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NEW YORK PARLA MERIDIONALE

De Blasio, italo americano orgoglioso e tifoso del Napoli, è il nuovo sindaco della Grande Mela

Mondo, NapoliCapitale, Politica | 6 Novembre 2013

bill de blasio sindaco new york
E’ Duosiciliano il nuovo sindaco di New York. E Bill De Blasio parla perfettamente italiano, essendo originario di Sant’Agata dei Goti, dove ha ancora parenti (che ieri notte ne hanno seguito l’elezione in diretta). Un sindaco sannita per la Grande Mela che ieri, appena eletto, ha twittato i suoi ringraziamenti multilingue e anche in italiano.

Un sindaco che, per altro, rompe gli stereotipi dell’italo americano “macchietta”. Un democratico alla guida della Grande Mela dopo 20 anni di governi repubblicani (tra cui quelli di Rudolph Giuliani, altro italo americano). Uno di noi, un tifoso del Napoli come racconta il cugino, Arturo Mongillo, che ha svelato come De Blasio gli abbia chiesto di accompagnarlo prossimamente al San Paolo per vedere dal vivo una partita della squadra di Benitez.

E mentre Barach Obama, telefonava a De Blasio, a Sant’Agata, un nutrito gruppo di fan brindava con vino frizzante Falanghina. Ovviamente non solo a Sant’Agata si festeggia, ma in tutta New York, soprattutto a Brooklyn, il quartiere della City dove vive la più grande comunità di italiani ed italoamericani degli Stati Uniti. Lì la scorsa notte è esplosa la festa. Alla Park Slope Armory, quartier generale dell’italoamericano, i fan sono in delirio. “Il nostro lavoro è appena iniziato.Siamo molto orgogliosi”, urla De Blasio. Poi si rivolge alla folla festante anche in spagnolo: “Empezamos a caminar como una sola ciudad”, cominciamo a camminare come una sola città.

Nella sua vita Bill De Blasio ha sempre rivendicato una forte influenza del ramo italiano della famiglia sulla sua formazione, tanto che dal 1983 ha preferito utilizzare il cognome materno De Blasio.

Furono infatti i genitori della madre Dorotea, Giovanni e Anna, a emigrare negli anni Venti da Sant’Agata dei Goti dove ancora oggi risiedono alcuni cugini di Bill. Oggi New York già acclama quel candidato anticonvenzionale alto quasi due metri che chiama tutti “brother” (fratello) e coltiva ortaggi nel cortile di casa.

“Sono molto fiero delle mie origini – ha detto durante un comizio l’aspirante sindaco – E’ importante per tutto ciò che faccio. E’ stata una parte cruciale della mia vita, per la mia forza. Tutto ciò che arriva dalla mia eredità italiana, dalla mia famiglia, dall’essere stato a trovare mio nonno, dalla mia città Sant’Agata dei Goti, rappresenta molto del modo in cui vedo il mondo”. Bill è stato a Sant’Agata dei Goti appena un anno fa e durante la permanenza ha visitato Napoli, Pompei e Caserta.

De Blasio si è fatto strada tra gli altri candidati con una campagna elettorale che ha puntato all’abbassamento degli affitti in città, a migliorare l’offerta degli asili pubblici facendo pagare una tariffa maggiore a chi guadagna di più e a mettere fine allo “stop and frisk”, il programma della polizia newyorkese che consente di fermare e perquisire i passanti sulla base di semplici sospetti. Quella di De Blasio è stata una campagna elettorale tutta puntata sulle minoranze, anche se con i mesi il candidato democratico si è conquistato anche un’ampia fetta di voti tra la classe media. Un ruolo importante nella campagna elettorale, poi, l’hanno avuto la moglie di De Blasio, Chirlane McCray, afroamericana femminista e i due figli, Chiara e Dante.

De Blasio è il terzo sindaco di New York di origini Duosiciliane: oltre a Giuliani c’è stato Fiorello La Guardia, originario di Cerignola, in provincia di Foggia, che fu uno dei più grandi sindaci del secolo scorso, a cui è dedicato anche uno dei maggiori aeroporti degli Stati Uniti. Comunque da oggi non solo la City, ma tutto lo stato di New York è un po più duosiciliano: De Blasio, lavorerà a braccetto con Andrew Cuomo, anch’egli convinto meridionalista, di origini Salernitane (i nonni paterni erano di Nocera Inferiore). Perdonatemi una battuta di spirito; eravamo tutti straconvinti di questa vittoria, non solo per le doti politiche e per il curriculum sociale di De Blasio, ma soprattutto per il fatto che un campano DOC non poteva affatto perdere contro un candidato che si chiama Joe Lhota, tra l’altro ex pupillo di Rudolph Giuliani.

Salvatore Vella

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 6 Novembre 2013 e modificato l'ultima volta il 11 Novembre 2020

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