mercoledì 20 novembre 2019
Logo Identità Insorgenti

VERSO NAPOLI-JUVENTUS

L’attesa sta per finire: numeri e presentazione di una sfida di interesse planetario

Sport | 1 Dicembre 2017

Al termine di una lunga e intensa settimana di attesa, Napoli e Juventus si ritroveranno finalmente faccia a faccia questa sera sul terreno di gioco dello stadio “San Paolo”. La partita più chiacchierata tra le squadre più discusse del momento: da un lato il Napoli e le sue ambizioni di gloria ampiamente giustificate e motivate da un rendimento mai registrato prima d’ora nelle prime quattordici giornate del campionato di Serie A; dall’altro la pluri-titolata Juventus, regina incontrastata del calcio italiano nell’ultimo lustro che approccia al match di Fuorigrotta senza godere, come mai realmente accaduto prima d’ora, dei favori del pronostico.

Merito degli Azzurri di Sarri, abili nell’abbinare la giusta dose di sicurezza, consapevolezza e cinismo al già consolidato ingranaggio tecnico-tattico, o demerito della Vecchia Signora guidata da Allegri apparsa fin troppo scricchiolante, appagata dai recenti successi e alla ricerca di una nuova e precisa identità?

La verità, come spesso accade in questi casi, sta esattamente nel mezzo: il ruolino di marcia dei partenopei presenta una perfetta e coerente continuità di performance con la seconda metà della scorsa stagione, da cui il Napoli ha inanellato ben 26 risultati utili consecutivi (record nella storia del club), frutto di 22 vittorie e soli 4 pareggi. Si tratta di una serie tutt’ora aperta, che vede gli Azzurri imbattutti in Serie A dalla sconfitta casalinga con l’Atalanta (0-2) dello scorso 25 febbraio 2017. Numeri da capogiro, che certificano e testimoniano perentoriamente lo straordinario salto di qualità compiuto dalla squadra di Maurizio Sarri.

E la Juventus? La squadra schiacciasassi che – non senza polemiche, vista l’avversione del mondo bianconero all’introduzione del VAR – ha dominato gli ultimi sei campionati italiani, giocando anche due finali di Champions League negli ultimi tre anni, sta davvero conoscendo un momento di regressione e di downgrade che potrebbe coincidere con la definitiva abdicazione al trono di Campione d’Italia?

I numeri, a dirla tutta, non la pensano esattamente così. Ci spieghiamo meglio: rispetto alla scorsa stagione, la Juventus ha addirittura migliorato di un punto (33:34) il proprio bottino nelle prime quattordici partite del torneo. Ergo, nonostante un Bonucci e un Dani Alves in meno e con un investimento complessivo di oltre 100 milioni per gli acquisti dei soli Bernardeschi, Douglas Costa e Matuidi, i bianconeri sono comunque riusciti a far meglio della propria versione 2016/17.

Tutto ciò, però, è semplicemente e meravigliosamente coperto dal Napoli, che all’estetismo del proprio manifesto calcistico – elogiato e celebrato ovunque – ha imparato a combinare pragmatismo e praticità tali da renderlo una seria concorrente della Juventus per la vittoria del titolo nazionale. Al di là dell’attuale gap in classifica, è la forza degli Azzurri ad essere percepita e avvertita come superiore alla già nota onda d’urto bianconera. E il match di questa sera saprà senza alcun dubbio fornirci ulteriori e importanti risposte in merito.

Tutti ne parlano. Tutti la aspettano.

Oltre alla rivalità di carattere culturale, sociale e finanche storica che accompagna e fa da sfondo, da sempre, alle partite tra il Napoli e la Juventus, sono soprattutto gli ingredienti e gli elementi sopra elencati a rendere il match del “San Paolo” una sfida di interesse e fascino decisamente planetario. Sull’arena di Fuorigrotta, che questa sera si presenterà in versione tutto esaurito, saranno proiettate le telecamere e i riflettori di emittenti televisive nazionali e internazionali provenienti da oltre 200 paesi.

Uno spettacolo nello spettacolo, alla cui vigilia hanno dedicato spazio e attenzione tutti i principali organi di informazione sportiva al Mondo. Stamattina, ad esempio, il quotidiano francese L’Equipe ha dedicato un’ampia anteprima alla gara soffermandosi proprio sui differenti ruoli con cui Napoli e Juventus si avvicinano al fischio d’inizio del match. Da una parte la miglior difesa, quella del Napoli, e dall’altra il miglior attacco, quello della Juventus. Una netta inversione di tendenza rispetto al menù e alla degustazione pre-gara degli scorsi anni, che è al tempo stesso causa ed effetto delle maggiori certezze che hanno caratterizzato l’avvio di stagione degli Azzurri e le insolite defaillance del cammino bianconero.

La partita di questa sera può simbolicamente fungere da passpartout per la gloria per il Napoli di Sarri? Se lo son chiesti anche Oltreoceano, dove Bleacher Report – nota piattaforma mediatica sportiva statunitense – ha elogiato la grande bellezza azzurra, individuando nella sua qualità e nella costante progressività del suo sviluppo le maggiori insidie per lo strapotere della Juventus.

Progressività che fa rima con progettualità, alla cui base porvi idee valide e proattive. E’ stato questo il filone cavalcato invece da Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan e CT della Nazionale nonché grande ammiratore ed estimatore del Napoli Sarriano, che ha inquadrato il leitmotiv della gara – su La Gazzetta dello Sport, prima, e su La Stampa di Torino, poi – nella contrapposizione finanche ideologica che prescinde da tradizioni calcistiche e storie economiche diverse, fino a giungere e contaminare le rispettive proposte di gioco.

Parola al campo

Napoli-Juventus è tutto questo. E in campo – al cui giudizio supremo e insindacabile riponiamo le nostre ansie, le nostre aspettative e le conseguenti angoscie – sarà probabilmente molto di più. Su quel rettangolo verde ci sarà anche Gonzalo Higuain, in versione ‘Lazzaro’ dopo la scontata assenza certificata lunedì e la miracolosa riapparizione nell’elenco dei convocati bianconeri di ieri pomeriggio. Un po’ come accaduto a Juan Cuadrado, in fin dei vita nei corridoi di Vinovo prima di tornare “abile e arruolabile” in vista della battaglia partenopea di questa sera.

Chi non ci sarà è Mario Mandzukic, cui ieri infilitrati dei servizi segreti napoletani avranno sicuramente somministrato una qualche strana sostanza nel caffé servitogli a colazione. Una pre-tattica, quella di Allegri, che ai più grandi avrà sicuramente ricordato le strategie mediatico-comunicative che le squadre adottavano negli anni ’80. Evidentemente – parafrasando lo stesso tecnico bianconero – siamo così “bravini” da meritarci simili attenzioni.

Adesso però mettiamoci comodi: Napoli-Juventus sta per iniziare…

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 1 Dicembre 2017 e modificato l'ultima volta il 1 Dicembre 2017

Articoli correlati

Sport | 5 Novembre 2019

CHAMPIONS LEAGUE

Napoli sprecone, col Salisburgo al San Paolo è solo 1-1

Razzismo | 4 Novembre 2019

CALCIO E RAZZISMO

Verona nega tutto, Giugliano ci mette la faccia

Sport | 2 Novembre 2019

LA PROTESTA

L’Associazione Napoli Club nel Mondo: “Niente partita, sabato restiamo chiusi”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi