giovedì 27 giugno 2019
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NESSUN DIVIETO DI TANGO

Autorizzazioni monche: il Comune multa un bar in Galleria Umberto

Attualità | 19 Maggio 2019

Quando, dopo l’oscura vicenda del flash mob di Tony Colombo in piazza del Plebiscito, Napoli – come suo solito – si è divisa, con la maggior parte dei napoletani a dare addosso al Comune per omesso controllo dai parte dei vigili urbani, è stato naturale per noi dar loro ragione. E’ incredibile infatti – lo pensiamo tutt’ora – che si possa allestire uno spettacolo di 2 ore per 3000 persone nell’indifferenza di chi dovrebbe controllare.

E’ evidente che da allora qualcosa deve essere cambiato se è vero – come racconta il Mattino e come confermano anche sulle pagine Fb i post dei componenti del gruppo “Milonga per caso” – che l’altra sera è stato fermato dai vigili urbani uno spettacolo di tango sotto la Galleria Umberto. Galleria che, sottolineano in molti nel criticare la multa arrivata al gestore di un bar della Galleria, vive nel degrado. E che evidentemente – proprio nei giorni in cui il Deo della Danza, Roberto Bolle, l’ha illluminata – deve restare nel degrado.

Spiega il Mattino che venerdì sera, “cinquecento «tangheri», molti provenienti anche da lontano, Puglia, Sicilia, Lazio, si sono dati appuntamento per la «Milonga Legale» organizzata da Francesca Longobardi e Assia Smorra che si sono inventate «Milonga per caso», un’associazione che raccoglie e diffonde la passione per il tango. La manifestazione s’è svolta già in altre occasioni: «E anche in questo caso, come per il passato, avevamo chiesto e ottenuto tutti i permessi necessari», dice con rabbia Francesca Longobardi. L’altra sera l’appuntamento era per le 20,30 ma dopo mezz’ora si sono presentati tre agenti della municipale. Sembrava un controllo di routine, com’è giusto che si faccia. Agli agenti è stato mostrato il permesso ottenuto direttamente dalla segreteria del sindaco oltre a tutto il pacco di documenti necessari per un evento del genere. Hanno visto pure il messaggio inviato due settimane fa dalla segreteria del sindaco al responsabile dell’Unità operativa dei vigili di Chiaia affinché sapesse e, nel caso, chiedesse ulteriori approfondimenti. Mancavano la licenza di pubblico spettacolo e la validazione per l’impatto acustico», spiegano laconicamente i vigili senza ulteriori chiarimenti”.

In realtà non cosa da poco: perché il titolare del bar che ha attaccato le casse era stato avvertito prima dell’inizio della serata. Casse, spiegano fonti dell’amministrazione comunale, che erano appunto parte di un impianto professionale che richiede una autorizzazione diversa, appunto la licenza di pubblico spettacolo che si deve richiedere anche quando va in scena una spettacolo temporaneo in un luogo pubblico (art. 68 del R.D. 773/1931 meglio noto come T.U.L.P.S.- Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza) soprattutto quando si è dotati di un impianto acustico di portata professionale. Ovviamente rientra in questo anche la validazione dell’impatto acustico, che appunto in un luogo come la galleria, richiede una verifica. La multa, infatti, non è andata all’associazione ma al gestore del bar che ha attaccato le casse: il caffè Umberto srl.

“Sì ma la galleria è nel degrado” dice qualcuno. E qualcun altro ironizza: “Hanno fermato la riunione di circa 200 tangueri, che, mascalzoni, senza nessun interesse di tipo economico, del tutto gratuitamente, cercavano di portare un po’ di bellezza, convinti di avere anche tutte le autorizzazioni a posto, in un meraviglioso luogo di Napoli, dove la sera regna l’abbandono e il degrado.Alla faccia di chi dice che la polizia municipale a Napoli non fa niente, che non si vedono viglili per strada, e che non combattono gli abusivi. Ieri ho visto con i miei occhi come sono bravi e precisi nel loro lavoro. Che peccato però, una occasione perduta. A guadagnarci ieri sera era solo un po’ di qualità della vita a Napoli”.

Sarà sicuramente vero, come crediamo indubbia la buona fede degli organizzatori di questa serata… Però se facciamo le levate di scudi pure quando i controllori, alla fine, controllano, questa città è destinata a restare sempre l’anarchica Sirena ingovernabile dove tutti possono fare tutto, ovunque.

Stavolta, ci spiace dirlo a quel mondo magnifico che è rappresentato dagli appassionati di tango, ha ragione il Comune. Dal quale naturalmente, visto il nuovo corso di “attenzione”, ci aspettiamo analoga solerzia per le altre problematiche che riguardano – da decenni ormai – la gloriosa Galleria che, fino a un secolo fa, era cuore della cultura partenopea. Eh già: basta leggere qualche libro sulla Belle Epoque per scoprire che la Galleria Umberto, qualche decennio fa, era fulcro di ben altri eventi.

Solo che in quel tempo le dispute, sempre culturali, diventavano sì polemiche: ma sicuramente meno pretestuose di questa.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 19 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 19 Maggio 2019

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