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NAPOLI NEL MONDO

Oxford pazza di Pompei: prorogata al 2020 la mostra al museo universitario

Eventi, Mondo | 11 Ottobre 2019

Al Museo d’Arte e archeologia dell’Università di Oxford obbligano alla prenotazione. “The Last Supper in Pompei”, la mostra formata da oltre 300 reperti archeologici delle nostre terre, aperta nel luglio scorso, è stata un successo senza precedenti. E così la direzione l’ha prorogata di altri mesi: fino al gennaio 2020.

I numeri, che ci ha fornito l’ufficio stampa del museo oxfordiano, parlano chiaro: Oxford è pazza di Pompei. Tra il 24 luglio e il 1 settembre, in pratica poco più di un mese, il museo ha avuto 21000 visitatori in più, anche se la mostra ha avuto molto più successo tra gli adulti che tra i bambini e i ragazzi. Solo 3000 persone tra queste decine di migliaia avevano meno di 18 anni.

 

Sono esposti nell’Ashmolean Museum fondato nel 1683 e situato all’interno dell’ università di Oxford oltre 300 reperti archeologici che fino provenienti per il 90 per cento dal Mann, il Museo Archeologico di Napoli. Ma qualche reperto arriva anche dal British Museum, dal Museo Archeologico di Londra e da collezioni private, .

Questi reperti possono essere considerati straordinari nella loro normalità in quanto possono offrire uno spaccato sulla vita quotidiana degli antichi abitanti di Pompei. Fra quelli in mostra si trovano sia cibi carbonizzati che anfore e statue, tra cui la Donna in Resina, un calco di una donna che, anche da un esame dei preziosi gioielli che indossava, secondo gli studiosi potrebbe essere la proprietaria della villa di Oplontis a Torre Annunziata.

I cibi che sono stati preservati dalla cenere sono ancora riconoscibili e ci raccontano di come già millenni fa la dieta mediterranea era invidiata nel mondo per la sua varietà e salubrità. Tra i cibi sottratti all’avanzare del tempo vi sono vini, oli, pane, frutta e verdura e persino conigli, che erano stati importati in Italia dall’Inghilterra attraverso le esplorazioni marittime romane.

Anche se solo per poche ore e per poco più di 10 £, gli ossonesi (abitanti di Oxford) e i turisti hanno adorato questa mostra e si sono lanciati in questo tuffo nel passato  osservando la grande varietà di questi ritrovamenti e immaginando gli antichi che, ancora ignari di quello che di lì a poco sarebbe accaduto, conducevano le loro vite quotidiane tra case, mercati, monumenti e templi.

Il museo ha organizzato, tramite il dipartimento dell’apprendimento, varie attività familiari ispirate all’esibizione chiamate “Roman Holiday” o vacanze romane durante tutta l’estate. Queste hanno riscosso più successo tra i giovani che hanno avuto l’occasione di rivivere un tempo più semplice.  E inoltre è stata messa in palio una visita nel nostro sud: una vacanza di 7 notti in Campania per 2 persone, incluso un tour guidato di Pompei

Marco Borrelli

 

 

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 11 Ottobre 2019 e modificato l'ultima volta il 11 Ottobre 2019

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