venerdì 23 agosto 2019
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NAPOLI IN PIAZZA

Il no alla camorra della gente del Vasto: in strada soprattutto loro (e istituzioni defilate)

Attualità, Battaglie | 5 Maggio 2019

Alla fine Luigi de Magistris non c’era al presidio anticamorra convocato questa mattina – pare in realtà che non fosse mai previsto il suo arrivo – da Un popolo in cammino (in prima fila c’era padre Zanotelli a rimarcarlo).

C’era però la gente del Vasto, il Comitato che da tempo combatte per la vivibilità del quartiere. Ed è stato il quartiere, principalmente, ad animare il corteo di questa mattina contro la camorra, mentre al Santobono una bambina di 3 anni – ferità in questa stessa piazza Nazionale 2 giorni fa – sta lottando con la morte. Questo corteo era anche per lei e la sua famiglia. Senza dubbio.

In questa piazza, defilato, c’è anche qualcuno delle istituzioni: contestata Alessandra Clemente, che per la verità si è tenuta in secondo piano e ignorato il vicesindaco Panini che la gente di Napoli non conosce nemmeno –  da Salvini a De Magistris, dalla contestazione – per la verità – non si è salvato nessuno: perché la gente delle periferie si sente abbandonata dallo Stato. E non solo al Vasto.

Ieri per provocazione, ma nemmeno troppo, avevamo sottolineato che il problema della faida di camorra in questo momento riguarda San Giovanni a Teduccio e dunque che la manifestazione forse era lì che si sarebbe dovuta fare, lì dove qualche settimana fa un nonno – affiliato – è stato ucciso davanti al nipote, un bambino.

A conferma che ogni periferia di questa città vive un’emergenza uguale e diversa. E che la camorra agisce a tutti i livelli e in tutti i quartieri.

Circa un migliaio dunque i napoletani in piazza. E i movimenti politici  – alcuni dei quali, inopportunamente, avevano pubblicizzato l’evento con il proprio logo – hanno deciso alla fine di non alzare ridicole bandiere, come temevamo. In prima fila c’è solo Ivo Poggiani, presidente della III, uomo di lotta e di governo in piena coerenza con le sue dichiarate contraddizioni.

Una manifestazione dove si è sfogata soprattutto la rabbia della cittadinanza,  lo sconforto nel sentirsi abbandonati a tutti i livelli. Dove la gente del Vasto ha protestato con il comune e con il governo, criticando fortemente anche il Salvini degli annunci a vuoto. Due soggetti  – il sindaco e il ministro – che si combattono a suon di propaganda sui migranti. Come se quello fosse il problema principale dei nostri territori. Se c’è il Comitato Vasto qui, stamattina, vuol dire che quel territorio sente anche altre emergenze. E le risposte sono dovute: a tutti i livelli.

E così questa rabbia ha tenuto dunque lontani dalla prima fila altri politici, tutti defilati, tutti più o meno silenti: anche se a Elena Coccia e Gennaro Migliore (che non sappiamo se sta ancora nel pd, ma poco conta) agguantano lo striscione.

Un corteo che visto sfilare in testa soprattutto le vittime innocenti di camorra, la mamma di Arturo – il ragazzo accoltellato l’anno scorso a via Foria – e altri parenti di persone morte per pallottole vacanti dirette ad altri: storie che si ripetono, sulla nostra terra, da troppi anni, da troppe generazioni, come questi volti raccontano…  

Silenti anche molti grillini attivisti, non eletti, e senza bandiere. 

Questo il corteo di oggi in un quartiere non militante, non impegnato – nonostante gli sforzi del Comitato nato in questi anni – che però stavolta ha voluto scendere in piazza per manifestare la propria rabbia: contro lo Stato e contro la camorra. 

E per noi il simbolo di tutto questo è Antonio, un ragazzo figlio di camorrista pentito che si è diplomato, parla benissimo – e che potete sentire ai nostri microfoni – che ora ha un bb a Chiaia. Ecco: lui vuole andare via da Napoli. Invece, e lo diciamo alle istituzioni defilate anzitutto, è proprio lui il modello che serve ai nostri territori.

 

Qui i nostri live dalla piazza.

 


Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 5 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 5 Maggio 2019

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