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NAPOLI PAGA SEMPRE

Niente daspo e niente chiusura. Non è il San Paolo. E’ l’Olimpico

Identità, NapoliCapitale, Sport | 13 Maggio 2014

giampaolo tosel

Ora è davvero troppo, il giudice sportivo Tosel, stavolta, ha realizzato un capolavoro come pochi sarebbero stati in grado di fare… ma, evidentemente, Napoli ispira questo e altro. Leggete, leggete coi vostri occhi: ‘”Il Giudice sportivo,letta la relazione dei collaboratori della Procura federale nella quale, tra l’altro, si riferisce che “al 35° del secondo tempo, circa 2.000 sostenitori della società giallo-rossa, presenti nel settore dello stadio denominato – Curva Nord -, avevano intonato il coro – lavali, lavali, lavali con il fuoco o Vesuvio lavali con il fuoco -, inequivocabilmente espressivo di discriminazione per motivi di origine territoriale; considerato che tale biasimevole coro era stato percepito soltanto in alcune zone dello stadio (e non in corrispondenza della Curva Sud), come puntualizzato dai collaboratori federali, strategicamente posizionati nel recinto di giuoco, ne consegue la sua irrilevanza disciplinare ex art. 11 n. 3 CGS, per carenza del requisito della reale e diffusa “percettibilità”, e la sua sanzionabilità ex art. 12 n. 3 CGS per il suo contenuto oltraggioso”.

Ci sarebbe da ridere se la cosa non fosse il segno tangibile, l’ennesimo, di quel modus operandi tutto italiano che sa puntare il dito solo contro Napoli e i napoletani: dopo una settimana in cui i media nazionali non hanno saputo far altro che condannare magliette e trattative- reali o presunte- quasi occultando l’unico vero crimine commesso in quel della civilissima e degna capitale del paese, ovvero il ferimento di tre tifosi napoletani, dopo i daspo di 5 e 3 anni inflitti a Genny e Massimo per reati ancora ai più ignoti, dopo la squalifica del San Paolo per ben due turni, ci tocca, oggi, leggere anche questo. La gara incriminata è Roma – Juve di domenica scorsa all’Olimpico, gara in cui i tifosi romanisti, anzi, pardon… “circa 2.000 sostenitori della società giallo-rossa” -e vorremmo capire come e chi sia riuscito a quantificarne così bene il numero- avrebbero intonato i soliti cori inneggianti eruzioni e lavaggi (ma la lava, lava?bah), ma, attenzione, “percepito soltanto in alcune zone dello stadio”. Grazie quindi alla mancanza del requisito della reale e diffusa “percettibilità”degli stessi cori, cosa che, se non fosse scritta su un referto ufficiale sarebbe degna di essere annoverata tra le battute di un comico di successo, la Roma non subirà alcuna chiusura, né dello stadio intero, né tanto meno delle curve. Forse i cori non bastavano a chiudere l’Olimpico, fatto quasi inspiegabile visto che lo stesso era già stato squalificato per buona parte( curve e distinti) proprio in questa  stagione e sempre per i medesimi cori di “discriminazione territoriale” contro i napoletani, ma se ai cori aggiungiamo gli striscioni esposti dai romanisti, e presenti pure nel referto di Tosel ( ” l’esposizione nel corso della gara nei settori denominati “Curva Nord” e “Curva Sud”, di alcuni striscioni “Daje Daniè” “Forza Daniele” “Napoletano Infame”, inequivocabilmente oltraggiosi ed incitanti alla violenza per l’evidente riferimento ai sanguinosi fatti verificatesi in occasione della gara finale della Tim Cup”), beh allora il tutto sembra davvero rasentare il ridicolo. Dei cori, ormai, non si sorprende e scandalizza più nessuno, tanto sono parte integrante delle “coreografie” degli stadi di mezza italia anche quando il Napoli non è impegnato in campo, però quegli striscioni no, quelli non dovevano passarla liscia così, non è ammissibile, non è giusto, non è UMANO. Qui davvero non c’entra il calcio, questo è un odio che va al di là di ogni cosa, al di là della dignità e del rispetto verso un ragazzo che lotta da giorni contro la morte, verso la sua famiglia e verso tutto un popolo che si è stretto forte intorno a Ciro, e che per lui prega, per lui scende in piazza, per lui organizza raccolte di fondi. Questo è davvero troppo: nella giornata in cui le curve di tutti gli stadi italiani e di molti stadi stranieri solidarizzano inviando messaggi di incitamento a Ciro Esposito, non possiamo accettare che vengano introdotti striscioni del genere a Roma, dopo tanto clamore per una cazzo di maglietta, e soprattutto non possiamo accettare che essi non vengano adeguatamente puniti!  “Sparare ai napoletani non è reato”, questo il titolo di una pagina comparsa giorni fa su Facebook, il cui senso è evidentemente avallato da quanto sta accadendo: gli unici perseguitati e perseguiti( anche legalmente) sono stati i napoletani, dal daspo a Genny, all’ arresto dei ragazzi feriti, alla chiusura dello stadio San Paolo, per non parlare poi della vergognosa campagna mediatica attuata a 360° dai pennivendoli di regime, per finire con le inique sanzioni inflitte alla Roma. Anche questa è violenza, è mancanza di rispetto, è complicità: sì, le istituzioni italiane sono complici tutte, complici per non aver saputo tutelare adeguatamente i nostri tifosi, complici per il tentativo infame di distrarre l’opinione pubblica puntando il dito contro una maglietta o contro un ragazzone tatuato anziché contro chi ha sparato, complici perché incapaci di fare giustizia, complici perché incapaci di capire quanto sia potenzialmente pericoloso tutto ciò che sta accadendo e quanta rabbia alimentino certe ingiustizie. Per fortuna questo campionato volge al termine, siamo ormai all’ultima partita e ne siamo tutti strafelici, non se ne può più di vedere tanto odio, di ascoltare tanto schifo, di leggere tanta inciviltà, ogni maledettissima domenica.

Domenica a Napoli arriverà il Verona ma al San Paolo si giocherà a porte chiuse, e questo forse è un bene, servirà magari a spezzare la catena d’odio alimentata contro i napoletani in questi giorni, i veronesi resteranno a casa, i tifosi del Napoli forse no… ma sappiamo che sapranno come comportarsi nonostante tutto, nonostante l’ennesimo affronto subito, nonostante l’oltraggio che ormai quotidianamente ci vede come bersaglio prescelto. Noi siamo partenopei, la civiltà è nata qui e ve lo dimostreremo ancora una volta: se però, come sembra, le offese ai napoletani non meritano di essere adeguatamente punite, se per noi esistono leggi tutte speciali alle quali sapete sempre attingere mentre gli altri restano impuniti, non potete poi sorprendervi quando fischiamo il vostro inno perché siete voi, da sempre, a farci sentire distanti, a dirci che siamo “altro” da voi, non perdete occasione mai per dimostrarci il vostro disprezzo, la vostra scarsa considerazione, la vostra arroganza. Non sorprendetevi se e quando qualcuno deciderà di farsi giustizia da solo, siete voi che lo avete voluto, voi che lo avrete reso necessario. Il vostro è un chiaro tentativo di annientarci, ci state provando ormai in ogni modo possibile: del resto, la nostra sola esistenza, la nostra dignità di popolo, la nostra civiltà,  vi mettono davanti, ogni giorno, ai vostri limiti di esseri miserabili, infimi e italiani quali siete… possiamo capirlo, è dura da accettare.

Floriana Tortora

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Maggio 2014 e modificato l'ultima volta il 26 Settembre 2014

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