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Napoli. Laurea honoris causa della Federico II a Totò

News | 29 Marzo 2017

In occasione del cinquantesimo anniversario dalla morte, l’università Federico II di Napoli ha deciso di conferire una laurea honoris causa alla memoria in Disciplina della Musica e dello Spettacolo al principe Antonio De Curtis, in arte Totò

Difficile omaggiare uno dei maggiori artisti comici italiani del Novecento, simbolo di un’intera città. Eppure qualcosa di interessante sembra se lo siano inventati all’università Federico II di Napoli, dove il 5 aprile,  alle ore 12, nell’Aula Magna di uno dei più antichi atenei del mondo, verrà assegnata una laurea in Disciplina della Musica e dello Spettacolo in memoria di Totò.

Sembra che a proporre la brillante iniziativa sia stato Renzo Arbore, il quale trasmetterà l’evento in una serata speciale su Raidue, in onda il 15 aprile, dedicato all’unico, incommensurabile principe della risata. Ma non solo: il noto presentatore, foggiano di nascita ma napoletano d’adozione, dedicherà in quella giornata storica una particolare “Laudatio” nei confronti del defunto attore.

Nel descrivere le motivazioni di questo lodevole riconoscimento, inoltre, egli ha dichiarato: “Una laurea alla memoria per aver incarnato e portato sullo schermo tutte le ‘articolazioni’ dello spettacolo: dalla mimica alla comica, che gli riuscivano particolarmente spontanee, a quella teatrale e cinematografica, acquisite da una lunga esperienza personale che Totò ha vissuto e saputo catturare. Una cultura che rispecchia anche una napoletanità nobile che, nella sua carriera artistica e sociale, ha sempre rappresentato naturalmente”.

Dello stesso avviso il rettore dell’università partenopea Arturo De Vivo che, tra i tanti meriti, sottolinea: “Il contributo di Toto’, forse piu’ decisivo, e’ pero’ stato quello offerto alla storia e alla coscienza linguistica italiana. La memorabile creativita’ linguistica di Toto’ ha infatti consegnato all’italiano neologismi fortunati (si ricordino le “pinzillacchere”), esilaranti giochi linguistici, stranianti motti di spirito, alterazioni e deformazioni lessicali capaci di corrosive parodie dei piu’ triti luoghi comuni.

Una magistrale e fortunata lezione di acrobazie verbali e fisiche, di sapiente possesso dello spazio scenico, di travolgenti, quasi surrealistiche, esibizioni comiche, ma anche di commovente, penetrante, tragica umanita’ consegnata ad alcuni film tra piu’ preziosi della cinematografia italiana, come Guardie e ladri di Steno e Monicelli, Napoli milionaria di Eduardo, I soliti ignoti di Mario Monicelli, L’oro di Napoli di Vittorio De Sica, Uccellacci e uccellini di Pierpaolo Pasolini”.

Non ci resta che attendere una data da ricordare a lungo, in cui idealmente tutta Napoli abbraccerà ancora una volta uno dei suoi figli migliori..

Un articolo di Antonio Barnabà pubblicato il 29 Marzo 2017 e modificato l'ultima volta il 29 Marzo 2017

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