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Nel 1743 il tribunale definì il pubblico uso di piazza Bellini, anche se la proprietà era del vicino monastero

Epigrafi di Napoli | 15 Aprile 2021

A piazza Bellini, posta sulla facciata di palazzo Conca, vi è un’epigrafe in marmo che riporta il testo di un banno del 1743.

Come in altri casi,  il tribunale della fortificazione era chiamato a definire o confermare la proprietà e la destinazione d’uso di un luogo, oppure a limitare gli abusi tipici che avvenivano a quel tempo nelle strade e  piazze di Napoli.

A differenza di altre, l’epigrafe di piazza Bellini definisce l’esatta dimensione, per ogni lato, della piazza: 263 palmi di lunghezza dal lato orientale, 300 dal lato occidentale, 93 dal lato settentrionale e 91 da quello meridionale.  Il palmo era un’antica unità di misura utilizzata a Napoli, corrispondente a circa 0,26 metri.

Inoltre, nel banno si stabilisce di chi è la piazza e quale uso se ne potesse fare.  Il monastero (Sant’Antonio delle monache a Port’Alba) aveva preteso il “pieno dominio ed uso” adducendo “antichissima documentazione”.

In risposta, il tribunale della fortificazione stabilì – e traccia di tale decisione è arrivata fino a noi grazie al banno in marmo – che la proprietà era sì del venerabile monastero ma che l’uso era quello del “passaggio del pubblico”.

Contestualmente, però, il tribunale nel medesimo banno indicò che né il monastero né il pubblico avevano diritto di modificare lo stato dei luoghi (fare innovazione) né ingombrare o deturpare la piazza (presumibilmente con baracche improvvisate da usar come botteghe).

Sotto il banno vi è un’epigrafe aggiuntiva del 1745, che riporta il banno di conferma da parte del Regio Portolano Maggiore di quanto deciso dal tribunale della fortificazione.

Il testo dell’epigrafe di piazza Bellini a Napoli:

A.D. P.R.M.

Di questa piazza che per il lato orientale è di lunghezza PAL. 263 ( CCLXIII) e nell’occidentale PAL. 300 (CCC), ed è larga nel lato settentrionale PAL. XCIII e nel meridionale PAL CXI
e di cui da questo vble mon. il pieno dominio ed uso con antichissima docum.
si pretendea l’ecc.mo trible (tribunale) della fortific. con sua coclus ha stabilito
che ‘l dominio e proprietà di detta piazza sia di esso VBLE (venerabile) monas.
e che l’uso addetto sia al passaggio del pubblico.
con legge espressa pero
non si possa in d. piazza ne dal pubblico nè da esso vble mon. farsi
qualunque innovazione giammai per cui s’ingombri o si deturpi
e così parimente
della linea o sia striscia di svolo che per larghezza di un palmo
fra la vicina strada di Costantinop. e la clausura di questo vble mon. per pal. CCXXXII verso la vble chiesa della Sapienza si stende colla
stessa conclus. ed istro per N. Liborio Capone ha il med. ecc. trib.
determ. nel dì 30 giugno dell’anno MDCCXXXXIII

Anche il trble del R.° Portolano Mag.re di questa ecc.ma città
ha con pieno esame confirmato
la referita determinaz. dell. ecc.mo trible della fortificazione
ed ordinato che si esegua giusta la sua serie e tenore
con il dec. presso il M° d’atti Filippo Cocozza interp.to
nel dì 22 giugno dell’anno 1745.

Un articolo di Fabrizio Reale pubblicato il 15 Aprile 2021 e modificato l'ultima volta il 15 Aprile 2021

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