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NAPOLI GOTICA

Sabato la visita guidata di Locus Iste nei sotterranei di San Martino

Beni Culturali, NapoliCapitale | 15 Ottobre 2015

sotterranei gotici di san martino

“Degne della grandiosità di Roma imperiale”. In questo modo l’illustre studioso Vittorio Spinazzola nel lontano 1901 descrive le altissime arcate che sostengono la mole della Certosa di San Martino, i cosiddetti Sotterranei Gotici. Era affascinato dall’ingegnosità dell’architetto e scultore senese Tino di Camaino che nel pieno del Medioevo creò la virtuosistica opera: una successione suggestiva di arcate snelle e elegantissime, eppure poderose e sicure, perché da sole sorreggono il terrapieno su cui poggia il bellissimo Chiostro Grande della Certosa di San Martino.

La notizia della apertura dei Sotterranei Gotici nel gennaio 2015 ha suscitato aspettative e curiosità in turisti e cittadini napoletani che non avevano più potuto avere la possibilità di accedervi dal terremoto del 1980, a seguito del quale fu necessario mettere in sicurezza gli ambienti di fondazione del monastero e procedere ad un recupero architettonico che terminò solo sei anni più tardi.

A distanza di quasi trent’anni possiamo dunque tornare ad ammirare, per un periodo limitato, non solo la struttura architettonica angioina, di indubbio fascino e suggestione, ma anche la collezione di sculture e di epigrafi che vi è stata allestita.

A scorrere velocemente le epigrafi, provenienti dalle diverse soppressioni e poi dalle demolizioni avvenute nel periodo del Risanamento, ci accorgiamo di essere davanti a una vera e propria  storia della città in frammenti da leggere nelle pietre. Pensiamo solo al Bassorilievo della Morte proveniente dalla chiesa di San Pietro Martire, testimonianza della “lingua volgare viva” della Napoli del tardo Trecento, nonché esempio rarissimo di danza macabra medievale, in altri termini del tema del Trionfo della Morte.

Lungo le pareti delle altissime gallerie possiamo leggere bandi, avvisi pubblici e divieti sotto forma di epigrafi urbane, scolpite a eterno monito per la cittadinanza dall’autorità pubblica, spesso abbandonando il latino e ricorrendo alla lingua italiana per sincerarsi della loro immediata comprensione da parte del popolo partenopeo.

A questo aggiungiamo la collezione delle sculture dal medioevo al Settecento che annovera tra i suoi esemplari, solo per citarne alcuni, la scultura originale della Sirena della Fontana della Spinacorona meglio conosciuta come Fontana delle Zizze, la cui copia, nei pressi di Corso Umberto a ridosso dell’omonima chiesa, è stata oggetto di un recente restauro inaugurato lo scorso luglio; o anche l’Allegoria Velata di Angelo Viva, esemplare di una serie di “velate” eseguite alla maniera di Giuseppe Sammartino a seguito della notorietà del suo capolavoro il Cristo Velato alla Cappella Sansevero.

Nei Sotterranei gotici sono custodite storie nascoste e a volte stranamente intrecciate fra loro, tutte  da scoprire, esse  ci restituiscono l’immagine di una vita quotidiana, popolana e aristocratica, laica e religiosa, un racconto che l’Associazione locus iste LUOGHI e MEMORIA riserva ai suoi soci ed amici sabato 17 ottobre alle ore 10.00 con appuntamento in Piazzale San Martino, previa prenotazione dato il numero limitato di posti a disposizione.

Info e prenotazioni: 3472374210 Associazione locus iste LUOGHI e MEMORIA

 

Pamela Palomba

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 15 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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