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Nessun clamore, siamo a Forcella giusto?

News | 6 Gennaio 2019

Di Paola Filardi

Forcella 2 Gennaio e 6 Gennaio. Biagio D’Antonio, giovane padre di famiglia,
la mattina del 2 gennaio va a Forcella, in Via Vicaria Vecchia ad aprire la sua attività e trova la porta crivellata di colpi. Quattro giorni dopo, venti metri più su, a Carminiello ai Mannesi, altro padre di famiglia, Marioitalia Granieri, si reca ad aprire il suo ristorante e anche lui trova la porta crivellata di colpi.

Nessun clamore, tanto è normale, siamo a Forcella giusto? In un’area di neanche un km quadrato, nel pieno centro storico di Napoli, questa ennesima barbarie passa quasi inosservata, perché tanto in quel budello, in quella terra di nessuno, tutto può accadere, so’ cavoli loro! Attendiamo le solite passerelle, i soliti assessori e il loro entourage, perché Forcella, nel bene e nel male, serve solo a chi viene a pulirsi la bocca e la faccia. Nel frattempo il territorio si rialza ancora e da solo ne verrà fuori, ma questa volta la c.d. “società civile” faccia la sua parte realmente, che di chiacchiere ne abbiamo piene le scatole!

Rinascita di Forcella darà inizio a una serie di attività di sostegno e di solidarietà dove siamo chiamati tutti a dare una mano. Biagio non chiuderà la sua attività per questo, e ancor meno Mario che da un anno sta facendo i salti mortali! Forcella è Napoli e lì ci vive gente “faticatrice” e onesta, e chi si gira dall’altro lato, storcendo pure il naso, è complice nella stessa misura di quelli che la vogliono distruggere.

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 6 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 6 Gennaio 2019

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