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NIENTE DA FESTEGGIARE

L’Ue ordina: sradicare gli ulivi secolari del Salento. Regalo alle multinazionali

Ambiente, Battaglie, Speciale 17 marzo | 17 Marzo 2015

ulivi mafia

La notizia è arrivata ieri in tarda serata, una cosa perfettamente in linea con la squallida e ipocrita festa dell’unità d’italia che cade oggi. A conferma che qui a Sud non abbiamo niente davvero da festeggiare, ieri è arrivato l’ultimatum dell’Europa sugli ulivi salentini e l’emergenza xylella. La cosiddetta emergenza.

E insomma ieri alla fine del Consiglio agricoltura della Commissione Ue, l’ordine senza appello è arrivato: eradicare, ossia abbattere, e subito, tutti gli ulivi salentini colpiti dal batterio killer che killer non è. E non lo è secondo molti qualificati studiosi che hanno invece lanciato l’allarme contrario: è un’emergenza inventata e non è questa la soluzione. Tanto più su alberi secolari, piantati probabilmente dagli avi dei nostri avi.

Inutilissimo dunque il ministro Maurizio Martina, o forse semplicemente utile idiota di interessi altri. Perché nonostante le grandi bugie del commissario alla salute Vytenis Andriukaitis secondo il quale ogni problema relativo alla Xylella, e in particolare quello dei fondi, «sono in discussione con le autorità italiane», non ha battuto ciglio quando il commissario, parlando di«misure decisive che devono essere prese con urgenza immediata» ha in pratica affermato che «devono essere rimossi tutti gli alberi colpiti, questa è la cosa numero uno da fare» di fronte a un Martina muto.

Sul fronte locale, poi, è italietta in action: ieri si è svolta la riunione della IV commissione della regione Puglia dove il commissario straordinario Giuseppe Silletti (perché qui al Sud quando vogliono farci passare qualche decisione sopra la testa si nominano commissari) ha fatto sapere che i comuni colpiti sarebbero 40.

Ma non solo nell’area salentina: si parla di comuni brindisini e tarantini sui quali si stanno concentrando le attenzioni dell’Europa e delle lobbies.

E questo naturalmente nel silenzio proprio della principale istituzione pugliese, la Regione, e del principale partito di governo della Puglia, Sel. Peccato che Sinistra ecologia e libertà, il partito di Vendola, di sinistra e ecologia conservi solo le iniziali del nome, dal momento che sono state chiuse le porte a qualsiasi ricerca alternativa e non si è battuto ciglio alla notizia dell’eradicazione ordinata dall’Europa che toccherà migliaia di piante, distruggendo un indotto fondamentale per il territorio oltre che alberi che hanno centinaia di anni.
L’ultima speranza? Siamo noi, il popolo di questo mezzogiorno che martorizzano quotidianamente.

E infatti la reazione non si è fatta attendere nemmeno 12 ore: Peacelink ha portato stamane la voce delle Associazioni salentine (Spazi Popolari – I colori della Terra, CSV Salento, Forum Ambiente Salute, LILT, Casa delle Agriculture “Tuglie Gino”) e di Nandu Popu dei Sud Sound System alla Commissione Europea, in merito alla questione Xylella. Subito, senza perdere tempo.

In seguito a contatti avuti con il Gabinetto del Commissario Europeo per la Salute e la Sicurezza Alimentare, Vytenis Andriukaitis, Peacelink ha inviato poche ore fa i dossier prodotti dalla Dottoressa Antonia Ricchiuti e dalle Associazioni sopracitate: dossier che mettono in evidenza come non ci siano prove incontestabili della patogenicità nei confronti della Xylella.

Nella lettera, si chiede che la questione dell’eradicazione degli ulivi affetti da Xylella sia riconsiderata alla luce delle nuove possibili tecniche di cura alternativa e che sia fatta luce in merito alla presenza di concause, quali dei funghi, che potrebbero essere causa e non conseguenza della malattia. Ma, in attesa di riscontri – è prevista una visita della commissione a fine marzo in Salento – la battaglia va avanti.

Ed è una battaglia durissima: atta a favorire smerci e commerci di olii indecenti, come ha raccontato Danilo Lupo sulla7, illustrandoci una oscena crema gialla – olio tunisino congelato – arrivato nel porto di Livorno dalla Spagna dopo essere stato miscelato in Portogallo, e destinato a un noto oleificio toscano. Una frode milionaria che, guarda caso, specula proprio sul crollo della produzione di extravergine made in Puglia, dovuto alla xylella, alla mosca, alla pioggia.

Sul fronte delle indagini proseguono le inchieste da parte della Procura di Lecce, ed è notizia di queste ore che il caso sia stato incluso nel terzo rapporto sulle agromafie coordinato dal magistrato Gian Carlo Caselli, che parla di “concomitanze anomale“. L’ex procuratore capo di Torino e attuale presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura afferma che vi sono “aspetti che potrebbero andare oltre la fatalità”: in base alle recenti relazioni consegnate dalla forestale pare che il ceppo di Xylella isolato in Puglia non provenga dalla Costa Rica, paese dal quale sono stati importati milioni di oleandri che avebbero potuto veicolare il batterio, bensì dal Brasile da cui non è stato importato alcunché. Particolare che rafforza l’ipotesi di una introduzione dolosa del parassita a danno delle coltivazioni salentine.

Nandu, la voce dei Sud Sound System, intanto, non si arrende e mai lo farà: anzi invita i suoi sostenitori e chiunque ami la propria terra a tenersi pronti. A incatenarci agli alberi. Perché Omm s’nasce, brigante s’more… ma soprattutto perché ‘a terra è nostra e nun s’adda tuccà.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 17 Marzo 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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