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NEO LEGHISMO

Salvini corteggia il re delle cravatte Marinella

Politica | 19 Febbraio 2020

C’è un’eccellenza imprenditoriale a Napoli che da sempre guarda con simpatia al centrodestra e che non ha  mai nascosto di essere interessato a una candidatura politica. Parliamo di Maurizio Marinella, il re delle cravatte, uno degli imprenditori più brillanti (e schierati) di Napoli.

Ieri il buon Marinella si è avvicinato, forse, a realizzare il suo sogno di scendere in campo con lo schieramento per il quale non ha mai nascosto simpatie, il Centrodestra. Con altri imprenditori ha incontrato Matteo Salvini nei suoi uffici, alla Riviera di Chiaia. «Salvini è venuto a incontrare un gruppo di imprenditori per ascoltare i loro problemi e proporre delle risposte, spiegando che la vecchia concezione della Lega che guarda solo al Nord non esiste più, perché nel mondo il brand Italia è fortissimo ma riguarda tutto il Paese – ha poi spiegato alla stampa – Salvini ha sottolineato di volersi concentrare per far recuperare il terreno perduto a Napoli e al Mezzogiorno. Sa che Napoli è una città bellissima ma ha visto anche senzatetto che dormivano sotto i portici in centro e il problema della spazzatura che va risolto, mettendo in campo progetti seri per migliorare la città. Gli imprenditori gli hanno segnalato che ormai fare impresa in Italia è difficile ma al Sud è proprio una missione. Salvini ha risposto di rendersi conto delle difficoltà, sottolineando anche che spesso le amministrazioni locali non riescono ad usare i fondi europei destinati al Sud».

Le regionali si avvicinano e l’anno prossimo ci sono le comunali. Marinella non dice che scenderà in campo, nonostante alcuni giornali oggi lo sostengano.

Certo è che Marinella, che è a capo della Maison creata dal nonno oltre cento anni fa, e che ha portato il Made in Naples nel mondo, per Salvini sarebbe un colpaccio: la sua cravatta è al collo di Capi di Stato, personaggi famosi fino a James Bond in Sky Fall. Una tradizione sartoriale che a Napoli regna da generazioni ed è stata esposta al MoMA di New York tra le 50 icone più importanti del mondo.

Insomma è un nome non da poco.

Recentemente si è distinto in una polemica poco elegante contro Claudio De Magistris (socio di un commerciante di piazza Vittoria, storico come Marinella) per un permesso che avrebbe migliorato la pedonalizzazione dell’area… invece il permesso è stato bloccato anche grazie alle polemiche.  

Poi, a parte  lanciare proposte suggestive come l’Università dei mestieri (“Ho un sogno, a Napoli l’Università dei Mestieri, degli Antichi Mestieri. Abbiamo delle grandi tradizioni, capita nel mio settore ed in altri, ma non ci sono più i giovani disponibili ad entrare in laboratorio. Molti preferiscono i call center e non vogliono imparare un mestiere, un arte”) di grandi azioni di Marinella in favore della città, a parte il brand che rappresenta, non ce ne risultano.

Sicuro la parte politica per la quale Marinella simpatizza, nonostante abbia vestito capi di stato di ogni levatura e fede, è il centrodestra. Quando fu eletto Trump – che aveva offerto a suo padre un negozio nella Trump Tower, rifiutato –  disse di non essere sorpreso: «La gente è un pò stanca, un pò delusa. Preferisce un voto di rottura. Prevale una voglia di cambiamento che sta attraversando l’Italia e tutto il mondo».

Salvo poi fare il progressista quando recentemente un gruppo di intellettuali è sceso in campo contro la decisione correttissima del Mibact di non spostare le 7 opere di Misericordia, firmando un appello ridicolo per esprimere “dissenso nei confronti della concezione elitaria e conservatrice della cultura” (una concezione cara sia a Trump che a Salvini: qualcuno lo avverta).

Le cravatte di Marinella sono state per anni anche la scelta preferita dal leader forzista, affezionato cliente. “Il presidente Berlusconi è il più scatenato di tutti, ma è brillantissimo”, raccontò l’imprenditore in una intervista, “Oramai è quasi un nostro azionista, anche per il numero di cravatte che regala in tutto il mondo”.

Certo è che per Chiaia, il quartiere dove vive, ha sempre invocato più forze dell’ordine, con mentalità sicurtaria. 

L’inaugurazione del negozio di Roma, raccontava un giornale non propriamente vicino alla sinistra, Il Foglio, del resto, fu “un concentrato di berlusconismo d’antan, da Bruno Vespa a Gasparri (con signora e il cane Cindy), gli unici incravattati in quegli spazi dove – tra camicie, borse, caschi e cornetti antisfiga in bella mostra è arrivata anche la pizza “co la mortazza”“’a morte sua”, come ha ricordato un noto attore senza la sua spalla”.

E per giunta Salvini è un suo cliente affezionatissimo: “Gliene abbiamo fatte diverse, da 7 o 8 anni. le confezioniamo leggermente più lunghe, visto che è alto. Chiaramente, gliele abbiamo fatte tutte sul verde. Una volta ci siamo incontrati in tv, lui era senza cravatta e mi ha detto: prima di iniziare devo mettermi la cravatta, altrimenti con te non riesco a parlare”.

Per i cento anni del suo brand, nel 2014, ci furono molte polemiche: Napoli piangeva in quelle ore la morte di Ciro Esposito, ma la festa al San Carlo andò avanti nonostante l’applauso di rito per Ciro… fu in quell’occasione che si voleva lanciare la candidatura di Marinella a sindaco. Lui, gongolante, prese le distanze: “Ma no, non scherziamo. Ora ho voglia solo di godermi quanto di bello mi ha lasciato l’evento. Bruno Vespa, Riccardo Monti e Gubitosi volevano un microfono per annunciare la mia candidatura, ma io li ho stoppati. Lavorerò per la mia città, portandola in giro per il mondo o portandole il resto del mondo a casa. Ma dal mio negozio».

Del resto fu lui stesso a dichiararsi disponibile con l’allora Pdl, quanto meno a fare l’assessore. Ora quell’idea potrebbe diventare una concreta possibilità. Con buona pace degli appassionati collezionisti di cravatte Marinella, di ogni partito e schieramento…

Lucilla Parlato

 

 

 

 

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 19 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 24 Febbraio 2020

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