impalpabili: nella Torino granata non si va oltre uno scialbo 0-0

Sport | 4 Ottobre 2019

FUOCO AMICO

Napoli contro Ancelotti: l’autolesionismo della piazza ha trovato il suo eco nella stampa nazionale

Sport | 2 Ottobre 2019

CHAMPIONS LEAGUE

Napoli brutto e sciupone: in Belgio, gli Azzurri non vanno oltre lo 0-0 contro il Genk

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi