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NAPOLIMANIA

Parla l’ideatore Durazzo: "Napoletanizziamo il mondo"

Cultura, DueSicilieOggi, Identità, Imprese, NapoliCapitale | 7 Marzo 2014

sacchetta juventina napolimania

“Lo scugnizzo? E’ un figlio ” legittimo” di Napoli”. Con queste parole si apre l’incontro con un personaggio che, con il genio creativo che solo uno scugnizzo come lui può avere, ha fatto dell’esaltazione della napoletanità il suo scopo di vita. Se Napoli nel mondo è sinonimo di creatività, ironia e di quella filosofia di vita tutta speciale che si respira sono qui, così NapoliMania, il marchio creato da Enrico Durazzo ben oltre vent’anni fa, è l’esempio – più imitato ma inimitabile – di come sia possibile diffondere in ogni dove, l’essenza vera della napoletanità,con ironia,intelligenza e senza mai speculare sulle proprie origini.

Enrico, come nasce NapoliMania e cosa rappresenta per te?

Venti anni fa ebbi l’idea di “rinchiudere” l’aria di Napoli nelle “buatte” proprio come facevano gli scugnizzi nel dopoguerra, quando spremevano le bucce dei mandarini in barattoli di vetro per poi venderli ai soldati americani …da lì è stato un fiume di fantasia che ha legato tutti i periodi della storia di Napoli e della sua cultura unendoli per ricordare, sapere e mantenere viva la napoletanità attraverso frasi ,citazioni e gadget (termine comunque un po’ riduttivo) che esaltano ,difendono e diffondono Napoli e la sua unicità dovunque. Così nel ’94 registrai il marchio e inizia a lavorarci su dalla sede storica del negozio di abbigliamento di famiglia in via Toledo (ancora oggi il negozio reca l’antica insegna ” Armenio”, ndr). Napolimania è ” ‘na bella cosa” …l’ho inventata io sì, ma semplicemente amplificando la voce verace della città, quindi è di Napoli e di tutti i napoletani che dovrebbero tutelarla e farla continuare a vivere anche dopo la mia morte …cosa che dovrebbero fare anche le istituzioni latitanti. Napolimania è per me lo spirito di Napoli.

Dalla tua creatività è nato anche il termine “Scugnizzeria” di cui giustamente rivendichi la paternità, visto che il Presidente della Ssc Napoli, De Laurentiis, ne parla spesso riferendosi al settore giovanile della squadra. Ci dici qualcosa di più in merito?

L’idea nacque perché oltre 20 anni fa esistevano negozi d’abbigliamento che si chiamavano “ragazzeria” cosi’ tradussi il termine nel napoletano”scugnizzeria” (anche le etichette della mia linea bambino sono “scugnizzeria” da sempre!).  Quando sentii il presidente parlare di scugnizzeria, tentai di contattare la società, ma Formisano (capo della comunicazione del Calcio Napoli ) si rifiutò di parlarmi ed anche tramite il loro avvocato mi fecero sapere che non  avrebbero usato più quel termine per definire il loro settore giovanile. C’è però una precedente collaborazione col Napoli: quando c’era Naldi come presidente, siglammo un accordo senza fini di lucro (vedi calcionapolimania) ed io inventai e fornii diversi gadget al Calcio Napoli tra cui un logo – che già usavo da tempo- con un cuore ed una N fatta a mano da me. Poi la società fallì e chiaramente non usai più il logo ufficiale limitandomi ad usare solo il cuore fatto da me. L’attuale società invece ha copiato tutti i gadget inventati da me e soprattutto prodotti a Napoli che ora vengono fatti in Cina! Per di più mi hanno fatto causa : non ho perso né vinto ma ho dovuto pagare le spese legali…giudice tifoso??? Agge fatte curnuto e mazziato!

Gadget prodotti in Cina e panettoni con lo stemma del Napoli prodotti a Cuneo…!

Questo è un modo di minare la napoletanità ed impoverire la città! Secondo molti è imprenditoria, ma che imprenditore è quello che dice di amare Napoli e poi va a produrre in Cina o a Cuneo? Il Napoli per i napoletani è Napoli mentre De Laurentiis non è né tifoso e né napoletano: i napoletani sono per il vivi e lascia vivere, il non napoletano è pe’ tutto a Gesù e niente a Maria…!

Cosa contesti alla dirigenza e cosa proporresti tu?

