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NATURA E CREATIVITA’

Un pettazzurro sulla borsa identitaria Wow creazioni sorprendenti. Intervista col fotografo Rosario Schettino

Ambiente, Arte e artigianato, Cultura | 27 Dicembre 2017

Incontriamo il fotografo partenopeo Rosario Schettino, vice presidente del Photoclub Partenope. I suoi scatti raccontano il nostro patrimonio, con un occhio particolare a quello naturale. E tra quelli che hanno ispirato questo pezzo (e anche una creazione identitaria, una borsa di Wow creazioni soprendenti) c’è un uccellino dal petto azzurro, un uccellino praticamente napoletano e napulegno, il pettazzurro. “Fin da piccolo – racconta Schettino” ho sempre avuto dentro il desiderio di voler catturare e conservare quelle immagini che, materializzandosi d’improvviso sotto ai miei occhi, riuscivano a suscitare in me forti emozioni. All’epoca non avevo le possibilità di poter comprare un’attrezzatura fotografica importante e quindi mi accontentavo di ciò che riuscivo a tirar fuori con la mia Comet a pellicola, ovviamente senza esposimetro interno, senza messa a fuoco automatica ecc.. Non esistevano le schede di memoria per cui, se non volevi buttar soldi con le pellicole, dovevi imparare prima a fotografare. Le prime nozioni di base mi furono impartite da mio padre ma in seguito, dopo aver frequentato un buon corso di fotografia, iniziai a tirar fuori immagini migliori. Con la prima reflex a pellicola riuscii finalmente ad ottenere foto qualitativamente superiori e a catturare in maniera ottimale le scene che apparivano sotto i miei occhi. Col tempo le fotocamere si sono evolute paurosamente così come le tecniche di post produzione, ovviamente per chi come me era  abituato a fotografare a pellicola, le cose si sono semplificate esponenzialmente.

La tua sperimentazione fotografica si muove in varie direzioni, anche se si nota una predilezione per fotografia naturalistica. Puoi raccontarci qualche esperienza in merito?

È vero, amo la fotografia a 360 gradi e sono sempre stato attratto dalle sperimentazioni e dalle tendenze generazionali pur restando fedele agli insegnamenti e ai canoni dei grandi autori. La fotografia naturalistica è stata per me una scoperta. Una volta mi recai con un amico a fotografare fiori e farfalle e in quell’occasione ebbi la fortuna di vedere all’opera un Martin Pescatore. Rimasi folgorato dalla bellezza e dalla destrezza di questo piccolo uccello che tra l’altro riuscii a fotografare con notevole difficoltà per la prima volta. Da quel momento la fotografia naturalistica, ma in particolar modo l’avifauna, prese in me il sopravvento.

Grazie ai tuoi racconti fotografici offri la possibilità a chi ti segue di “vedere” luoghi e soggetti che altrimenti sarebbero preclusi ai più. Molto interessanti sono le tue numerose escursioni presso la  Riserva naturale  “Foce del Volturno –  Costa di Licola” in Campania. Hai dei segreti o travestimenti che ti aiutano a mimetizzarti per non spaventare gli animali che vuoi riprendere?

Per la fotografia naturalistica in genere, ed in particolar modo per l’avifauna, è sempre importante alzarsi la mattina presto in modo da raggiungere i luoghi di maggior interesse fotografico quando è ancora buio proprio per evitare di disturbare gli animali. In alcuni luoghi, come le riserve naturalistiche ad esempio, si trovano dei capanni costruiti apposta per l’osservazione. Questi ultimi risultano decisamente indispensabili per un primo approccio con questo particolare genere fotografico, ma i risultati migliori si ottengono con delle adeguate mimetizzazioni nel contesto circostante (capanni, abbigliamento ecc.), i quali consentono ai fotografi più esperti di avvicinarsi maggiormente ai soggetti da fotografare. Ovviamente il fotografo naturalista deve munirsi dapprima di notevole pazienza, deve controllare le previsioni meteo ed infine deve essere accompagnato sempre da un pizzico di fortuna.

Le tue fotografie del pettazzurro hanno ispirato la realizzazione della borsa identitaria di Wow creazioni sorprendenti e Amelia Siligo. Puoi dirci qualcosa sul pettazzurro? Com’è stato fotografarlo e soprattutto quanto hai dovuto pazientare prima di immortalarlo?

Il pettazzurro, come dice il suo nome, è un piccolo uccello con una caratteristica macchia blu sul petto maggiormente visibile negli esemplari maschi. Si nutre fondamentalmente di insetti ed è  possibile osservarlo in Italia durante le sue migrazioni. Nel mese di ottobre alcuni ornitologi segnalarono la sua presenza fra i canneti di Lago Patria e così presi la decisione di recarmi sul posto a prima mattina. Ebbi fortuna perché riuscii a fotografarlo alle prime luci dell’alba fra i canneti. Fu per me un’emozione fortissima in quanto da anni cercavo di fotografarlo senza successo.

Quest’anno hai festeggiato un anniversario importante: dieci anni del Photoclub Partenope. Un club del quale sei il Vice Presidente. Cosa significa questo traguardo?

Il club è nato dieci anni fa per creare aggregazione fra i tanti appassionati e fotoamatori della Campania, ma col tempo si è evoluto diventando un riferimento importante sul territorio. La condivisione di competenze fra i soci, gli incontri a  titolo gratuito con vari professionisti, i corsi di fotografia e di post produzione tenuti da esperti, ma anche le uscite fotografiche e gli incontri goliardici, hanno creato coesione fra i soci e lo staff consolidando nel tempo l’affetto che ci lega.

Il nome “Photoclub Partenope” è di per sé fortemente identitario. Organizzate “uscite fotografiche” mirate al fine di raccontare il nostro patrimonio?

Le uscite fotografiche sono attività di notevole importanza per il nostro club e vengono accuratamente organizzate dallo staff.  Hanno sempre finalità culturali che approfondiscono le conoscenze sulle tradizioni e sulla storia della nostra città, ma talvolta ci si sposta anche in altre città o paesi con contesti fotograficamente interessanti. Essere in tanti crea aggregazione, stimola i soci nel fotografare e nel raccontare visivamente il luoghi visitati, inoltre rende questi ultimi sempre più attenti ai particolari.

Quali consigli daresti, da professionista, a chi si sta avvicinando adesso alla fotografia?

L’appellativo “professionista” non mi appartiene proprio, mi reputo al massimo un fotoamatore; identificherei con tale sostantivo chi della fotografia ne ha fatto il proprio lavoro… ovviamente a regola d’arte. L’unico consiglio che posso dare ai neofiti è quello di iscriversi ad un buon corso di fotografia. La fisica, la tecnica e la composizione sono fattori indispensabili per raggiungere dei buoni traguardi.

Nel mondo dei fotografi c’è sempre la dicotomia “canonista” vs “nikonista”. Tu da che parte stai?

Esistono sicuramente gli integralisti del brand ma generalmente si tende a giocare con degli sfottò fra le varie tifoserie, più per divertirsi insomma. Le fotocamere “tutte” hanno raggiunto ormai un tale grado di qualità tecnologica che mi risulta davvero difficile riuscire a trovare le impercettibili differenze. Non ho un brand preferito, scatto con qualsiasi fotocamera.

Cos’è per te la fotografia?

Un’emozione resa immagine.

Maura Messina

foto gallery di Rosario Schettino

Un articolo di Maura Messina pubblicato il 27 Dicembre 2017 e modificato l'ultima volta il 27 Dicembre 2017

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