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NIENTE DA FESTEGGIARE

Un genocidio che dura da 154 anni

Speciale 17 marzo | 17 Marzo 2015

niente da festeggiare napoli

Anche quest’anno, come ogni anno, i cosiddetti meridionali si ritrovano a dover fare i conti con lo squallore, l’ipocrisia, la vergogna di una retorica risorgimentalista in cui non credono manco più i fascisti.

Ogni anno, da buoni negri di fatica o di cortile, ci troviamo a dover celebrare gli assassini dei nostri antenati e soprattutto del nostro futuro, quella marmaglia i cui volti possiamo ammirare ogni giorno in tante piazze e vie della nostra città.

Qualcuno ancora crede che dovremmo ringraziare quei “fratelli d’Italia” che vennero a “liberarci” dal tiranno borbonico.

E allora proviamo a ringraziare. Ringraziamo per i massacri, le città rase al suolo, gli stupri, Fenestrelle. Ma soprattutto, per il saccheggio del Banco di Napoli, per i cantieri di Castellammare, per Pietrarsa, Mongiana, le cartiere della valle del Liri.

Ringraziamo per la Cirio, per le seterie di San Leucio e i telai regalati ai progenitori dei Marzotto (che fa rima, sinistramente, con Marzabotto), ringraziamo per lo storico patto Stato-Mafia inaugurato da Garibaldi e Liborio Romano e che tuttora uccide, sulla Terra dei fuochi, su tutte le terre dei fuochi del nostro Sud, che sono tante. E ringraziano tutte quest’italia.

Ringraziamo per l’Ilva e il Petrolchimico di Gela, per la centrale di Ceprano e per tutte le fabbriche di morte impiantate sulle zone più belle del nostro territorio. Ringraziamo per cosa hanno fatto a Nisida e Bagnoli.

Ringraziamo per l’Amerigo Vespucci, per l’industria cinematografica, quella discografica, quella automobilistica, quella conserviera. Ringaziamo per Voiello, per TeleSpazio, per Alenia, FinMeccanica. Per i fondi FAS, l’RC auto più alta d’Italia, la Tangenziale di Napoli, Pompei morente, le università più antiche del mondo in declino, l’Alfa Romeo, per tutti i lavoratori senza più lavoro di tutte le fabbriche delocalizzate al Nord (Sangalli Vetro, Almaviva, Gepin.. l’elenco di ringraziamenti è lungo).

Ringraziamo per i monumenti che ci crollano davanti agli occhi, per le piattaforme petrolifere in Abruzzo, per le trivelle in Basilicata e nel Cilento. Ringraziamo per le straordinarie ferrovie (talmente straordinarie che l’ultimo governo ha destinato appena il 2% dei fondi per i trasporti al sud e tutto il resto al centro-nord).

Ringraziamo perché, nell’ultimo anno, al sud ci sono stati più morti che nascite. E perchè, in 10 anni, abbiamo perso 1.500.000 di giovani, emigrati al nord.

Ringraziamo per le due guerre mondiali, per il fascismo, le leggi razziali, ma anche per il razzismo imperante ed istituzionale, per lo sputtaNapoli quotidiano, per le azioni di violenza e discriminazione, per il “non si affitta ai meridionali”.

Ringraziamo per averci donato le Mafie, la corruzione, il degrado. Ringaziamo per aver rimosso dai libri e dalla cultura collettiva i grandi nomi meridionali dell’arte, della storia, del teatro. Grazie per aver sostituito Vanvitelli con Schiavone, Il principe di Sansevero con Lauro, Tanucci con De Mita. Ma soprattutto – ed a loro va il nostro pensiero in questa giornata di lutto – grazie per gli oltre 20.000.000 di emigrati in un secolo, costretti alla fame, agli stenti, alle peggiori umiliazioni.

Ma voi festeggiate pure, se volete. Noi no.

Noi NON festeggiamo un genocidio lungo 154 anni.

Drusiana Vetrano

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 17 Marzo 2015 e modificato l'ultima volta il 17 Marzo 2015

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