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NARRAZIONI TOSSICHE

Facci il cialtrone sfida la legge: “Esco”. Ma in tv passa sempre l’idea del Sud indisciplinato (smentita dai dati)

Attualità | 14 Aprile 2020

“Io da martedì uscirò liberamente e sfacciatamente per le strade del mio Paese, e lo farò in spregio a un governo indegno e cialtrone che si illude di poter giocare a tempo indeterminato con le mie libertà individuali e con il mio diritto di parola e di espressione”. Inizia così una lunga invettiva di Filippo Facci sul giornale che ancora ha il coraggio di dargli ospitalità.

Mentre quasi contemporaneamente, sulle reti RAI, ieri andavano in onda le solite immagini di un Sud indisciplinato e strafottente. Ci riferiamo ai video degli assembramenti in un condominio di Pozzuoli e a uno di Palermo mandati in onda da Eleonora Daniele nel suo programma quotidiano “Storie italiane”.

Mentre gli ospiti in collegamento si lasciavano andare a commenti fuori luogo su quella che è una situazione marginale e molto circoscritta, come confermato più e più volte dalle forze dell’ordine locali, spacciando quei pochi casi come qualcosa di normale per chi vive in quelle aree.

E ribadiamolo ancora una volta che stigmatizziamo certi comportamenti irresponsabili, ma che sono e restano per fortuna pochi e isolati, appunto, e i numeri continuano a darci ragione.

Perché, giova ricordarlo, mentre il TV si cerca di offrire sempre la solita immagine di un Sud lassista e cialtrone, la Campania è la sola Regione in Italia in cui sia stato vietato il food delivery anche a Pasqua.

In Lombardia ed in tutto il nord i numeri dei decessi e dei contagi sono drammatici, ma è ancora possibile ordinare una pizza a domicilio.

Roba che a Napoli, Capitale mondiale della pizza, ormai è solo un ricordo da più di un mese. Allo stesso modo, le librerie e le cartolerie non riapriranno in Campania, mentre molte saracinesche saranno di nuovo alzate in tutta Italia.

Lo stesso governatore del Veneto, il leghista Zaia, ha ammesso che in Veneto moltissime attività sono già ripartite.

E, dicevamo, i numeri sono quelli che sono ed è solo grazie al comportamento di tutti, dai cittadini alle istituzioni locali che in tutto il Sud stanno facendo la loro parte.

E magari non faremmo neanche più caso a certe immagini se non fossero diventate un appuntamento fisso, quotidiano, in un momento così difficile. E siamo d’accordo che bisogna forse fare di più, ma bisogna dirlo a tutti, soprattutto a quell’area del paese in cui si continua a cadere come al fronte. E ci piacerebbe, almeno ogni tanto, sentir chiamare le cose col proprio nome. Perché se è vero che al nord ci sono tanti eroi anonimi -esattamente come ce ne sono al sud- ci piacerebbe che ci parlassero anche dei colpevoli di questo disastro.

Di quelli, cioè, sui quali la Magistratura ha aperto delle inchieste. Tutte in Lombardia. Qualcuno dovrebbe parlarci dei medici che ad Alzano lombardo hanno rimesso in strada malati di COVID-19 con la mascherina, ben sapendo che si stava lanciando una bomba biologica sulla gente.

Lo hanno fatto due programmi di approfondimento della RAI. Dovrebbero farlo i TG ed altri programmi che quotidianamente entrano nelle nostre case e ci danno anche notizie che non vorremmo ricevere.

Dovrebbero essere resi noti a tutti i volti, i nomi, le cifre reali. I responsabili di questo massacro, che non sono e non possono essere i banchettatori di Palermo o i festaioli di Pozzuoli.

Il Prof. Ascierto ha detto che è nella trincea che si vedono le persone. Ed anche l’informazione, aggiungiamo noi.

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 14 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 14 Aprile 2020

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