domenica 19 gennaio 2020
Logo Identità Insorgenti

NAPOLI PER KOBANE

In piazza 2000 persone per il Rojava: “Italia interrompa ogni rapporto con Turchia”

Mondo | 13 Ottobre 2019

La manifestazione che si è tenuta ieri pomeriggio nelle strade di Napoli è il secondo step della mobilitazione partita in risposta all’ “Operazione fonte di pace”, ovvero il bombardamento continuo disposto dal Presidente della Turchia Erdogan che in questi giorni  sta interessando le aree curde della Siria.

La mobilitazione è cominciata giovedì, presso l’aeroporto di Capodichino, dove una trentina di attivisti appartenenti a vari partiti e movimenti ha occupato il gate della Turkish Airlines, comportando più di mezz’ora di ritardo nella partenza dei voli. Nessuna o poche lamentele da parte dei passeggeri in attesa, che hanno ascoltato le ragioni della mobilitazione esposte dagli attivisti attraverso il megafono. Per l’esattezza sono sei le richieste al governo italiano, contenute in un volantino, che è un estratto della lettera che è stata successivamente inviata a Luigi Di Maio. Il volantino riassume sei punti: fermare subito l’export di armi alla Turchia, ritirare il contingente di 130 unità che opera in Turchia sotto l’ombrello della Nato nell’ambito dell’operazione Sagitta, congelare la cooperazione tra servizi italiani e turchi, rivendicare la fine del programma di aiuti finanziari UE alla Turchia, sospendere il programma relativo agli aerei da guerra F-35 Joint Strike Fighter, imporre sanzioni diplomatiche ed economiche ai governanti di Ankara, Erdogan in primis.

La pressione che deve essere fatta sulle politiche estere è stata affermata con decisione anche nel corso della manifestazione di ieri dove più volte è stato ripetuto che “il mondo intero ripudia l’attacco alla realtà di Rojava, dobbiamo sentirci tutti responsabili perché l’Italia è il secondo paese a finanziare la Turchia.” E’ necessario, – secondo in manifestanti – che tutti i cittadini alimentino anche il boicottaggio dal basso, ovvero che non vengano più acquistati prodotti che provengono dalla Turchia.

La mobilitazione ormai va avanti da giorni in tutta Italia e ha coinvolto varie città, tra cui Roma, Parma, Pavia, Catania, Genova, Firenze e tante altre città della Penisola. Ieri a Napoli sono scese in piazza duemila persone: il primo cordone rigorosamente composto da sole donne, solidali con le combattenti curde, e portatrici dello slogan “donna, vita, libertà”. Presenti anche i lavoratori Whirlpool che hanno fatto sentire la loro voce affermando che anche nelle situazioni più difficili, come quella in cui si trovano oggi, la solidarietà non viene messa da parte, non ci si chiude nella propria difficoltà, nel proprio individualismo, ma si manifesta e si lotta gli uni accanto agli altri. Il corteo è infine giunto al consolato americano dove si è levato il grido “Shame on USA” e “Fuori la Nato dall’Italia”.

Lea Cicelyn

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Ottobre 2019 e modificato l'ultima volta il 16 Ottobre 2019

Articoli correlati

Mondo | 22 Dicembre 2019

A BETLEMME

Il presepe di Banksy dove la stella cometa è il buco di un proiettile

Identità | 11 Dicembre 2019

SUL NY TIMES

Le orecchiette artigianali sequestrate a Bari diventano un caso internazionale

Eventi | 11 Ottobre 2019

NAPOLI NEL MONDO

Oxford pazza di Pompei: prorogata al 2020 la mostra al museo universitario

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi