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Nell’avellinese prende vita “Il Museo dei Castelli”, ad opera dell’associazione Terre di Campania

News | 22 Aprile 2016

160113973-3ff7a15c-4fe5-4640-93ee-083cd32dbadbQuando le istituzioni decidono sistematicamente di inadempiere alla valorizzazione del proprio patrimonio culturale, arriva qualcuno che, armato della propria immensa passione, riesce a sovvertire dinamiche a volte incomprensibili, creando i presupposti per far emergere una realtà ricca di beni inesplorati, testimoni di un passato glorioso. È questa la storia di Simone Ottaiano e degli altri membri dell’associazione culturale Terre di Campania. I ragazzi delle Terre di Campania hanno creato un vero e proprio minisistema turistico locale per Casalbore, un paesino di 2000 abitanti in provincia di Avellino, punto di partenza per una straordinaria iniziativa alla scoperta dell’Irpinia e dei suoi straordinari castelli. Afferma il presidente Simone Ottaviano: “A cominciare, dieci anni fa, questo progetto, è stato mio padre Giuseppe, che ha collezionato 60 mila foto della Campania. Da queste ci accorgemmo che l’Irpinia aveva il più grande agglomerato di incastellamenti d’Europa, un vero distretto, più grande della Francia e della Scozia, ma molto meno conosciuto. Sono 75 soltanto quelli in provincia di Avellino”. Il via con una mostra per cominciare a diffondere l’effetto strabiliante di immagini molto belle, e la prima tappa fu Aquilonia. “I risultati? Insperati. In soli due mesi arrivammo al Napoli Film Festival, poi a Roma, Bari, al Giffoni Film Festival, e dal primo anno con mille visitatori, siamo oggi a chiudere il terzo anno a quota 20 mila. Quando arrivammo qui ci dicemmo: E ora chi verrà fin qui? Il lavoro è stato attento e lungo. Ho girato per tutte le scuole della regione, ora arrivano fin qui uno o due pullman di studenti al giorno. E stiamo costruendo piccoli eventi per far conoscere la bellissima via Francigena, attraverso il turismo religioso che va molto di moda”. Con la gestione della Torre Normanna e di ambienti adiacenti a Palazzo Caracciolo, affidati dal comune all’associazione, è stato possibile anche sviluppare attività ludiche incentrate sulla vita medievale, laboratori gastronomici sui prodotti d’eccellenza irpina, oltre ai percorsi guidati alla scoperta di altre mete suggestive come la Grotta di San Michele. Un progetto straordinario, non finanziato da soldi pubblici, che si configura come la strada da seguire per una nuova rinascita, basata sull’amore per il nostro patrimonio e la riscoperta del nostro passato, per poter auspicare finalmente un futuro degno delle nostre potenzialità.

Un articolo di Antonio Barnabà pubblicato il 22 Aprile 2016 e modificato l'ultima volta il 22 Aprile 2016

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