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NARRAZIONI TOSSICHE

Da Giletti pare che l’unico problema del Paese sia la Campania

Attualità | 16 Novembre 2020

Domenica 15 novembre in trasmissione da Giletti – Non è l’Arena – è andato in onda uno spettacolo di rara vergogna e faziosità. Il programma si apre con l’introduzione di Giletti che dice anche cose condivisibili, ovvero che nessun governo ha la bacchetta magica, se per anni si sono fatti tagli scriteriati alla sanità pubblica non ci si può aspettare miracoli, se le facoltà di Medicina continuano a tenere il numero chiuso per i corsi di Laurea e le scuole di specializzazione è ovvio avere carenza di personale e che chi governa non si è preparato, nei mesi passati, ad una seconda ondata che non era prevedibile ma prevista. Ed eccoci alla Campania.

Va in onda la grafica mentre si presentano gli ospiti: Pierpaolo Sileri, viceministro alla Sanità, Alessandro Cecchi Paone, Francesco Piccinini, direttore di Fanpage e il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.
Va in onda un video di De Luca che, come sempre, ne ha per tutti, poi viene data la parola al sindaco di Napoli, De Magistris. Si sciorinano numeri e dati e De Magistris parla di “realtà empirica” a fronte dei numeri prodotti dalla Regione Campania.

Sileri chiarisce che i nuovi posti di Terapia intensiva in Campania sono 255 che vanno a sommarsi ai 335 del 2019 per un totale di 590, numero di poco inferiore rispetto a quello dichiarato dalla Regione, tenendo conto del fatto che alcuni posti letto non sono ancora stati attivati.

Cecchi Paone prende la parola e fa un attacco a tutto spiano a De Luca su trasporti, Sanità e gestione della pandemia. Poi va in onda un servizio sugli ospedali partenopei in cui sono inseriti anche interventi di Ciarambino e Crimi che, a titolo diverso, dicono sostanzialmente le stesse cose.

Poi parla l’onnipresente Carlo Cottarelli che tira fuori i soliti esempi sugli sprechi della sanità pubblica che, a suo dire, non riguarderebbe tutte le regioni ma solo alcune e tira fuori il trito e ritrito esempio della siringa, che ha un costo diverso da nord a sud. Ma noi abbiamo scoperto in questi mesi che la realtà non è affatto quella che ci è stata propinata per decenni. Le virtuose Regioni del Nord, Lombardia e Piemonte in testa, hanno svelato una realtà fatta di clientelismo, incompetenza, interessi economici che non hanno nulla da “invidiare” alle sempre vituperate Regioni del Sud. Un esempio su tutti, già dimenticato? L’ospedale Fiera a Milano. O, per dirne un altro, gli anziani morti in Lombardia nelle Rsu. E se anche in questo frangente si parla di Campania – e quando mai, aggiungiamo – far passare sempre il messaggio di aree virtuose ed aree governate virtuosamente.

È la volta di un video molto esplicativo, dove si capisce chiaramente che il problema della Campania non sono i posti letto ma la carenza di personale. In sostanza, i posti sono inattivi perché non ci sono medici e infermieri sufficienti che possano occuparsi dei degenti. E così via, un intervento dopo un altro, un video dopo l’altro, un’opinione spacciata per verità dopo un’altra.

Sia chiaro, non è nostra intenzione negare le inefficienze del sistema sanitario campano né tantomeno di quello nazionale – perchè la Campania sarebbe sempre una regione italiana, eh – che spesso abbiamo evidenziato noi per primi. Ma crediamo che nessuna Regione Italiana abbia ricevuto, in questi mesi, gli attacchi che ha ricevuto la Campania. Attacchi politici, attacchi mediatici, attacchi alla sua popolazione. Sono mesi che vediamo assembramenti nel capoluogo partenopeo su TV e giornali, incuranti del fatto che altrove si registra un numero di morti impressionante per COVID-19. La trasmissione di ieri, al di là di qualche contenuto condivisibile, ha mostrato l’ennesima narrazione tossica che da mesi dobbiamo sorbire. Eppure, le regioni rosse e arancioni allo stato attuale sono la maggioranza.

Non si è parlato, invece, delle indagini della procura in Liguria, né del fatto che anche la Toscana sia diventata zona rossa nello stesso preciso istante della Campania. E ci dispiace dover sottolineare l’onnipresenza del sindaco di Napoli, che abbiamo appoggiato in passato, ma che oggi non riconosciamo più né come primo cittadino né come il “difensore della città” ideatore dello sportello tanto famoso quanto inutile. Sono lontani i tempi in cui si querelava Giletti per aver definito Napoli “indecorosa”.

Oggi ci si rende addirittura complice della solita narrazione cui siamo abituati.

Mala tempora currunt.

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 16 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 16 Novembre 2020

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