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NAPOLI IS NOT (LIKE) ITALY

I tifosi azzurri a Genova inviano aiuti agli sfollati del ponte Morandi. E al Marassi, come gli interisti a Bologna, intonano i soliti cori

Sport | 3 Settembre 2018

Il parcheggio del settore ospiti dello Stadio “Luigi Ferraris” di Genova è stato teatro, ieri sera, di una splendida iniziativa di solidarietà. Nel pre-gara di Sampdoria-Napoli, un nutrito gruppo di sostenitori azzurri del Napoli Club Bologna ha consegnato, nelle mani della Protezione Civile, dei pacchi di materiale contenenti beni di prima necessità e destinati agli sfollati del capoluogo ligure colpiti, poche settimane fa, dal tragico crollo del ponte Morandi.

L’appello era stato lanciato nei giorni scorsi attraverso la pagina Facebook del fan club partenopeo che, messosi in contatto con l’ufficio Coordinamento Volontariato del Comune di Genova, ha avviato la raccolta di tutto quanto potesse rivelarsi concretamente utile per aiutare le sfortunate famiglie genovesi. Il grande cuore di Napoli e dei Napoletani si è così messo prontamente all’opera, raccogliendo in poco tempo ingenti quantitativi di lenzuola, asciugamani, coperte, tovaglie, abbigliamento (soprattutto autunnale), accessori per la casa, materiale scolastico e mobilio vario.

Il tutto, come sopra accennato, è stato poi puntualmente e concretamente messo a disposizione della Protezione Civile poco prima della partita, lontano dai fotografi e dalle telecamere dei giornalisti. La notizia, inizialmente diffusa attraverso il proprio account Twitter dal giornalista e presidente onorario del Club Sandro Ruotolo, ha trovato ampio risalto sulle testate locali e regionali campane, mentre la sola emittente satellitare Sky Sport ha dato spazio, a livello nazionale, al lodevole gesto dei tifosi del Napoli.

Peccato che, a pochi scampoli di minuti dal fischio d’inizio del match, dagli spalti di Marassi siano piovuti i soliti cori offensivi nei confronti di Partenope e della sua gente. Dal più classico ed elementare “Napoli Vaffa…” all’iconico e immancabile incitamento al Vesuvio, stavolta un po’ più sibillino e meno intenso rispetto a quanto documentato lo scorso maggio, in occasione dell’ultimo precedente a Genova tra le due squadre.

Nonostante un lutto nel cuore ancora vivo e ardentemente profondo, da cui il nostro stesso giornale è stato tristemente colpito, anche stavolta la consueta nota di squallore in salsa italiana non è mancata, macchiando inesorabilmente un’atmosfera che, almeno alla vigilia, sembrava e ci si augurava potesse essere (del tutto) diversa. E che fa il pari con il “Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta”, ascoltato durante Bologna-Inter e intonato sabato pomeriggio dai tifosi nerazzurri nel settore ospiti.

Di fronte all’ennesima dimostrazione di intolleranza e discriminazione verso la nostra Terra, perlopiù incastonata in un contesto di tristezza e commemorazione come quello della Genova di ieri sera, ci son tornate in mente le parole pronunciate trent’anni fa da un omino riccioluto che, col pallone tra i piedi, dispensava sogni e magie.

“Napoli is not Italy”.

“Napoli – aggiungiamo noi – is not (like) Italy”.

Quanta tristezza e, al tempo stesso, quanta immutata verità.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 3 Settembre 2018 e modificato l'ultima volta il 3 Settembre 2018

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