Napoli è una città particolare con una forte identità mentre De Laurentiis vorrebbe “globalizzarla”! Io cerco di napoletanizzare il mondo: le maglie gialle so’ ‘nu scuorno, la mimetica peggio, l’inno ‘na schifezza, la bandiera americana con la N, le majorettes…! Nulla di tutto questo appartiene a Napoli e ai napoletani, si sfrutta l’ignoranza e l’amore del tifoso “scemo”come tutti gli innamorati! Se io potessi, sconvolgerei il mondo del calcio: solo giocatori campani, fatta eccezione per campioni tipo Maradona o simili, ma la maggior parte sarebbero campani, vivaio curatissimo perchè i napoletani sono calciatori da strada nati (io stesso ho militato fino alla primavera con la Ssc Napoli) ed attraverso la squadra cercherei di dare soddisfazione ai napoletani contro le squadre di questo nord che ci ha ridotti a cenerentola del paese dopo essersi arricchiti coi soldi nostri ed averci colonizzati. Aumenterei il senso d’appartenenza nei colori,nei simboli e nella comunicazione mediatica…pecchè Napoli è ‘nata cosa! Il Napoli è di Napoli e dei napoletani e non sarà mai di un imprenditore né di uno sceicco! Come in america fanno campi da basket dappertutto io recinterei molto semplicemente le aree dova già i bambini giocano ed ufficializzerei il gioco sia in villa comunale che altrove! Invece in una città con salite e discese noi facciamo le ciclabili…ma c’è vo’ ‘nu genio…!

Cosa suggeriresti invece al sindaco De Magistris e alla sua amministrazione?

In tutta la città e anche allo stadio suggerirei di mettere scritte, indicazioni e insegne varie in italiano e in lingua napoletana, ad esempio! Poi ovviamente andrebbero eliminate piazze e vie intitolate a quei criminali di Garibaldi e company. Invece qui vediamo una città di mare senza porti turistici, una città di un milione di abitanti in cui per snellire (?) il traffico si chiudono arterie principali senza prima trovare alternative valide, una città con un potenziale artistico,storico e umano tale da poter vivere di turismo e invece poco o niente si fa in questo senso!

Com’è la situazione del commercio attualmente in città? E tu in particolare, hai più “successo” tra i turisti o tra i napoletani?

Il mio riscontro è misto, il commercio è agonizzante per problemi nazionali e peggiorato a causa della ztl improvvisata e per l’incuria in cui versa purtroppo la città, abbandonata a sé stessa da istituzioni locali e nazionali. Io sto “mantenenne ‘o carr’p’a scesa” ,ma se continua così saremo costretti a chiudere anche noi! Resisto più per principio, se fossi un “imprenditore” come il De Laurentiis avrei già chiuso da tempo…ma io sono un sognatore che ha investito nella sua terra e nei suoi conterranei….po’ arriva lui e va a ffa’ a robba in Cina: e nun ‘o putevo fare pur’io?? Cerca di immaginare che danni ha fatto all’economia napoletana, bancarelle,terziario, produttori!

Però Napoli dà segnali importanti di risveglio di un’identità come emerge dal bisogno ormai impellente di ribellione: dai 200 mila di “Fiume in piena 16 novembre”, ai continui moti di protesta rispetto allo sputtanapoli operato dei media (vedi video dello scippo, vedi Littizzetto e Gialappa’s… solo per citarne i più recenti). Sei ottimista in tal senso?

Il Napoletano “originale” vede sempre il bicchiere mezzo pieno…”l’altro” napoletano s’o veve….capisce a me! Comunque è certo che ormai zitti non vogliamo starci più, e questo senz’altro fa ben sperare!

So che non ti piace parlarne, ma tu fai tanto da sempre per questa città e la sua gente… e non solo! Ci racconti come è nata “NapoliMania For Africa “?

La beneficenza si fa ma non si dovrebbe dire… Un mio amico chirurgo ogni anno va in Africa come volontario ed io gli dono magliette cappellini e zaini in quantità e quant’altro possa servire ai bambini africani…da buon napoletano, nel mio piccolo!
Per Napoli invece posso raccontarti che una quindicina di anni fa ho ripiantato a via Orazio lo storico pino della cartolina  più famosa della città che era stato abbattuto; mentre per tutti i reparti dell’ospedale Pausilipon di Napoli ho donato le targhe ironiche in napoletano richieste perché loro utilizzano la comicoterapia per i bambini al fine di alleviarne le immani sofferenze e suscitare qualche sorriso.

Enrico, il tuo amore per la città davvero non si discute: vuoi lasciare un consiglio, un motto a tuoi concittadini o, semplicemente, a chi è innamorato di Napoli come te?

Vivere per Napoli, Napoli per vivere: siamo una città unica al mondo ed è il solo rimanerci che ci può salvare!

Floriana Tortora

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 7 Marzo 2014 e modificato l'ultima volta il 21 Ottobre 2014

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