martedì 11 maggio 2021
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Finalmente il miracolo di maggio: San Gennaro “squaglia” dopo due volte a vuoto

san gennaro sangue sciolto maggio 2021
Identità | 2 Maggio 2021

Aggiornamento: Finalmente  il prodigio è avvenuto questo pomeriggio e il sangue di San Gennaro si è  sciolto alle 17 20 di domenica 2 maggio 2021. Questo il video con Monsignor Vincenzo De Gregorio.

 

 

 

Anche questa mattina niente da fare. Il sangue di San Gennaro non si era sciolto al termine della celebrazione eucaristica nel Duomo di Napoli, così come avvenuto ieri.

Per la prima volta la teca con il sangue del santo è stata prelevata dalla cassaforte dall’Arcivescovo Metropolita don Mimmo Battaglia, che ha celebrato la liturgia in una delle tre date, il primo sabato di maggio, in cui si celebra la liquefazione del sangue del patrono di Napoli, oltre al 19 settembre e al 16 dicembre.

Al termine della messa, l’arcivescovo ha ripreso la teca annunciando che il sangue non è sciolto e sono cominciate le preghiere in Duomo. Nell’ultima celebrazione, lo scorso 16 dicembre, il sangue non si era sciolto.

 

Stamattina anche il sangue risultava ancora rappreso. La teca sarà esposta, come da tradizione, per otto giorni, fino a domenica prossima.

Da oggi e fino al 9 maggio, dalle 9 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19, infatti, i fedeli potranno recarsi in Cattedrale, all’altare maggiore, per pregare davanti alle reliquie e venerare il Santo patrono. Quattro volte al giorno, nei giorni feriali, sarà celebrata la messa.

Nel corso dell’omelia, Battaglia ha messo in guardia i fedeli esortandoli a non lasciarsi andare alla brama di voler leggere nel miracolo buoni auspici o presagi nefasti per il nostro futuro: «Il sangue, sia che si sciolga, sia che resti nella sua immodificata sacralità, ci rimanda al sangue di Cristo, nel cui mistero pasquale ancora ci troviamo e che ancora dà il senso alla grande e intensa icona del sangue che si scioglie».

“Annunciare, denunciare e rinunciare”, ha detto il nuovo arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia nella sua omelia al Duomo. “Annunciamo il Vangelo – ha esortato – senza timore, la città ha bisogno del Vangelo per tornare a sperare con la linfa vitale della fiducia e dell’amore nei tanti deserti che sono nei vicoli, nelle periferie, nelle case. Denunciamo ciò che inquina il tessuto sociale, che allontana il popolo dal sogno di Dio di pace giustizia e comunione. Il nostro martire ha mostrato che un credente non arretra di un millimetro dinanzi al bene che per esso è disposto a dare vita. Come comunità saremo capaci di fare altrettanto denunciando il malaffare, cultura camorristica, la corruzione imperante?”.

L’arcivescovo si riferiva agli ultimi delitti, rivolgendo poi un pensiero ai disoccupati e agli operai Whirlpool quando ha sottolineato che “tutti siamo coinvolti dal grido di giustizia” che arriva “da quel sangue e da qualsiasi fratello perché ci riporta a Cristo. Il sangue parla ed è vivo come viva è la sete di giustizia e il bisogno di normalità e prossimità reso più impellente dalla pandemia”. Battaglia ha, poi, citato delle storie della città di Napoli: “Il sangue ci racconta – ha detto – di Maurizio, morto per difendere la figlia da logica camorristica, di Giovanni che ha speso ogni giorno della sua esistenza per assicurare il futuro al figlio disabile ed è morto senza la certezza di una comunità capace di costruirlo, di Ornella e Fortuna che hanno speso il loro sangue colpite dalle mani di chi avevano amato. Ci introduce nelle periferie dell’esistenza, ai piedi di Concetta e dei tanti anziani invisibili lasciati soli da tutti. Ci narra di Salvatore e Tina e di tutti i ragazzi di Napoli a cui un sistema economico, un sistema di vita egoistico e il cancro della camorra stanno rubando il futuro. Delle tante famiglie della Whirlpool e dei tanti disoccupati che non chiedono lavoro per dignità. A loro il mio pensiero e vicinanza nel 1 maggio”.
Video e gallery Sergio Valentino

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 2 Maggio 2021 e modificato l'ultima volta il 3 Maggio 2021

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