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Napoli, la storia sotto i nostri piedi

News | 9 Novembre 2016

img_8141Napoli è una città da vivere in ogni suo aspetto, ricca di fascino e di bellezze che lasciano senza fiato. Alcune però non sono così facilmente raggiungibili camminando per la città, certe meraviglie infatti si trovano proprio sotto i nostri piedi, e in qualche caso sono lì da millenni. La città di Napoli lungo il suo sottosuolo presenta un patrimonio di cimiteri, grotte e cunicoli sotterranei ricchi di storia, che fanno riscoprire la città da una prospettiva diversa e che da sempre ammalia turisti e studiosi di tutto il mondo.

Non solo lo spettrale ma affascinante Cimitero delle Fontanelle, e le Catacombe di San Gennaro, patrono della città, il substrato urbano presenta anche uno storico e labirintico acquedotto greco-romano, la Napoli Sotterranea di piazza San Gaetano, che fino a pochi secoli fa forniva ancora d’acqua i cittadini napoletani, e che durante la seconda guerra mondiale fu riutilizzato come riparo per i bombardamenti aerei. È proprio sotto quei cunicoli che nasce il mito del “munaciello” (storica leggenda napoletana) e la figura del pozzaro ad esso legata. A pochi passi sorgono gli scavi archeologi di San Lorenzo Maggiore, che negli anni settanta svelarono al mondo ciò che restava del mercato della Neapolis greco-romana.

Spostandoci dal centro e andando verso Piazza Plebiscito troviamo invece il celebre Tunnel Borbonico, un raccordo sotterraneo lungo quasi mezzo chilometro che dalla piazza porta al mare attraverso il Chiatamone, realizzato intorno alla metà dell’ottocento come via di fuga per i nobili ospitati nel Palazzo Reale. Un tunnel che fu anch’esso usato come riparo dai bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale, come la gran parte delle cavità sotterranee di Napoli.

Ritornando al Borgo Vergini – Sanità – una delle zone più popolose e interessanti di Napoli -, ci ritroviamo a passeggiare in un quartiere destinato sin dall’epoca greco-romana a luogo di sepoltura della città, tanto che la valle posta a ridosso delle falde di Capodimonte fu chiamata “Sanità” perché ritenuta incontaminata e salutare. Sono molte le catacombe presenti nel quartiere, ma non tutte sono state riportate alla luce: le più note sono quelle di San Gennaro, San Gaudioso e San Severo; oltre alla Necropoli Ellenistica di Neapolis, un’eccezionale testimonianza dell’idrologia funeraria della Napoli greca, un complesso di ipogei intagliati nella collina di Capodimonte e attualmente sommersi da 8-12 metri di materiale alluvionale.

Oggi è ancora possibile visitare e ripercorrere quei cunicoli che attraversano non solo i luoghi delle nostra città, ma anche il suo tempo.

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 9 Novembre 2016 e modificato l'ultima volta il 9 Novembre 2016

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